L’arte digitale registra il maggiore incremento annuo in termini di partecipazione e spesa tra il 2024 e il 2025.
Il report Art Basel e UBS Survey of Global Collecting 2025
Secondo il The Art Basel and UBS Survey of Global Collecting 2025, tra il 2024 e il 2025, l’arte digitale ha registrato il maggiore incremento annuo in termini di partecipazione e spesa.
Infatti, l’indagine condotta dalla Dott.ssa Clare McAndrew, fondatrice di Arts Economics, ha rivelato che, su oltre tremila dei collezionisti HNWI (High Net Worth Individual) intervistati in dieci mercati chiave (Stati Uniti, Regno Unito, Cina continentale, Hong Kong, Francia, Svizzera, Germania, Giappone, Brasile e Singapore), poco più della metà (51%) ha acquistato arte digitale, facendo di questo medium la terza categoria per quota di spesa complessiva all’interno del fine art.
In particolare, la Gen Z, con una prevalenza di acquirenti donne, ha mostrato i tassi di partecipazione più elevati per l’arte digitale e per l’arte cinematografica e video.
Il ruolo delle case d’asta e il caso Christie’s
Non restano indifferenti a questa tendenza le case d’aste internazionali. Tra febbraio e marzo 2025 Christie’s aveva infatti presentato la mostra 100% A.I. dal titolo “Augmented Intelligence” con l’obiettivo di dimostrare, attraverso oltre 30 lotti, come gli artisti stiano integrando la tecnologia nelle loro pratiche in modi innovativi, dimostrando che l’AI non è un sostituto della capacità umana ma che invece può essere un booster per la creatività attraverso una collaborazione uomo-macchina.
L’asta ha attirato centinaia di offerte e i risultati hanno superato le aspettative pre-asta totalizzando una vendita di 728.784 dollari. Il prezzo più alto è stato raggiunto da un’opera di Refik Anadol: Machine Hallucinations – ISS Dreams – A, venduta per 277.200 dollari. L’asta ha anche generato nuovi partecipanti, infatti il 37% degli iscritti era completamente nuovo e il 48% degli offerenti era composto da Millennial e Generazione Z.
Il consolidamento ad Art Basel Miami
L’interesse nei confronti di questa tendenza si è ulteriormente consolidato durante l’ultima edizione di Art Basel Miami, che ha visto il debutto della piattaforma dedicata all’arte digitale Zero 10, progetto sostenuto da OpenSea e nato con l’obiettivo di integrare questo linguaggio nel sistema dell’arte contemporanea, non più come fenomeno periferico, ma come ambito strutturale del mercato e della ricerca curatoriale.
Un ruolo centrale in questo scenario è stato ricoperto da Beeple, autore dell’opera Everydays: the First 5000 Days, il cui NFT è stato venduto nel 2021 da Christie’s per oltre 69 milioni di dollari in criptovaluta. Ad Art Basel Miami 2025 Beeple si è presentato con la serie Regular Animals che si presenta come un branco di cani umanoidi robotici semi-autonomi, che resuscitano giganti della cultura come Andy Warhol, Pablo Picasso, Mark Zuckerberg, Jeff Bezos e altri in una forma ricoperta di silicone. I dieci cani robot di Beeple sono stati venduti a 100.000 dollari ciascuno.
L’istituzionalizzazione: CryptoPunks e il MoMA
Un ulteriore segnale di istituzionalizzazione dell’arte digitale è rappresentato dal recente ingresso nella collezione permanente del MoMA di New York di otto CryptoPunks, progetto nato nel 2017 dalla start up Larva Labs, comprendente 10.000 avatar unici autogenerati (con grafica 8bit) ispirati alla cultura cyber punk e otto Chromie Squiggles, progetto lanciato nel 2020 da Erick Calderon, noto anche come SnowFro, sulla sua innovativa piattaforma Art Blocks.
Questa operazione ha segnato una delle più significative acquisizioni istituzionali dell’arte on-chain da parte di un museo di primaria importanza mondiale. L’acquisizione arriva in un momento in cui il mercato NFT, pur riscontrando oscillazioni, continua ad attrarre interesse e attenzione globale, e dove istituzioni come il MoMA assumono un ruolo chiave nel definire ciò che conta come patrimonio artistico nel XXI secolo.
Il successo di Larva Labs e la serie Quine
Larva Labs, costituita dagli sviluppatori canadesi e pionieri della tecnologia blockchain Matt Hall e John Watkinson, ha raggiunto il proprio record d’asta di 16.962.500 dollari, nel maggio 2021 con la vendita di nove CryptoPunks da Christie’s New York. Mentre nel febbraio 2022 uno dei Crypto Punk è stato acquistato per 8 mila ether (circa 24 milioni di dollari).
Le loro opere sono state esposte, tra l’altro, alla Saatchi Gallery e al Centre Pompidou. Rappresentati da Kate Vass Studio e da Art Blocks, galleria specializzata in arte generativa, è stata proprio quest’ultima a portare il duo canadese ad Art Basel Miami 2025 con il progetto di generative art Quine.
Questo progetto si ispira al concetto informatico di quine, un programma che produce come output una copia del proprio codice sorgente, ogni opera incorpora il proprio codice nelle immagini che genera. Invece di nascondere il processo generativo, Quine rende il codice visibile, creando uno strano anello autoreferenziale in cui l’opera contiene le istruzioni della propria esistenza. Durante la fiera sono state vendute stampe delle opere, comprensive di una componente NFT, con prezzi compresi tra i 25.000 e i 45.000 dollari.




