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Mostre: un novembre ad alta intensità artistica

del

Lasciata alle spalle la settimana torinese di Artissima & Co., è tempo di dedicarci alla proposta delle nostre migliori gallerie d’arte moderna e contemporanea e di spazi pubblici inediti, autori di un palinsesto autunnale particolarmente intenso e ricco di spunti. Iniziamo da Milano e dalla Dep Art Gallery che ospita, fino al 27 gennaio, la mostra Giuseppe Uncini.

Curata da Demetrio Paparoni, questa nuova mostra alla Dep Art, con le sue 28 opere, propone un percorso che dagli esordi ci porta alla fase conclusiva della sua vita, offendo a chi non ha familiarità con il lavoro di Uncini la possibilità di comprendere perché sia uno degli artisti più riconoscibili e apprezzati nella generazione del secondo dopoguerra. Le opere selezionate, infatti coprono un arco temporale che va dal 1961 al 2007, permettendo di esplorare tutti i cicli principali dell’artista, tra cui “Cementoarmato”, “Mattoni”, “Ombre”, “Dimore”, “Spazi di ferro” e “Architetture”.

Giuseppe Uncini, Cementoarmato, 1961. Ferro e cemento 113x191x6cm

Da un artista storico ad un’assoluta novità per la piazza italiana: ¡ZAC!, prima mostra personale dedicata alla talentuosa Giada Yeya Montomoli, classe 1986, visual artist, designer e illustratrice metà italiana e metà colombiana. Ad ospitarla fino al 27 gennaio 2024 è Mutty, interessante spazio culturale nato nel centro storico di Castiglione delle Stiviere (MN) con l’obiettivo di proporre al pubblico il laovoro di illustratori, artisti e studiosi attraverso presentazioni di libri, mostre e laboratori per bambini e adulti. Per l’occasione Giada Yeya Montomoli presenterà le sue tre serie principali di opere, con alcuni interventi realizzati ad hoc e dunque inediti: i Macro, le Arpilleras e i Playmats.

Simbolismo, sessualità, cultura urbana, richiami iconografici alla tradizione sud americana, ma anche tracce di design nordico, sono i variegati tasselli che vanno a comporre il lavoro di Montomoli e danno vita ad uno stile unico e immediato, facilmente riconoscibile, capace di raccontare una generazione, per questo sempre più conteso da noti brand nazionali e internazionali.

Un lavoro di Giada Yeya Montomoli, dalla serie Arpilleras, Femme / Boi, ph. Paolo Mottadelli 

Da Castiglion delle Stiviere a Chiomonte (TO) dove, presso la Pinacoteca G.A. Levis, è visitabile fino al 1° aprile la mostra del
collettivo Vaste Programme (Giulia Vigna e Leonardo Magrelli), Come si fa la marmellata, a cura di Beatrice Zanelli (ARTECO) e Francesca Cirilli (JEST). Ospite di una research-based residency al fine di realizzare un progetto inedito, in dialogo con i luoghi e il patrimonio storico-artistico conservato alla Pinacoteca G.A. Levis, il Collettivo ha sviluppato una ricerca in cui si intrecciano presenza e memoria, tempo e disfacimento, ribaltamenti di senso e di approccio. Una riflessione, narrativa e fisica, sullo scorrere del tempo, che tutto consuma e altera.

Con Come si fa la marmellata i Vaste Programme invitano, così, con la leggerezza e la profondità che gli sono proprie, a ribaltare il nostro approccio al mondo e al tempo – almeno a provarci. Senza negare l’evidenza, cercando soluzioni creative e ludiche per affrontare lo scorrere del tempo e le condizioni ecologiche, sociali e culturali sempre più complicate e avverse. Se il tempo e i rovi infestano e invadono le case, si possono almeno raccogliere le more per fare la marmellata…

Vaste Programme, Come si fa la marmellata, 2023. Antotipia a base di more

Cambiando città, nel cuore di Genova due importanti opere dell’artista Lorenzo Puglisi sono state recentemente svelate al pubblico nella maestosa Basilica della Santissima Annunziata del Vastato, in Piazza della Nunziata, uno dei più significativi luoghi di culto genovesi. Qui, grazie alla collaborazione tra la galleria d’arte e ristorante Etra e il Comune di Genova, fino al 18 dicembre saranno esposte le opere Crocifissione e il Grande Sacrificio di Puglisi, allestite in modo da creare una potente interazione artistica con l’architettura e le opere della basilica.

L’opera Crocifissione sarà collocata in maniera prospettica rispetto all’altare, in modo che i visitatori possano goderne direttamente dall’ingresso; attraversando la navata e voltandosi, si può invece osservare l’opera il Grande Sacrificio in dialogo con l’Ultima Cena di Giulio Cesare Procaccini, assoluto ed imponente capolavoro, patrimonio della città di Genova. Altre opere di Puglisi saranno esposte nelle sale di Etra e accompagneranno gli ospiti del nuovo ristorante situato al civico 4 di Piazza de Ferrari, nel Palazzo Doria-De Fornari.

Lorenzo Puglisi, Il Grande sacrificio, 2018, oil on wood panel, 195x375cm

A Bologna, lo Studio G7 ospita, invece, la prima personale in galleria dell’artista Jacopo Mazzonelli: A Room. Il titolo del progetto cita, intenzionalmente, una composizione di John Cage e riprende, in questo caso, il tema degli oggetti domestici del musicista. Attraverso un’attenta selezione di opere inedite realizzate per l’esposizione, Mazzonelli si muove nello spazio evocando l’esercizio quotidiano dell’esecutore e i rapporti che intercorrono tra intenzione del gesto e produzione del suono.   La mostra, accompagnata da un testo critico di Francesca Guerisoli, apre il cinquantesimo anno di attività della galleria

Jacopo Mazzonelli – Noiseless II, 2023, pagine di album vittoriani tagliate al laser, ottone, vetro_laser-cut Victorian scrapbook pages, brass, glass, cm 30×43,2×4. Courtesy l’artista

Arrivando in Toscana, a Firenze la Galleria Cartavetra ha da poco inaugurato Prospettive divergenti, con la quale propone una selezione dei lavori più recenti del pittore e scultore Giorgio Petracci che, attivo da tempo sulla scena internazionale, espone per la prima volta nella galleria fiorentina. In mostra circa  venti pezzi tra pittura e scultura e tra le quali si crea un dialogo che conduce in una condizione di inganno percettivo.

Le piccole sculture, oggetti e architetture “curiosi”, a volte surreali, spesso giocosi, ci intrigano e ci interrogano tanto quanto mettono in discussione l’artista stesso. Derivano dalla necessità di Petracci di incorporare il volume, ma anche di creare una presenza in studio. A queste fanno da contraltare le opere pittoriche che si aprono come finestre su un paesaggio organico e minerale, che subisce una lenta alterazione. Attraverso questi paesaggi astratti, Giorgio Petracci raffigura il tempo che trascorre lentamente, inevitabile causa della trasformazione della natura.

Un lavoro di Giorgio Petracci in mostra alla Galleria Cartavertra di Firenze

Scendendo più a sud arriviamo a Roma, dove la Galleria Russo ospita Next, mostra dedicata a Isabel Alonso Vega, Jesús Herrera Martínez e Christian Breed, tre nuovi artisti dalla vibrante cifra stilistica, capaci di elaborare forme di espressione ibrida
che interpretino il nostro tempo. Raffinate ricerche apertamente concettuali, nelle quali volumi di sensibilità contemporanea dialogano con rigorose composizioni in bilico tra classico e metafisico e con dinamiche geometrie astratte e aeree.

Circa 20 le opere in mostra, suddivise in tre sale, una per ogni artista che pone al centro della propria ricerca un interesse tanto a
farsi demiurgo di un proprio universo, con una propria identità artistica e iconografica inconfondibile, che a raccontare
quello corrente.

Un’opera di Isabel Alonso Vega

Sempre a Roma, la galleria Francesca Antonini Arte Contemporanea presenta NIX, quarta personale di Simone Cametti in galleria. Il progetto espositivo presenta le fasi più recenti della ricerca dell’artista sulla sostanza dei materiali e sulla complessa dialettica tra natura e cultura, articolandosi a partire da un’azione compiuta all’interno della cava Acqua Bianca in Alto Adige, uno dei più ricchi giacimenti di marmo al mondo, situata a 1.567 metri di quota. Le riprese subacquee effettuate dall’artista – volte all’indagine cromatica delle più svariate tonalità di blu – sono presentate attraverso una video installazione composta da due monitor.

La ricerca sul colore e la rifrazione della luce sono approfondite ulteriormente in alcune fotografie presentate capovolte, in cui Simone Cametti, attraverso obiettivi degli anni ’50, esplora lo spazio in cui è immerso. Nello spazio della galleria, gli scatti e i video dell’artista si intervallano a una selezione di lavori in marmo installati a parete: l’azione nella cava viene tradotta in sculture di piccolo formato dai colori fluorescenti in cui le naturali venature della pietra sono enfatizzate da segni di matita a grafite. Gli arancioni, rosa e giallo fluo rimandano alle scritte NIX sulle pareti della cava, innescando riflessioni sull’utilizzo consapevole delle risorse naturali da parte dell’uomo.

Simone Cametti, frame da video, 2023

Da Milano a Milano, chiudiamo il cerchio di questa nostra selezione novembrina tornano nel capoluogo lombardo, da dove eravamo partiti, portandovi negli spazi della Galleria Brun Fine Art dove, fino al 25 novembre, è visitabile la mostra Fuori Testo. La Collezione di libri d’artista di Alina e Vanni Scheiwiller a cui dedichiamo la copertina di questo articolo. Un’accurata selezione di oltre cinquanta esemplari da parte dei curatori della mostra, Paolo Bonacina, Leda Calza e Massimo Vecchia, che riflette l’amore per i libri dei coniugi, nonché il loro proficuo rapporto con i diversi artisti che hanno caratterizzato la scena artistica italiana e internazionale per gran parte del Novecento.

La Collezione Scheiwiller comprende esemplari alla cui realizzazione hanno partecipato gli stessi collezionisti e artisti, poeti e scrittori che la coppia conosceva e ammirava.

Una vista della mostra Fuori Testo. La Collezione di libri d’artista di Alina e Vanni Scheiwiller, in corso alla Galleria Brun Fine Art di Milano.

Sfogliando questi libri è così possibile ricostruire i loro interessi e gusti, le loro amicizie e affinità, nonché gran parte della scena culturale ed artistica italiana ed internazionale del XX secolo. Si va dalle poesie di Guido Ballo illustrate con le incisioni di Enrico Baj, Pietro Consagra e Piero Dorazio. Mentre Fausto Melotti è l’autore di quelle che ornano l’edizione de Il principe vescovo e il cervo. Anime sbagliate. Il libro, pubblicato nel 1973, raccoglie gli scritti dello scrittore e giornalista Carlo Belli.

E poi, Picasso, Sonia Delaunay e Tristan Tzara, Eduardo Chillida, Lucio Fontana, Maria Lai, Fausto Melotti, Mimmo Paladino, Claudio Parmiggiani, Arnaldo Pomodoro, Alberto Savinio, Emilio Scanavino, Leonardo Sinisgalli. Tanto per citare alcuni degli autori presenti in questa magnifica raccolta che unisce poesia e arte in un unico insieme, rendendola unica.

Nicola Maggi
Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany il primo blog italiano dedicato al mercato e al collezionismo d’arte contemporanea. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura. Nel 2019 e 2020 ha collaborato al Report “Il mercato dell’arte e dei beni da collezione” di Deloitte Private. Autore di vari saggi su arte e critica in Italia tra Ottocento e Novecento, ha recentemente pubblicato la guida “Comprare arte” dedicata a chi vuole iniziare a collezionare.

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