Giulio Turcato all’asta: “I maggio a Mosca” da Capitolium Art a Brescia

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Il prossimo 15 aprile, nelle sale della casa d’aste Capitolium Art, verrà presentata un’opera cardine della produzione di Giulio Turcato: I maggio a Mosca.

Si tratta di un grande olio su tela, tra i lavori più significativi della ricerca dell’artista negli anni Cinquanta, capace di restituire con forza uno dei momenti più complessi del rapporto tra arte e politica nel secondo dopoguerra italiano.

Per comprendere pienamente l’importanza dell’opera, è necessario tornare al 1952, quando Lionello Venturi la seleziona per la Biennale di Venezia del 1952. In quella occasione si definisce uno dei momenti più accesi del dibattito culturale italiano, diviso tra realismo e nuove istanze astratte.

Già nel 1948, infatti, l’artista era stato al centro di dure polemiche: Palmiro Togliatti, sulle pagine della rivista Rinascita, aveva attaccato apertamente la sua pittura. Turcato, tuttavia, non arretrò, scegliendo di proseguire con coerenza il proprio percorso.

La storia dell’opera: dalla Biennale di Venezia del 1952 al dibattito critico

All’origine del dipinto vi è un’immagine precisa: i festeggiamenti del 9 maggio 1945 sulla Piazza Rossa, con i fuochi d’artificio che celebrano la vittoria nella Seconda guerra mondiale.

I maggio a Mosca non è però un dipinto celebrativo. Non descrive l’evento: lo trasforma. I bagliori dei fuochi diventano vibrazioni cromatiche, le bandiere si dissolvono in ritmo visivo, mentre una fabbrica stilizzata introduce il tema della Festa del Lavoro. Ne emerge una sintesi tra memoria storica e tensione astratta, in cui la figurazione viene progressivamente ridotta a segno.

Un elemento decisivo per la comprensione dell’opera riguarda il suo orientamento. Nella pubblicazione di Lionello Venturi, il dipinto mantiene ancora una leggibilità parzialmente figurativa.

Sarà invece Christian Zervos a proporre una lettura radicale, pubblicandolo capovolto sulla rivista Cahiers d’Art. Il ribaltamento elimina ogni residuo narrativo e sancisce la piena autonomia dell’astrazione.

Lotto 15_Giulio Turcato_I maggio a mosca_stima: 80.000-120.000€_Capitolium Art

Arte e politica negli anni Cinquanta

Negli anni in cui realizza questo lavoro, Giulio Turcato è profondamente coinvolto nel contesto politico del suo tempo: iscritto al Partito Comunista Italiano e con un passato nella Resistenza.

La sua ricerca mira a superare il realismo socialista attraverso un linguaggio sperimentale, scelta che gli valse critiche molto dure ma che oggi appare come uno dei passaggi più lucidi dell’arte italiana del dopoguerra.

Anche alla Biennale le opere di Turcato suscitarono reazioni contrastanti. Il critico M. Borgese espresse riserve, mentre Christian Zervos intervenne in sua difesa.

Zervos riconosce nella pittura di Turcato una forza innovativa capace di ridefinire il linguaggio artistico, contrapponendola alla pittura di Renato Guttuso.

Un’opera storica all’asta Capitolium Art a Brescia

La riproposizione di I maggio a Mosca nell’asta di Capitolium Art rappresenta un’occasione significativa per il mercato e per gli studi sull’arte del dopoguerra.

L’opera segna il passaggio dalla figurazione ideologica all’autonomia del linguaggio pittorico, rendendo l’appuntamento del 15 aprile a Brescia uno degli eventi più rilevanti della stagione.

Chiara Lorenzon
Chiara Lorenzon
Chiara Lorenzon, storica dell'arte, ha consolidato la sua expertise lavorando tra gallerie e case d'asta, dove ha affinato lo sguardo sulle dinamiche del mercato e sul rapporto tra opera d'arte e collezionista. Dal 2023 lavora con Collezione da Tiffany, focalizzandosi sull'analisi delle tendenze e sul mercato dell'arte contemporanea.

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