L’associazione culturale fondata nel 2024 avvia il suo primo programma di residenze artistiche tra Palazzo Marchi e la città emiliana. Un progetto che culminerà con la seconda edizione di Late Brunch, tra performance, video e nuove produzioni
Parma guarda a New York, e lo fa attraverso l’arte contemporanea. È questa la direzione intrapresa da Dragone, associazione culturale no profit fondata nel 2024 da Anna Marchi, Bianca Marchi e Paololuca Barbieri Marchi, che annuncia le nuove progettualità del 2026 confermando la propria ambizione: trasformare la città emiliana in un luogo di dialogo internazionale, capace di mettere in relazione artisti, istituzioni, artigiani e comunità.
Cuore del progetto è il nuovo programma di residenze artistiche, ospitato negli spazi di Palazzo Marchi, che dal 26 giugno al 26 luglio accoglie due protagonisti della scena newyorkese: Su Su, artista nata a Pechino e residente a New York, e Austin Lee, tra i nomi più interessanti della pittura americana contemporanea.
L’obiettivo della residenza va oltre la semplice permanenza degli artisti in città. Dragone immagina infatti un’esperienza immersiva, nella quale Parma diventa materia di ricerca e occasione di confronto. Palazzo Marchi si trasforma così in un laboratorio creativo aperto, punto di partenza per esplorare il patrimonio artistico e culturale del territorio.
Il percorso conduce gli artisti attraverso alcuni dei luoghi simbolo della città e della provincia – dalla Cattedrale al Battistero, dalla Camera di San Paolo al Complesso della Pilotta, fino al Castello di Torrechiara, alla Rocca di Soragna e al Duomo di Fidenza – ma si estende anche alle eccellenze artigiane che costituiscono uno degli aspetti più identitari del territorio. Non mancano infatti visite alle botteghe di restauro librario, ai laboratori di mosaico, workshop dedicati alla ceramica e all’affresco, oltre a un approfondimento sulla pittura del Correggio e sulla scultura di Benedetto Antelami.
È un approccio che restituisce alla residenza il suo significato originario: non soltanto produrre nuove opere, ma costruire relazioni e lasciarsi trasformare dal contesto ospitante. In questa prospettiva il progetto rappresenta anche il primo tassello di uno scambio culturale destinato a rafforzarsi nel tempo, con l’obiettivo di favorire la mobilità di giovani artisti tra Parma e New York.
I due protagonisti della residenza portano con sé linguaggi profondamente diversi ma accomunati da una forte attenzione alla contemporaneità.
La ricerca di Su Su si concentra sul rapporto tra corpo, percezione e spazio. Nei suoi dipinti figure apparentemente ordinarie diventano strumenti attraverso cui esplorare le relazioni psicologiche, culturali ed emotive che costruiamo con gli ambienti che abitiamo. L’artista riflette sul modo in cui l’atto stesso del vedere contribuisca a definire la nostra identità e il nostro rapporto con il mondo.
Austin Lee, invece, è noto per una pittura che fonde strumenti digitali e tecniche tradizionali. Partendo da schizzi realizzati al computer e da sculture modellate in realtà virtuale, costruisce dipinti dai colori intensi e figure sospese tra immaginario digitale e sensibilità umana, dimostrando come la tecnologia possa diventare un’estensione del linguaggio pittorico senza rinunciare alla dimensione emotiva dell’opera.
Le produzioni nate durante la residenza confluiranno nella seconda edizione di Late Brunch, in programma il 26 e 27 settembre, manifestazione diretta artisticamente da Ilaria Mancia e Davide Giannella. Performance, video screening e musica trasformeranno Palazzo Marchi in un punto di partenza per un percorso che coinvolgerà progressivamente l’intera città, culminando con il dj set di Mino Luchena.
Più che un semplice calendario di eventi, Dragone sembra voler costruire un modello culturale fondato sulla circolazione delle idee, sull’incontro tra linguaggi e sulla valorizzazione del patrimonio locale attraverso lo sguardo degli artisti contemporanei. Un progetto giovane ma già capace di immaginare Parma come uno spazio aperto al dialogo internazionale, dove la storia della città diventa terreno fertile per nuove sperimentazioni artistiche.






