L’asta “A Love Affair” conferma il trend di mercato per le raccolte d’autore guidate dal gusto personale e dall’eccentricità colta. Sette dipartimenti uniti per un catalogo che ha registrato una rivalutazione media dei lotti del 117%.
C’è un segmento del mercato dell’arte che continua a mostrare una vitalità straordinaria: quello delle grandi collezioni private firmate da protagonisti della moda e del design. Collezioni che non rispondono a rigidi canoni accademici, ma alla visione estetica, complessa e talvolta eccentrica del loro creatore. L’ultimo chiaro segnale in questo senso è arrivato dalle sale de Il Ponte Casa d’Aste, dove tra il 22 e il 24 settembre 2026 è andata in scena l’asta “Gerolamo Etro – A Love Affair: la creatività attraverso la memoria degli oggetti”.
L’evento si è chiuso con un fatturato complessivo superiore a € 950.000 e un impressionante rialzo delle stime, con una rivalutazione media dei lotti pari al 117%. Il successo della vendita sottolinea come i collezionisti internazionali siano oggi fortemente attratti dall’elemento decorativo e insolito, disposti a competere accanitamente per aggiudicarsi la “provenance” di una firma iconica della creatività italiana.
La ritrattistica

Ad aprire i capitoli più contesi è stata la sezione pittorica, all’interno della quale la ritrattistica ha recitato la parte del leone, confermandosi uno dei filoni più amati da “Gimmo” Etro. In particolare, strabilianti i risultati dell’artista lettone Janis Rozentals che, con la sua raffinata tela “Nell’atelier dell’artista” (1885), è stata battuta a € 44.800.
Ottimi riscontri anche per la scuola anglosassone, dal “Ritratto di Edulji Dinshaw” del 1938 di John Wells che ha toccato quota € 38.400, al “Ritratto di James Stuart con uniforme rossa” (Scuola inglese del XIX secolo da Thomas Lawrence) che è salito fino a € 28.160 e il “Ritratto di Dennis Cohen con guanti bianchi e bastone” del londinese Glyn Warren Philpot del 1910 venduto per € 23.040.
In generale, per la sezione riferita alla pittura, anche il Novecento internazionale han registrato passaggi di rilievo.
Arti decorative
Il mercato delle arti decorative d’autore mantiene intatto il suo premium price quando gli oggetti riflettono il DNA estetico del collezionista. Gli arredi della dimora Etro hanno scatenato una vivace competizione in sala e sui telefoni.

Tra i risultati più significativi spicca l’eclettica poltrona biposto “a borsa” degli anni Cinquanta, caratterizzata da una struttura sagomata a doppia seduta e un grande manico rigido rivestito in pelle, che ha polverizzato i pronostici assestandosi a € 21.760. Grande interesse anche per il modernariato d’alto livello, rappresentato da un paravento da centro Art Déco a cinque ante (1925 ca.) recante la prestigiosa firma di Jean Dunand, venduto a € 20.480. Nel comparto degli argenti, una monumentale coppa londinese del 1838 firmata Smith Nicholson & co. (dal peso di ben 7,2 kg e finemente decorata con scene maori) ha trovato un compratore a € 19.200.
Di particolare rilievo anche l’interesse per la parte Historica: una tendenza che ha confermato la solidità del segmento delle curiosità storiche. Soni stati battute a prezzi interessanti il “Ritratto di Alfred Fedorovich Grot” di Ivan Alexeevich Tiurin (€ 7.680) e un maestoso elmo da corazziere in tenuta di gala con le insegne di Vittorio Emanuele Re d’Italia (€ 7.680). Queste cifre dimostrano che il collezionismo colto, oggi, cerca l’emozione visiva e la narrazione storica tanto quanto la firma.
L’esito dell’asta milanese appena conclusa dimostra la buona riuscita della strategia operativa della casa d’aste Il Ponte, capace di far dialogare in modo sinergico sette dipartimenti interni per costruire una narrazione coerente attorno alla figura di Gerolamo Etro.




