4.9 C
Pesaro
giovedì, Gennaio 20, 2022

Lucia Bonanni racconta la Bonanni Del Rio Collection

del

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=bTmqqP1obkw]


A volte si arriva a certe destinazioni attraverso strade imprevedibili.
Ed è quello che mi è successo con Lucia Bonanni e con la BDC Collection.

Stavamo lavorando al fundraising di arturo, la nostra starUp che si occupa di conservazione e, fra i centinaia di imprenditori con cui mi trovo a parlare di questa nuova avventura, entro in contatto su linkedin con Mauro Del Rio. Dopo aver approfondito il nostro lavoro, Mauro mi ‘confessa’ di essere egli stesso un collezionista e che, insieme a sua moglie Lucia, gestiscono una chiesa sconsacrata a Parma dove realizzano progetti espositivi e eventi artistici in collaborazione con artisti contemporanei.

Scopro così il BDC28, il quartier generale di BDC https://www.bonannidelriocatalog.com/ dove gli eventi stessi diventano ‘oggetti’ da collezione e vengono ‘catalogati’ insieme a tutte le altre opere, con un numero progressivo.

Ho trovato tutta questa storia davvero molto affascinante e volevo assolutamente approfondirla e raccontarla.

Mauro, quindi, mi mette in contatto con Lucia – che, dei due, è colei che si occupa a tempo pieno di questa attività – e le propongo di fare una chiacchierata davanti ad una videocamera, per raccontare direttamente ai nostri lettori questa esperienza.

Ed ecco che, pochi giorni dopo sono in viaggio verso Parma con cavalletto, luci, videocamera e tanta curiosità.

Lucia mi accoglie nella loro casa di campagna che ospita una parte della collezione. Prima di cominciare ci addentriamo nei vari spazi e in ognuno vengo sorpreso da quanto le opere siano entrate in relazione perfetta con i vari ambienti. 

Incontriamo così i grandi classici della fotografia italiana: Ghirri, Giacomelli, Migliori, Cresci, Iodice, Mulas, Basilico… ma anche i ‘paparazzi’ della dolce vita romana degli anni ’50 e ’60: Praturlon, Secchiaroli, Sorci…

Poi ci sono le foto di copertina dei dischi – artisti inglesi anni ’70 e ’80 ma anche italiani, cantautori, gruppi emergenti… – Insomma, una collezione eclettica, ma con una sua coerenza e una sua ‘linearità’ data sicuramente dall’intuito e dal senso estetico dei suoi ‘creatori’.

E allora, adesso, voglio sapere tutto… come è nata, perchè, che rapporto hanno con gli artisti, come hanno scovato i pezzi più rari, e tutta la storia e le curiosità che c’è dietro questa raccolta.

E quindi, ascoltiamo Lucia…

Condividi
Tags

recenti

Italia: anno record per le aste di arte moderna e contemporanea

Con un fatturato totale di 132.817.350 euro il 2021 è stato l'anno migliore di sempre per le aste italiane di arte moderna e contemporanea. La Top 10 della aggiudicazioni.

Da Afro a Christo: ecco i “gioielli” dell’asta Meeting Art di gennaio

Prima “lettura catalogo” del 2022 dedicata, come ormai vuole la tradizione, a Meeting Art che inaugura la sua stagione di aste con un catalogo di 400 lotti suddivisi in 4 sessioni che saranno battute, rispettivamente, il 22, 23, 29 e 30 gennaio.

A cosa serve una mostra (pt.1). Esporre la propria collezione e farla vivere

La storia del collezionismo e quella delle mostre corrono su binari paralleli, come raccontano gli studi fondamentali di Francis Haskell. Quali sono, oggi, per il collezionista i vantaggi di esporre al pubblico o concedere in mostra pezzi della propria collezione?

Articoli correlati

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here