Dal 24 luglio al 3 agosto va in scena su Catawiki, in partnership con Collezione da Tiffany, “Great Masters from Classic to Contemporary Art”: oltre 200 lotti tra arte del dopoguerra e contemporanea, grafica, fotografia, opere direct from the artist e, per la prima volta, arte classica.
L’asta Great Masters from Classic to Contemporary Art di Catawiki, torna per la sua terza edizione del 2026, attiva dal 24 luglio al 3 agosto. Un’asta che riunisce opere storicizzate, fotografia, grafica, arte contemporanea e, per la prima volta, una selezione dedicata all’arte classica.
L’asta si articola in cinque dipartimenti: arte del dopoguerra e contemporanea, opere grafiche e multipli, fotografia, opere direct from the artist e, come vera novità di questa edizione, un dipartimento dedicato all’arte classica, con circa 60 lotti tra vedute, ritratti, soggetti sacri e interni. Il cuore pulsante della selezione resta però nei primi quattro comparti, guidati ciascuno da un esperto di riferimento che ha curato la scelta dei pezzi con un criterio preciso: rarità, provenienza solida e valore storico-artistico verificabile.
Arte del dopoguerra e contemporanea: Fontana e Kline, due modi di rompere lo spazio
Con circa 85 lotti, il dipartimento di arte moderna e contemporanea, curato dall’esperta Giulia Couzzi, è tra i più corposi dell’asta. E i due nomi che meglio ne raccontano la portata sono, non a caso, agli antipodi stilistici: Lucio Fontana e Franz Kline.
Di Lucio Fontana (1899-1968) arriva in asta un Concetto spaziale del 1956, inchiostro su carta con la caratteristica scrittura di buchi e strappi che rende Fontana tra i principali protagonisti dello Spazialismo. L’opera, 31×49,5 cm, firmata e datata, è iscritta alla Fondazione Lucio Fontana con numero di riferimento 4639/1: un dato che, in un mercato spesso insidiato dai falsi, vale quanto un certificato di garanzia. Stima: 45.000-60.000€.
Accanto a Fontana, un’opera di Franz Kline (1910-1962), protagonista assoluto dell’espressionismo astratto americano. Si tratta di un Senza titolo del 1952, acquerello e inchiostro su pergamena applicati su tavola, firmato sul retro. La provenienza è un piccolo romanzo a sé: dalla Egan Gallery di New York, passando per una collezione privata newyorkese, un passaggio da Christie’s New York nel 1998, fino alla collezione fiorentina di Aurelio Stefanini e a un’ultima collezione privata genovese. L’opera è corredata da certificato di autenticità su foto della McKee Gallery di New York, a cura di David McKee. Stima: 50.000-60.000€.
Opere grafiche e multipli: Escher e Boetti, due modi di ripensare la realtà
Il dipartimento di grafica, curato da Silvia Possanza, conta anch’esso circa 85 lotti e mette insieme due autori che, a modo loro, hanno smontato le regole della percezione.
M.C. Escher (1898-1972) è presente con Rippled Surface (Rimpelling), Bool 367, linoleografia del 1950, 26×32 cm, firmata a matita con la dicitura “eigendruk”. È una delle incisioni più note dell’artista olandese, quella in cui la deformazione dei riflessi sull’acqua diventa esercizio geometrico e insieme illusione ottica: l’opera presenta un lieve ingiallimento compatibile con l’età del foglio. Stima: 10.000-12.000€.
Di tutt’altra natura, ma altrettanto carica di storia, è la serigrafia di Alighiero Boetti (1940-1994), La Natura, una faccenda ottusa – Pantere. Non un multiplo qualsiasi: l’opera nasce dal ciclo pittorico che Boetti portò alla Biennale di Venezia del 1990, dove espose i suoi affreschi originali, da cui nel 1992 decise di trarre questa serigrafia. Il soggetto è tipicamente boettiano, con le celebri scritte che fanno da sfondo cromatico alla composizione; firma e numerazione compaiono in basso a destra, mentre la provenienza — galleria Grafica Manzoni, che ne rilascia il certificato di autenticità — rafforza ulteriormente la solidità del lotto. Stima: 5.000-7.000€.
Fotografia: da Tokyo a Bologna, due sguardi sull’immagine
Il dipartimento fotografico, il più contenuto per numero con circa 30 lotti, è curato da Elena Vaninetti e mette in dialogo due generazioni e due geografie molto diverse.
Thomas Struth (1954), allievo di Bernd e Hilla Becher a Düsseldorf e amico di Gerhard Richter, porta in asta Tokyo (suburb of Bunkyō), una chromogenic C-print del 1999, edizione limitata a 200 esemplari, firmata e numerata. Il lotto include anche il volume Thomas Struth präsentiert Deutsche Stadtbaukunst der Gegenwart, pubblicato da Salon-Verlag a Colonia nel 2010, un’aggiunta che arricchisce il valore documentario dell’insieme. Stima: 2.000-2.500€.
Più rara, quasi un pezzo da archivio, è la cartella L’Ambiguità Attraente, firmata Franco Fontana ed Enrico Manelli, con presentazione di Franco Solmi. Cartella numero 19 su 25, presentata ad Arte Fiera 1977 dalla Galleria Fotografia di Bologna ed edita da Grafis Edizioni: un oggetto che
racconta un momento preciso della scena fotografica e scenografica italiana degli anni Settanta, firmato da Enrico Manelli, scenografo che ha collaborato con registi come Marco Ferreri e Mauro Bolognini. Stima: 4.200-4.800€.
Direct from the artist: quando l’opera arriva senza intermediari
Il quarto dipartimento, curato da Maurizio Buquicchio, è forse il più contemporaneo nello spirito: opere acquistate direttamente dall’artista, senza passaggi intermedi, pensate per chi vuole avvicinarsi al collezionismo con opere uniche e prezzi ancora accessibili rispetto al mercato secondario.
Santicri presenta Essence, Mondrian, tecnica mista, 90x50x15 cm, opera unica accompagnata da certificato di autenticità firmato a mano. L’artista ha esposto a Palazzo Grillo di Genova e all’ICFF di New York ed è stato inserito tra i Best-Selling Artists 2024 di Artmajeur. Stima: 3.000-3.600€.
Ivan Pili, pittore contemporaneo attivo a livello internazionale, porta invece Edge of Night, opera che riflette sul momento di passaggio tra luce e oscurità attraverso una pittura che combina figurazione iperrealista e atmosfere sospese. Stima: 4.000-4.800€.
La novità dell’edizione: un primo sguardo sull’arte classica
Per la prima volta, “Great Masters” apre anche un dipartimento di arte classica, con circa 60 lotti tra vedute, ritratti, soggetti sacri e interni. Tra i pezzi di maggiore interesse, un dipinto attribuito a Giovanni Fattori (1825-1908), Artiglieri e cannone, olio su tavola 10×15 cm, proposto come possibile studio preparatorio per la monumentale Battaglia di Custoza, oggi alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Nella tavola manca la figura dell’artigliere in primo piano presente nel dipinto finale: un dettaglio che suggerisce una fase preliminare del processo compositivo del maestro macchiaiolo. Stima: 8.000-12.000€.
Spicca anche una rara opera pittorica di Dario Fo (1926-2016), premio Nobel per la letteratura nel 1997, qui nella sua meno nota veste di pittore: Cavalli, tecnica mista su carta applicata su tavola, con cornice originale d’epoca, esposta nel 2012 a Palazzo Reale di Milano nella mostra “Lazzi sberleffi e dipinti” e registrata nell’archivio Dario Fo. Stima: 3.900-4.300€.









