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domenica, Gennaio 23, 2022

Milano: Piero Manzoni guida l’asta dei 60 anni di Christie’s in Italia

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Sarà un Achrome del 1958 di Piero Manzoni a guidare l’edizione n. 6 della Milan Modern and Contemporary di Christie’s del prossimo 11 aprile. Un’asta importante per la casa fondata dal James Christie nel 1766 che, dopo le celebrazioni del 250° anniversario il 5 dicembre del 2016, festeggia adesso, con un catalogo selezionatissimo di 57 lotti, il suo 60° anno di attività in Italia dove, nel 1958 a Roma, aprì il suo primo ufficio sul continente per iniziare poi a battere le sue aste italiane nel 1970. Un catalogo, quello messo insieme dallo staff di Palazzo Clerici, caratterizzato da un vero e proprio «approccio tailor-made pensato per soddisfare le richieste dei collezionisti italiani e di quelli internazionali», come spiega Renato Pennisi, Direttore e Senior specialist di Christie’s Italia.

LOTTO 11 - Piero Manzoni, Achrome, 1958. Stima: 1.800.000 - 2.500.000 euro. Courtesy: Christie's
LOTTO 11 – Piero Manzoni, Achrome, 1958. Stima: 1.800.000 – 2.500.000 euro. Courtesy: Christie’s

Quell’approccio che, dal 2012 ad oggi, ha permesso alla Milan Modern and Contemporary di crescere in modo costante, arrivando ad un tasso medio di venduto del 93% e ad attirare sul nostro mercato un numero sempre maggiore di collezionisti stranieri. Tanto che oggi la platea internazionale dell’asta milanese di Christie’s copre ben 17 aree geografiche che vanno dall’Europa all’Asia, passando dal Medio Oriente e dall’America del Sud. A guidare i 57 lotti inseriti in catalogo, dicevamo, uno stupendo Achrome di Piero Manzoni del 1958 (Lotto 11), uno dei primi realizzati dall’artista milanese e valutato 1.8-2.5 milioni di euro. Esposto alla grande mostra di Palazzo Reale del 2014 – Piero Manzoni 1933-1963 – questo lavoro torna sul mercato dopo 42 anni passati nella stessa collezione privata ed appare in asta per la prima volta.

LOTTO 11 - Salvatore Scarpitta, Ammiraglio, 1958. Stima: 800.000 - 1.200.000 euro. Courtesy: Christie's
LOTTO 11 – Salvatore Scarpitta, Ammiraglio, 1958. Stima: 800.000 – 1.200.000 euro. Courtesy: Christie’s

E allo stesso anno, il 1958, appartiene anche il secondo top lot di quest’asta: Ammiraglio (Lotto 6, stima: 800.000-1.200.000 euro) di Salvatore Scarpitta, proveniente dalla collezione di Sergio Tomasinelli di Torino. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un lavoro seminale, realizzato in quel 1958 divenuto celebre come l’annus mirabilis dell’artista italo-americano. L’opera, infatti, è uno delle primissime appartenenti alla serie di lavori rivoluzionari che videro la firma pionieristica dell’artista su tele ‘avvolte’ o ‘bendate’. Questo lavoro, peraltro, è particolarmente raro poiché, come si legge nel saggio in catalogo, «le fasce tagliate della tela furono dipinte con i toni accesi del blu, del rosso e del nero». Ammiraglio, inoltre, fu esposto nell’aprile del 1958 in un one man show dell’artista presso la Galleria La Tartaruga di Plinio de Martiis, ossia nella prima mostra in cui queste opere furono mostrate al pubblico.

LOTTO 8 - Osvaldo Licini, Amalassunta su fondo rosso chiaro, 1949. Stima: 400.000 - 600.000 euro. Courtesy: Christie's
LOTTO 8 – Osvaldo Licini, Amalassunta su fondo rosso chiaro, 1949. Stima: 400.000 – 600.000 euro. Courtesy: Christie’s

 

Sempre dalla collezione Tomasinelli arriva anche il lotto 8: Amalassunta su fondo rosso chiaro, olio su tela del 1945 a firma di Osvaldo Licini. Valutato 400-600.000 euro, questo lavoro è uno dei 9 che compongono la celebre serie Amalassunta esposta alla Biennale di Venezia del 1950. Un magnifico esempio dell’astrattismo mistico dell’artista marchigiano di cui, quest’anno, ricorre il sessantesimo anniversario della scomparsa, avvenuta l’11 ottobre 1958. E mezzo secolo è passato, invece, da quando uno dei più grandi nomi dell’arte italiana del XX secolo ci ha lasciati: Lucio Fontana, del quale viene proposto in catalogo, tra le altre opere, un Concetto spaziale, [Attesa] del 1967 (Lotto 17, Stima: 700.000-1.000.000 euro) con un singolo taglio su fondo rosso e un Concetto Spaziale del 1966 proveniente da una collezione privata milanese. Caratterizzato da una superficie scintillante e iridescente, questo lavoro, valutato 800.000-1.200.000 euro, dimostra il continuo fascino subito dall’artista nei confronti di uno dei gesti più iconici che ispirarono la sua produzione artistica: i buchi che, in questo lavoro, Fontana incide accuratamente con elegante precisione e dispone in file orizzontali e semicircolari a loro volta contenute all’interno di una forma ovale che conferisce all’opera un senso di gravità ultraterrena.

LOTTO 20 - Lucio Fontana, Concetto spaziale, 1966. Stima: 800.000 - 1.200.000 euro. Courtesy: Christie's
LOTTO 20 – Lucio Fontana, Concetto spaziale, 1966. Stima: 800.000 – 1.200.000 euro. Courtesy: Christie’s

Tra le opere più preziose della Milan Modern and Contemporary di Christie’s, troviamo poi un Tutto di Alighiero Boetti (Lotto 21, Stima: 350-500.000 euro). Si tratta di un esempio eccezionale di una delle più note serie di Boetti; una delle ultime che l’artista concepì e realizzò e che rappresenta, sotto diversi punti di vista, l’apogeo estatico della sua intera produzione; i Tutto sono infatti la creazione più completa e inclusiva dell’immaginario estetico che funge da fulcro della sua arte: il principio che chiamò ordine e disordine. Ma di Boetti mi piace segnalare la presenza in asta anche di Cimento dell’armonia e dell’invenzione (Lotto 23, Stima: 60-80.000 euro) matita su carta quadrettata in due elementi.  Realizzato nel 1969, infatti, Cimento dell’armonia e dell’invenzione è un primo fondamentale lavoro attribuito al periodo immediatamente successivo all’uscita di Boetti dall’Arte Povera.

LOTTO 23 - Alighiero Boetti, Cimento dell'armonia e dell'invenzione, 1969. Stima: 60.000-80.000 euro. Courtesy: Christie's
LOTTO 23 – Alighiero Boetti, Cimento dell’armonia e dell’invenzione, 1969. Stima: 60.000-80.000 euro. Courtesy: Christie’s

Proseguendo nella lettura del catalogo di Christie’s Italia, incontriamo poi Taglio Bianco, scultura di Leoncillo offerta per la prima volta in asta e valutata 80-120.000 euro al lotto 15. Mentre al lotto 22 abbiamo un Senza titolo del 1997 di Gino De Dominicis che appare sul mercato per la prima volta ed esposto, nel 2008, alla grande mostra dedicata all’artista al MoMA PS1 di New York. E poi Alberto Burri, Mario Schifano, Carol Rama e Paolo Scheggi, un bellissimo Cementarmato di Uncini e chi più ne ha più ne metta. Il catalogo di Palazzo Clerici di quest’anno presenta una selezione in grado di offrire veramente al collezionismo internazionale una panoramica quasi completa delle più interessanti espressioni dell’arte italiana del XX secolo. Una selezione che si impreziosisce, peraltro, anche di una nuova sezione dedicata all’arte figurativa.

LOTTO 30 - Umberto Boccioni, Ritratto di giovane, 1905-06. Stima: 250.000 - 350.000 euro. Courtesy: Christie's
LOTTO 30 – Umberto Boccioni, Ritratto di giovane, 1905-06. Stima: 250.000 – 350.000 euro. Courtesy: Christie’s

Una scelta questa che apre a scenari (anche di mercato) molto interessanti e che trova nel superbo Ritratto di giovane di Umberto Boccioni (Lotto 27, Stima: 250-350.000 euro) il suo pezzo più pregiato. Accanto a lavori di Antonio Donghi, Giorgio De Chirico, Scipione e Fausto Pirandello. Insomma, un catalogo tutto da studiare e un’asta da seguire con attenzione anche in vista delle vendite di arte italiana del prossimo autunno a Londra. Infine, un paio di note tecniche: il tour espositivo dei lotti inizierà il 23 marzo dal Museo Maxxi di Roma per arrivare all’Ersel di Torino il 28 e chiudersi a Milano nella sede di Christie’s a Palazzo Clerici, dove saranno esposti dal 6 al 10 aprile.

Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura.
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