Ieri sera, 27 maggio 2026, il cortile del Palazzo di Giustizia di Pescara ha ospitato la cerimonia di restituzione alla città dell’opera “Fontana” di Ettore Spalletti, a conclusione di un importante intervento di restauro avviato nel gennaio 2024.
L’evento, promosso dal Tribunale di Pescara con il Sindaco Carlo Masci, è stato introdotto dal giornalista Luca Telese e ha visto la partecipazione di istituzioni, giuristi e figure del mondo dell’arte — tra cui il critico Danilo Eccher e Patrizia Leonelli Spalletti, presidente della Fondazione Ettore Spalletti. A chiudere la serata, un omaggio musicale del Colibrì Ensemble, Orchestra da Camera di Pescara.
Inaugurata nel 2004 a seguito di un concorso bandito l’anno precedente, la “Fontana” è un’ellisse di 15 metri per 9 realizzata in granito nero assoluto dello Zimbabwe. Un sottile velo d’acqua scorre costantemente sulla superficie lapidea, tracimando da una vasca azzurra. Sulla pietra nera, appena decentrata, si staglia una forma in onice rosa. Spalletti stesso la definiva «uno specchio d’acqua che ricorda la luce della città»: una superficie mutevole che riflette il cielo, le nuvole e i profili dei palazzi circostanti, trasformando un luogo istituzionale in uno spazio di contemplazione.
Il restauro è frutto di una sinergia virtuosa tra il Comune di Pescara, il Ministero della Giustizia e il contributo di numerosi imprenditori privati. Un modello di collaborazione pubblico-privato che ha permesso di restituire integrità estetica e funzionale a un’opera che appartiene, prima ancora che al Tribunale, alla città.
Ettore Spalletti (1940–2019), nato a Cappelle sul Tavo, è considerato uno dei più importanti artisti italiani del secondo Novecento, con una presenza consolidata nelle principali istituzioni museali internazionali. La “Fontana” di Pescara resta una delle sue rare opere permanenti nello spazio pubblico urbano — e ora, finalmente, torna a muoversi con l’acqua.




