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giovedì, Dicembre 8, 2022

NOPX: lo spirito fluido del contemporaneo

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Il logo di NOPX - limitededitionpics
Il logo di NOPX – limitededitionpics

Per loro l’espressione artistica è una necessità vitale, il frutto di un’urgenza che molto spesso si colloca in modo interstiziale, imprevisto, incoerente rispetto ai percorsi ufficiali. Tanto che la scorsa settimana, assieme ai colleghi dell’Atelier Giorgi, hanno dato vita a Wild Flowers, innovativo concept artistico dove l’aspetto espositivo e quello formativo si intrecciano. Sono Chiara Vittone e Antonio La Grotta e dal 2010 guidano NOPX, piattaforma multidisciplinare nel cuore di Torino dedicata al sostegno degli artisti emergenti, alla diffusione e allo sviluppo di una cultura contemporanea che nel nostro paese sembra sempre stentare ad affermarsi veramente. Sorta di Studio-Laboratorio, NOPX offre la grande opportunità ad amanti d’arte, curiosi e giovani collezionisti di conoscere realtà artistiche nuove e di gustare l’arte in un posto dove l’arte si produce anche.  Sempre alla ricerca di luoghi d’arte innovativi da proporre a chi si sta avvicinando alla pratica del collezionismo d’arte contemporanea, Collezione da Tiffany non poteva non farvi raccontare NOPX da coloro che l’hanno creata…

Nicola Maggi: Allora, come è andata l’apertura di Wild Flowers?

NOPX: «Siamo molto soddisfatti dell’inaugurazione di Wild Flowers: diverse centinaia di persone, equamente divise tra appassionati di arte contemporanea e semplici curiosi, di cui tanti giovanissimi, hanno transitato nei 5 spazi dislocati nel quartiere di San Salvario a Torino. Abbiamo ricevuto molti  commenti positivi e siamo felici della risposta del quartiere. Ovviamente, trattandosi della prima edizione, ci sono stati piccoli errori, dai quali imparare in vista della seconda edizione, alla quale cominceremo a lavorare a partire dal 15 marzo, data del finissage di Wild Flowers».

Le opere di Elyron allestite nel locali di NOPX  per la mostra Best price containers in progamma per l'evento Wild Flowers.
Le opere di Elyron allestite nel locali di NOPX per la mostra Best price containers in occasione dell’evento Wild Flowers.

N.M.: L’arte vista come un “fiore spontaneo”… quanto c’è della filosofia di NOPX in questo progetto?

NP: «C’è molto di NOPX in questo progetto. NOPX stessa è infatti difficilmente incasellabile in una definizione netta: siamo un’associazione culturale, facciamo attività di galleria, promuoviamo concorsi internazionali e produciamo libri d’artista. Noi stessi non abbiamo una formazione strettamente accademica (benché si provenga entrambi da mondi affini a quello dell’arte) e siamo mossi principalmente da grande passione e curiosità».

I fondatori di NOPX, Antonio La Grotta e Chiara Vittone
I fondatori di NOPX, Antonio La Grotta e Chiara Vittone

N.M.: Associazione culturale, piattaforma multidisciplinare, galleria e spazio aperto dedicato a progetti espositivi. Ci raccontate le tante anime di NOPX?

NP: «Abbiamo deciso di non limitarci, ingabbiandoci in una definizione netta ed unica, e abbiamo preferito un’identità più fluida e mutevole. Certamente, facciamo innanzitutto attività di galleria, organizzando mostre che curiamo noi stessi, ma ci interessa esplorare anche altri mondi. E’ per questo che promuoviamo concorsi, come quello Internazionale Libro d’Artista, giunto alla sua seconda edizione, e produciamo libri d’artista, attività che ci permettono di entrare in contatto con realtà diverse dalla nostra. Inoltre, come è accaduto per Wild Flowers, amiamo rivolgerci agli artisti stessi per proporre loro di mettersi dall’altra parte della barricata e diventare curatori: riteniamo che sia interessante innanzitutto per il pubblico, che può godere di un punto di vista diverso da quello del curatore-studioso, poi per l’artista-curatore, perché le scelte compiute diventano un elemento utile a definirlo come artista e offrono chiavi di lettura nuove per le interpretazioni delle sue opere, ed infine per l’artista chiamato ad esporre, che si trova ad avere come interlocutore un individuo con sensibilità affine alla propria. Oltre questo abbiamo deciso di non limitarci all’arte strettamente intesa, ma di spaziare in ambienti come quello del design: da qui nasce ad esempio il Progetto Usomano, articolato in 4 episodi. Usomano è curato da La Chimica Berthollet e da Federico Vota, giovani architetti torinesi, che, con l’aiuto di designer provenienti da tutto il mondo e con l’utilizzo dell’open source e del creative common, costruiranno una sorta di casa ideale utilizzando di volta in volta solo 3 elementi rappresentativi di ogni ambiente domestico».

N.M.: Come Galleria lavorate anche con gruppo stabile di artisti o le vostre collaborazioni coinvolgono sempre persone diverse?

Akos Czigany, Skies, omaggio a Hiroshi Sugimoto
Akos Czigany, Skies, omaggio a Hiroshi Sugimoto

NP: «Normalmente coinvolgiamo artisti diversi, ma abbiamo un rapporto più stabile e continuativo con alcuni di loro, in particolar modo con Akos Czigany, artista di Budapest che rappresentiamo in Italia, e Irina Novarese, di cui abbiamo ospitato una mostra personale nel 2011, che abbiamo poi coinvolto nel 2012 per un progetto curatoriale: le abbiamo infatti proposto di diventare curatrice e di presentarci un artista che ritenesse interessante. Novarese ha selezionato Uli Westphal, artista berlinese in questi giorni in mostra al MART di Rovereto, a cui NOPX ha dedicato nel maggio 2012 la prima personale italiana».

N.M.: Da tre anni lavorate per la promozione dell’arte contemporanea e per il sostegno agli artisti emergenti. Quanto bisogno c’è, in Italia, di strutture come la vostra?

NP: «Noi crediamo ci sia molto bisogno di luoghi come NOPX, spazi aperti all’incontro, dove gli appassionati d’arte, in particolar modo i giovani, non si sentano respinti. Inoltre crediamo sia fondamentale offrire al pubblico forme d’arte non accademiche e artisti che non trovano spazio in luoghi più istituzionalizzati e sotto questo aspetto, nell’offerta culturale gratuita ed accessibile, rivestiamo, insieme alle tantissime associazioni e spazi che fanno attività analoghe alla nostra, un ruolo sociale importante e insostituibile, che dovrebbe essere riconosciuto a livello istituzionale».

N.M.: L’Italia, si sa, non è mai molto generosa con i suoi giovani. E questo vale anche per il mondo dell’arte dove l’attenzione è sempre rivolta ai soliti noti…

NP: «Dobbiamo ammettere che, in base alla nostra esperienza, non è semplicissimo lavorare con i giovani artisti italiani; la più recente “scoperta” di NOPX è Valerio Manghi, un fotografo torinese di 24 anni, che abbiamo portato a SetUp lo scorso gennaio e che abbiamo deciso di continuare a seguire anche in futuro. Un altro giovane artista con cui abbiamo lavorato nel 2011 è Marco Pezzotta, attualmente in Corea per una residenza, ma anche lui, come tanti giovani artisti interessanti, ha deciso di emigrare all’estero (nella fattispecie Berlino), dove esistono forme di sostegno per chi lavora nel campo dell’arte e della cultura in generale».

Valerio Manghi, Want punch me?
Valerio Manghi, Want punch me?

N.M.: Ma cos’è allora che costringe questi giovani a rimanere sempre ai margini del mercato?

NP: «Suppongo si tratti soprattutto di un problema di fiducia: i giovani collezionisti o chi può investire piccole somme di denaro, preferisce “andare sul sicuro”, scegliendo nomi già affermati. I grandi collezionisti si rivolgono quasi esclusivamente alle grandi gallerie, principalmente per un rapporto di reciproca fiducia costruito in anni di attività e conoscenza. Al contempo, una giovane galleria ha bisogno di tempo per crearsi credibilità e reputazione tali da diventare un interlocutore interessante per i collezionisti più importanti. Un problema non trascurabile che riguarda alcuni giovani artisti sono le quotazioni: si parte da quotazioni spesso totalmente fuori mercato e questo certamente non incentiva i potenziali acquirenti».

N.M.: NOPX fa qualcosa per mettere in contatto i “suoi” giovani con il mondo del collezionismo?

NP: «Noi non siamo una realtà prettamente commerciale, ma cerchiamo di avvicinare i giovani artisti ai collezionisti attraverso due canali: mostre personali a NOPX e fiere. Abbiamo deciso di partecipare a The Others e lo scorso gennaio abbiamo partecipato anche a SetUp, portando il lavoro totalmente inedito di un giovane artista insieme all’opera di un artista più affermato. Le fiere, nella nostra seppur piccola esperienza, sono un momento importante: si incontrano, oltre ai curiosi, persone che hanno un interesse autentico e che sono alla ricerca di qualcosa di nuovo».

Uli Westphal, Supernaturale.
Uli Westphal, Supernaturale.

N.M.: Noi ci siamo conosciuti proprio a SetUp, una delle tante fiere indipendenti d’arte contemporanea che, sull’esempio di quando avviene da tempo all’estero, stanno nascendo anche nel nostro paese. Che opinione vi siete fatti di questi appuntamenti ai margini di grandi kermesse, ormai istituzionalizzate, come Artissima o Arte Fiera?

NP: «Credo che siano appuntamenti importanti per varie ragioni: innanzitutto sono, per definizione, luoghi che offrono arte a prezzi abbordabili, quindi non intimoriscono i giovani collezionisti o chi non aveva mai pensato di comprare arte e invece si ritrova a valutare un’acquisizione, inoltre propongono arte in contesti talvolta bizzarri (come The Others, che si svolge nelle ex Carceri Nuove di Torino), diventando un’occasione per attrarre anche un tipo di pubblico che non frequenta abitualmente il circuito dell’arte e, last but not least, offrono ai collezionisti e agli addetti ai lavori un’opportunità di avvicinarsi a realtà che non avrebbero forse avuto occasione di incontrare altrimenti».

N.M.: Dopo Wild Flowers quali impegni vi attendono?

NP: «Wild Flowers prosegue fino al 15 marzo, quando ci sarà il finissage delle mostre e un concerto del duo berlinese Sea+Air. Poi, a fine mese, il 28 marzo, NOPX inaugurerà una mostra personale dell’artista australiana Claude Jones, vincitrice di alcuni premi importanti. A maggio saremo invece impegnati con la mostra dei selezionati al Concorso Internazionale per Libro d’Artista e con la seconda tappa del progetto  USOMANO, mentre a giugno avremo lo spin off di Wild Flowers con la presentazione del catalogo delle mostre e altri eventi collaterali. Ci attende una primavera carica di nuove cose!»

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Nicola Maggi
Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura.
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