Nonostante sia iniziata la primavera già da qualche giorno, a Milano è una giornata piuttosto fredda. Ho vagato un po’ per le vie del centro in attesa che si facesse l’ora giusta per recarmi al mio appuntamento. In giro tutto mi sembra particolarmente grigio e anonimo. Mi ritrovo su via Verri e, visto che manca poco alle 15, imbocco via Bigli. La percorro per una cinquantina di metri fino a quando sulla mia sinistra trovo il numero 11. Attraverso il mastodontico portone e mi inoltro nel meraviglioso cortile che questo palazzo dalla facciata nobile e austera nasconde. Suono al campanello della Galleria Notte.
Mi apre Mariaelena gentile e accogliente come sempre e subito la sensazione è quella di riprendere colore. Come se improvvisamente la monocromia della città incominciasse a tingersi avvolta da un vortice cromatico inconfondibile. È la sensazione che subito si ha quando si è circondati dalle opere di Marc Chagall.

È incredibile ritrovarsi in una Galleria privata, in un vicolo di Milano, e trovare una mostra di un così grande artista del ‘900. E in effetti questa è una storia decisamente unica: Carolina Lanfanchi e Mattia Melzi, in linea con una visione che punta a fare di questo spazio prima di tutto un luogo di cultura – progetto Notte che Chiara Lorenzon ha raccontato approfonditamente proprio qui su Collezione da Tiffany – sono riusciti a convogliare in questo progetto intitolato “il volo meraviglioso” una quindicina di opere di uno degli artisti di certo più amati dal grande pubblico.
La sublimazione del trauma attraverso l’arte
Con Carolina e Mattia ragioniamo su un tempo che non segue una logica cronologica, ma è scandito dalle emozioni, dalle esperienze vissute e dalle visioni interiori: le figure sospese e il costante lirismo delle opere che abbiamo di fronte sono spesso una risposta catartica a traumi personali e storici. Mattia mi fa notare come Chagall non si sia mai lasciato abbattere dagli eventi drammatici – come le fughe dettate dal nazismo o la tragica perdita della moglie Bella Rosnfeld – ma come invece abbia scelto di elevare il proprio dolore, trasformando le difficoltà in puro slancio poetico e anticipando, in qualche modo, i sogni surreali.
Simbolismo, memorie e la delicatezza della carta
A guardare bene, quadro dopo quadro, vediamo che l’artista ritorna ai luoghi dell’infanzia e della memoria: lo shtetl, i villaggi ebraici dell’Europa orientale, le case familiari, le figure amate. Questo percorso espositivo restituisce tutta la ricchezza iconografica di Chagall:
- Simbologia e spiritualità: incontriamo spesso la capra e il gallo che richiamano l’idea del sacrificio e della purificazione. Accanto a loro, l’immancabile figura del Rabbino e le scene religiose che trasformano la tradizione in linguaggio universale.
- Gli amanti e le finestre: gli amanti sono sospesi tra natura e cielo, fusi in un’unica figura che evoca un’idea di unità primigenia. La finestra, altro tema ricorrente, non è una semplice cornice ma un confine mobile tra dentro e fuori, dove lo spazio fisico ed emotivo si sovrappongono.
- La leggerezza del supporto: la mostra valorizza particolarmente i lavori su carta. Rispetto alla corposità materica dell’olio e della tempera, il supporto cartaceo costringe l’artista a rinunciare allo spessore in favore della trasparenza, accentuando ulteriormente l’aspetto fiabesco e onirico delle composizioni.
Un viaggio nella dimensione intima dell’arte
Tra esplosioni di cieli rosa, azzurri e violacei, richiami matissiani e il caos vitale e ricco di personaggi tipico della metafora del circo, la mostra trascina il visitatore in un momento di sospensione spingendolo a riconnettersi con la sua parte più profonda, dove la monocromia di una vita quotidiana spesso complessa e dolorosa lascia lo spazio all’aggrovigliarsi di colori che riecheggiano da un passato ricco di simboli che segnano il percorso; e di amore che ne tinge la direzione.
L’opera che mi è piaciuta di più?
c. 1976
78 × 56.7 cm
Tempera, gouache, pastel, coloured ink and pencil on wove coloured paper
Signature stamp of the artist’s estate ‘Marc / Chagall’ (lower right)
Rencontre à la grande fenêtre è un vero e proprio dialogo fra il dentro e il fuori, un po’ come la sensazione che ho avuto appena entrato in Galleria. Fuori c’è la città, qui dentro il bambino che è in me che prende il volo sospeso tra la vita reale e il sogno. So bene che mi aspettano al di là di quella finestra. Ma io me ne sto ancora un attimo qui dove tutti possiamo volare, come angeli fantastici in un disegno leggero.
Informazioni Pratiche
MARC CHAGALL – Il Volo Meraviglioso
Galleria NOTTE, Via Bigli 11, Milano
15 Aprile – 15 Giugno 2026




