Venezia e Shanghai non sono mai state così vicine. In occasione del suo 70° compleanno, l’artista di Hong Kong Wallace Chan — pioniere indiscusso nell’uso del titanio applicato all’arte — annuncia il suo progetto più imponente: “Vessels of Other Worlds”. Una doppia mostra monumentale che, sotto la curatela di James Putnam, si svilupperà in parallelo tra la laguna veneziana e le sponde del West Bund, segnando un nuovo vertice nella carriera di un autore capace di traghettare la tecnica dell’intaglio verso la scultura architettonica.
Il sacro e la materia: l’anteprima in Laguna
Il debutto è fissato per l’8 maggio 2026 presso la Cappella di Santa Maria della Pietà, in concomitanza con l’apertura della 61ª Biennale d’Arte di Venezia. Non è una scelta casuale: Chan torna in uno spazio che già nel 2024 aveva ospitato il successo di Transcendence. Qui, il dialogo si fa spirituale. Le sculture in titanio sono ispirate agli Olea Sancta, i tre oli sacri della liturgia cattolica, simboleggiando le fasi della vita: nascita, crescita e rinascita. L’allestimento prevede una costellazione di sculture sospese che evocano la fluidità dell’olio, trasformando la cappella vivaldiana in un ambiente immersivo dove il titanio — materiale tecnologico e “eterno” — si spoglia della sua natura industriale per farsi etereo.
La scala monumentale del Long Museum
Se Venezia rappresenta l’intimità del rituale, la tappa di Shanghai (dal 18 luglio 2026 al Long Museum) ne esalta la potenza spaziale. Qui i “vasi” di Chan raggiungono dimensioni colossali, tra i sette e i dieci metri d’altezza. La scultura centrale, un vero e proprio tempio abitabile, permetterà al pubblico di entrare al suo interno, sperimentando un caleidoscopio di riflessi che richiama il celebre “Wallace Cut”, la tecnica di intaglio illusionistico che ha reso Chan celebre nel mondo dell’alta gioielleria e della scultura di precisione.
Un ponte tra mercati e culture
L’operazione riflette una strategia di posizionamento istituzionale di altissimo livello. Wallace Chan, le cui opere sono già presenti nelle collezioni del British Museum e del V&A, consolida il legame tra Oriente e Occidente utilizzando l’acqua — elemento vitale sia per Venezia che per Shanghai — come filo conduttore. La mostra è arricchita da un trittico video posizionato sull’altare della Cappella della Pietà, che fungerà da “portale” verso le opere esposte in Cina, creando una sincronia spazio-temporale inedita per un evento di questa portata.
Contemporaneamente, a Venezia, la Scala Contarini del Bovolo ospiterà “Mythos”, un intervento site-specific che approfondirà ulteriormente l’universo simbolico di Chan, confermando la sua totale occupazione della scena artistica lagunare durante l’anno della Biennale. Per i collezionisti e le istituzioni, “Vessels of Other Worlds” non è solo una mostra, ma la consacrazione definitiva di un artista che ha saputo trasformare un materiale ostico come il titanio nel linguaggio di una nuova modernità trascendentale.
Wallace Chan: Vessels of Other Worlds
Venezia: Cappella della Pietà | 8 maggio – 18 ottobre 2026
Shanghai: Long Museum (West Bund) | 18 luglio – 25 ottobre 2026






