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mercoledì, Luglio 6, 2022

Fondazione Arte CRT: nuove acquisizioni per Gam e Castello di Rivoli

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Ho intervistato Anna Ferrino, Presidente della Fondazione per l’arte Moderna e Contemporanea CRT, in merito alla recente acquisizione da parte della Fondazione di alcune nuove opere d’arte destinate alle collezioni di due importanti musei torinesi: un’opera di Anne Imhof e una di Agnieszka Kurant arricchiranno le proposte espositive del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, mentre cinque lavori selezionati di Diego Perrone, Luca Bertolo, Riccardo Baruzzi e Flavio Favelli saranno destinati alla Gam – Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino.

L’intervista mi ha permesso di toccare alcuni punti importanti e molto attuali, quale il ruolo delle collezioni pubbliche, la possibilità di un moderno mecenatismo e l’attenzione, oggi fortunatamente in voga, sugli artisti “mid carreer”, per lungo periodo emarginati dal mercato dominante.

Anna Ferrino, Presidente della della Fondazione per l’arte Moderna e Contemporanea CRT. Foto: Michele d’Ottavio

Maria Cristina Strati: L’impegno della Fondazione Arte CRT nell’arte e nella cultura è sempre rilevante. Qual è a suo parere l’importanza di continuare a lavorare sulle collezioni pubbliche?

Anna Ferrino: “La pratica del collezionismo d’arte contemporanea è un’attività in costante evoluzione, ormai ben lontana dai dettami Rinascimentali che la identificavano come scelta elitaria legata a criteri spiccatamente estetici.

Così come la società contemporanea è in costante mutamento ed è pervasa da contaminazioni linguistiche, estetiche, tecnologiche e finanziarie non ascrivibili a correnti standardizzate, l’interpretazione espressiva che ci offrono gli artisti dev’essere raccolta seguendo nuovi parametri mobili – dalla narrazione dell’opera alle dinamiche finanziarie del mercato di riferimento – capaci di aprirsi all’esterno e di realizzare un collezionismo orientato al pubblico.

Una forma di mecenatismo moderno a disposizione della società, in connessione diretta con gli artisti, le gallerie e le realtà del territorio. Solo in questo modo l’arte moderna e contemporanea potrà configurarsi come fattore di sviluppo sociale ed economico, obiettivo preminente che la Fondazioneper l’Arte Moderna e Contemporanea CRT persegue dal Duemila, anno in cui venne istituita dalla Fondazione CRT.

Grazie agli importanti investimenti messi in campo dall’ente fondatore, la prestigiosa Collezione privata nota a livello internazionale, si arricchisce di anno in anno con l’acquisizione di nuove opere destinate ai progetti curatoriali del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e della Galleria d’Arte Moderna di Torino. Un patrimonio “diffuso” ed in continua evoluzione che si compone di quasi 900 opere, realizzate da oltre 300 artisti, per un valore di oltre 40 milioni di euro, fruibile in diverse sedi ed esposizioni.

Solo negli ultimi dodici anni la Fondazione ha acquisito oltre 250 importanti opere d’arte dei più rilevanti artisti contemporanei, da Marina Abramovic a William Kentridge, Liam Gillick e Jannis Kounellis, favorendo e indirizzando la programmazione espositiva dei maggiori musei piemontesi. Le nuove acquisizioni si inseriscono in questa visione e siglano l’impegno della Fondazione a restare in prima linea per sostenere l’intero sistema dell’arte contemporanea non solo a Torino e in Piemonte, ma a livello internazionale”.

Scorcio della fronte di Palazzo Perrone su via XX Settembre a Torino, sede della Fondazione CRT – ph. Pino dell’Aquila

M.C.S.: Secondo quali criteri sono stati scelti i lavori selezionati? Quale sarà la loro destinazione?

A.F.: “Per le acquisizioni la Fondazione si avvale di una procedura trasparente che vede il Consiglio di Amministrazione escluso da qualsiasi valutazione di merito. Generalmente i Direttori del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e della Galleria d’Arte Moderna di Torino sono chiamati a predisporre un Piano annuale di acquisizioni, dove vengono individuati gli indirizzi e le linee guida.

Le singole acquisizioni avvengono dietro formale e specifica richiesta dei Direttori dei due musei, quindi è approvata dal nostro Comitato Scientifico internazionale, composto da Rudi Fuchs, Ex Direttore dello Stedelijk Museum ad Amsterdam; Francesco Manacorda, Direttore artistico V-A-C Foundation (Mosca-Venezia); Sir Nicholas Serota, Presidente Arts Council England; Manolo Borja-Villel, Direttore del Museo Reina Sofia (Madrid); Beatrix Ruf, Direttore Hartwig Art Foundation (Amsterdam) e Consulting Dir. Garage Museum (Mosca); Carolyn Christov-Bakargiev, Direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e Riccardo Passoni, Direttore della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

Le opere acquisite vengono concesse in comodato ai due principali musei cittadini, custodi della raccolta, al fine di renderle fruibili al grande pubblico attraverso nuovi progetti curatoriali. Per fare un esempio riferito al 2021, per la GAM sono stati acquisiti lavori degli artisti Diego Perrone, Luca Bertolo, Riccardo Baruzzi e Flavio Favelli, mentre al Castello di Rivoli sono state destinate due opere delle artiste Anne Imhof e Agnieszka Kurant”.

Diego Perrone, Untitled, 2016. Vetro, 60 x 80 x 20 cm. Galleria Massimo De Carlo, Milano

M.C.S.: In questo periodo c’è un giusto interesse sulle opere degli artisti mid carreer. Come lo interpreta?

A.F.: “Per quanto riguarda gli investimenti, acquistare opere di artisti che abbiano già maturato un posizionamento riconosciuto nel mercato dell’arte contemporanea offre ai collezionisti una maggiore sicurezza in termini economici, mentre per i curatori rappresenta l’opportunità di relazionarsi con universi linguistici e creativi già maturi, sia in termini di produzione che di contenuti, ormai riconosciuti dal pubblico e dalla critica.

Questi autori costituiscono una categoria intermedia fondamentale per osservare l’evolversi dell’arte contemporanea poiché rispetto ai giovani esordienti hanno alle spalle un passato espressivo già storicizzato che li porterà a sperimentare con rinnovata consapevolezza le sfide suggerite dal contesto culturale contemporaneo.

Non bisogna dimenticare inoltre che la scarsa attenzione riservata negli ultimi anni alla pittura contemporanea ha declassato da “mid-career” ad “esordienti” i nostri pittori rispetto ai loro omologhi americani o europei. Un posizionamento apparentemente svantaggioso, ma che in realtà rende oggi ancora più intrigante la loro produzione, sia in termini di mercato, sia artistici tout court”.     

Maria Cristina Strati
Maria Cristina Strati
Maria Cristina Strati vive e lavora a Torino. Studiosa indipendente di filosofia, è critica e curatrice di arte contemporanea, nonché autrice di libri, saggi e racconti. Convinta che davvero l’arte sia tutta contemporanea, si interessa al rapporto tra arte, filosofia e quelli che una volta si chiamavano cultural studies, con una particolare attenzione alla fotografia.
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