Mondrian, Composition III va all’asta da Christie’s: stima fino a £30 milioni

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Piet Mondrian, Composition III del 1920, sarà uno dei lotti principali della 20th/21st Century Evening Sale di Christie’s a Londra il 14 ottobre 2026, durante la Frieze Week. L’opera, mai passata prima in asta, ha una stima di £20-30 milioni e potrebbe entrare nella fascia più alta del mercato dell’artista olandese.

Il mercato di Piet Mondrian torna sotto i riflettori con un’opera considerata tra le più importanti e rare del suo percorso artistico. Composition III, dipinta nel 1920, sarà infatti proposta per la prima volta all’asta da Christie’s Londra il prossimo 14 ottobre, nell’ambito della 20th/21st Century Evening Sale.

La stima è compresa tra 20 e 30 milioni di sterline, pari a circa 27-41 milioni di dollari. Una valutazione che colloca immediatamente il dipinto tra i protagonisti della stagione autunnale delle aste londinesi e che potrebbe riportare Mondrian vicino ai vertici della sua classifica d’asta.

Composition III, un Mondrian del 1920

Il dato più significativo per il mercato è la provenienza dell’opera: Composition III arriva sul mercato secondario per la prima volta.

Dipinta nel 1920, la tela appartiene a un momento decisivo nella carriera di Mondrian, quello in cui l’artista stava definendo i principi del Neoplasticismo, il linguaggio astratto destinato a diventare uno dei capitoli fondamentali dell’arte moderna.

Il 1920 fu, in questo senso, un anno cruciale. Mondrian realizzò appena otto dipinti di particolare rilievo e cinque di questi sono oggi conservati in importanti istituzioni museali internazionali: la Tate di Londra, il Museum of Modern Art di New York, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e il Wilhelm-Hack Museum di Ludwigshafen.

Composition III si colloca dunque all’interno di un nucleo estremamente ristretto di opere che documentano la fase di affermazione della nuova grammatica astratta dell’artista.

Rosso, giallo, blu: la grammatica del Neoplasticismo

La composizione sintetizza alcuni dei principi fondamentali elaborati da Mondrian in quegli anni: linee geometriche, piani rettangolari e una tavolozza ridotta ai colori primari, accompagnati da nero, bianco e grigio.

Rosso, blu e giallo sono distribuiti all’interno di una griglia dinamica, mentre le linee modificano sottilmente il proprio tono attraversando la superficie della tela. Al centro della composizione, un quadrato giallo disposto lungo l’asse di simmetria introduce un punto di tensione e contribuisce all’equilibrio dell’intero dipinto.

La superficie conserva inoltre evidenti tracce della mano dell’artista. A un primo sguardo la pittura di Mondrian può apparire rigorosamente impersonale e quasi matematica; osservando più da vicino, emergono invece stratificazioni di pigmento e pennellate che raccontano il lungo processo di costruzione dell’opera.

La storia collezionistica: da Armand P. Bartos al mercato internazionale

Prima di arrivare sul mercato, Composition III è passata attraverso importanti collezioni legate alla storia del modernismo.

Tra i precedenti proprietari figurano l’architetto americano e collezionista di arte moderna Armand P. Bartos e sua moglie Celeste, che possedettero l’opera dal 1952 al 1973. Il dipinto è inoltre transitato attraverso altre importanti mani del mercato internazionale.

La provenienza contribuisce quindi a rafforzare l’interesse per un’opera che, a differenza di molti dipinti di Mondrian oggi presenti sul mercato, è rimasta lontana dalle aste per decenni.

Il mercato di Mondrian è in una fase di forte crescita

Un momento della Modern Evening Auction di Sotheby’s ieri sera a New York. Courtesy: Sotheby’s

La vendita di Composition III arriva in un momento particolarmente favorevole per il mercato dell’artista.

Il record d’asta di Piet Mondrian appartiene attualmente a Composition No. II del 1930, venduta da Sotheby’s a New York nel 2022 per 51 milioni di dollari.

Anche gli ultimi anni hanno registrato risultati importanti. Nel 2025 Christie’s ha venduto Composition with Large Red Plane, Bluish Gray, Yellow, Black and Blue del 1922 per 47,6 milioni di dollari, mentre nel 2026 Composition with Large Red Plane, Blue, Gray, Black and Yellow del 1921 ha raggiunto 39,7 milioni di dollari, sempre da Christie’s.

Il trend è particolarmente significativo se si considera la natura intermittente del mercato di Mondrian: le quotazioni dell’artista tendono infatti a essere fortemente influenzate dall’arrivo sul mercato di opere museali o comunque di grande rarità.

Nel 2025, secondo i dati riportati da Artnet, dieci opere di Mondrian sono state vendute all’asta per un totale superiore a 71 milioni di dollari. Nel 2026, prima dell’arrivo di Composition III, sette opere hanno già raggiunto complessivamente quasi 45 milioni di dollari.

Se il dipinto del 1920 dovesse raggiungere anche soltanto la stima minima di £20 milioni, il biennio 2025-2026 si configurerebbe come uno dei periodi più forti per il mercato dell’artista degli ultimi vent’anni.

Mondrian può avvicinare il suo record?

La domanda centrale per il mercato è quindi quanto potrà realizzare Composition III a Londra.

La stima massima di £30 milioni, pur rimanendo distante dal record di 51 milioni di dollari, colloca l’opera nella fascia dei grandi trophy lot internazionali. Un risultato superiore alla stima, inoltre, potrebbe riaprire il confronto con le migliori performance recenti dell’artista.

Particolarmente significativo è il confronto con Composition No. III, with Red, Blue, Yellow, and Black del 1929, che nel 2015 aveva raggiunto 50,6 milioni di dollari da Christie’s, stabilendo allora il record per Mondrian.

Il nuovo appuntamento londinese non sarà dunque soltanto una delle vendite più attese della Frieze Week: rappresenterà anche un importante test per la fascia alta del mercato di Mondrian.

Chiara Lorenzon
Chiara Lorenzon
Chiara Lorenzon, storica dell'arte, ha consolidato la sua expertise lavorando tra gallerie e case d'asta, dove ha affinato lo sguardo sulle dinamiche del mercato e sul rapporto tra opera d'arte e collezionista. Dal 2023 lavora con Collezione da Tiffany, focalizzandosi sull'analisi delle tendenze e sul mercato dell'arte contemporanea.

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