Un giovedì della Valacchi

del

Il pasolinismo imperante

ChatGPT ci asfalterà. Tutti noi portatori sani di intellighenzia rischiamo l’estinzione come i bisonti delle steppe durante l’era glaciale. Però c’è da dire che in questo momento, in cui siamo ancora convinti di usarlo come strumento, ci sta liberando da quella psoriasi semantica che ci accompagna ad ogni inaugurazione: il testo curatoriale.

Per anni abbiamo letto pagine strabordanti e incomprensibili, lunghe elucubrazioni nonsense abbandonate alla terza frase per incapacità percettiva e per una rottura di palle dilagante. Ora i testi sono fatti per la stragrande maggioranza con ChatGTP, banali vero, ma almeno in grado di farci distinguere un inizio da una fine o intuire minimamente cosa succede in quella mostra. 

Ma quello che ha preceduto ChatGTP aiutando più di tutto noi intellettuali, è stato Pasolini. Pasolini è per noi un passe-partout, sta bene su tutto come il bianco, anzi meglio, Pasolini è un’armocromia completa. Ci spieghiamo tutto con Pasolini: dalla ceramica rotta alle fotocopie attaccate con il nastro adesivo al muro, fino alle performance di gente che si struscia come un mocio per terra. Tutto ci inventiamo con Pasolini: i nomi delle mostre, dei progetti, i temi dei talk, ci svoltiamo i contenuti. Ci ha salvati Pasolini, come ci ha salvati Calvino. Calvino è un po’ meno mainstream, ma anche lui lo usiamo alla grande.

Un giovedì della Valacchi. Il pasolinismo imperante

Con le Lezioni americane e Le città invisibili abbiamo scritto molte più pagine e testi di quanto ne abbia scritti lui in vita. Le abbiamo rigirate in tutti i modi quelle parole, ci manca solo pronunciarle al contrario come le canzoni di Marilyn Manson per cavarne qualcosa di nuovo. E poi vai di Heidegger, Baudrillard, Deleuze… ma che ne sapete voi menti semplici della cultura ? 

Ma se vuoi ergerti a king degli intellettuali, quello che ce l’ha più duro di tutti, devi citare Borges. Con Borges sei davvero un grande. Citi il labirinto e gli altri devono stare solo muti. Muti. Poi, se vai oltre il labirinto, beh, lì ti perdi.

Maria Chiara Valacchi
Maria Chiara Valacchi
Maria Chiara Valacchi cura mostre e scrive saggi; l'insuccesso le ha dato alla testa

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