Il 22 maggio 2026, sulle colline di Peccioli, verrà inaugurata Breath, una monumentale scultura cinetica firmata da Emiliano Ponzi che sviluppa un dialogo tra arte contemporanea, natura e percezione del tempo.
Curata da Cristiano Seganfreddo e sviluppata insieme all’experiential designer Dario Spinelli, Breath entrerà ufficialmente nella collezione del MACCA, il museo a cielo aperto che negli ultimi anni ha trasformato Peccioli in uno dei più interessanti laboratori italiani dedicati all’arte pubblica contemporanea.
Una scultura che vive e si trasforma nel paesaggio
Realizzata in acciaio satinato e costruita su una base circolare di otto metri di diametro, Breath appare inizialmente come una presenza essenziale e verticale, quasi un segnale astratto inciso nel territorio.
Attorno al nucleo centrale ruota infatti una costellazione di elementi metallici in costante movimento. Le superfici catturano la luce mutevole della giornata e reagiscono al vento, generando riflessi e variazioni percettive continue.L’opera non è mai identica a se stessa: cambia con il clima, con le stagioni e con il punto di osservazione dello spettatore.
Al cuore della scultura si nasconde però il gesto più poetico del progetto. Un fiore meccanico interno si apre lentamente all’alba e si richiude al tramonto, seguendo il ciclo naturale della luce. È da questo respiro lento e quasi impercettibile che nasce il titolo dell’opera: Breath.
Il respiro del tempo tra arte cinetica e natura
Più che rappresentare la natura, Breath cerca di sincronizzarsi con essa. La scultura di Emiliano Ponzi rende visibile ciò che normalmente sfugge allo sguardo: il passaggio delle ore, il movimento dell’aria, le oscillazioni luminose che attraversano il paesaggio toscano.
L’opera introduce così una riflessione profonda sul concetto di tempo nell’arte contemporanea. Non esiste una forma definitiva della scultura, ma un processo continuo di trasformazione. Il movimento esterno, incessante e atmosferico, si intreccia con il movimento interno, lento e ciclico, creando una doppia temporalità che coinvolge direttamente lo spettatore.
Peccioli e il MACCA: il museo diffuso che trasforma il territorio
Negli ultimi decenni Peccioli ha costruito un modello culturale unico in Italia. Il borgo toscano ha reinvestito le risorse provenienti dal sistema di gestione dei rifiuti nella creazione di un vasto progetto di arte pubblica, trasformando il territorio in un museo diffuso capace di attrarre visitatori, curatori e artisti internazionali.
Oggi il MACCA ospita oltre settanta opere disseminate nel paesaggio, in un dialogo costante tra architettura, natura e contemporaneità. Con Breath, questa collezione continua ad ampliarsi accanto ai lavori di figure di rilievo internazionale come Daniel Buren, Alicja Kwade e Patrick Tuttofuoco.
Emiliano Ponzi: dall’illustrazione allo spazio immersivo
Conosciuto a livello internazionale per il suo lavoro nell’illustrazione, Emiliano Ponzi ha collaborato con realtà come The New York Times, The New Yorker, Apple e Hermès, costruendo negli anni un linguaggio visivo immediatamente riconoscibile, fatto di sintesi grafica, profondità narrativa e forte impatto simbolico.
Negli ultimi anni la sua ricerca si è progressivamente spostata anche verso la pittura, installazioni ambientali e opere tridimensionali. Con Breath, questa evoluzione trova una delle sue espressioni più mature e monumentali.
Il contributo di Dario Spinelli è stato fondamentale nella progettazione cinetica dell’opera. Spinelli ha contribuito a trasformare la visione poetica di Ponzi in una macchina sensibile capace di reagire al paesaggio.
Un’inaugurazione all’alba tra arte e contemplazione

La scelta dell’alba per l’inaugurazione non è casuale. Il 22 maggio, nel momento in cui la luce inizierà a diffondersi sulle colline toscane, un gruppo selezionato di giornalisti, curatori e ospiti assisterà alla prima apertura del fiore meccanico custodito all’interno della scultura.
L’esperienza promette di assumere il carattere di un rituale contemplativo, perfettamente sintetizzato dal verso di Emily Dickinson che accompagna il progetto:
“The Landscape listens—Shadows—hold their breath.”
Una frase che diventa dichiarazione poetica e chiave di lettura dell’opera stessa. Breath non chiede soltanto di essere osservata: invita a rallentare, ascoltare il paesaggio e percepire il tempo in modo diverso.







