Alla decima edizione del Festival del Paesaggio, Arianna Rosica e Gianluca Riccio invitano otto artisti a interrogare il nostro modo di osservare. Il Premio Jumeirah Capri Palace va a Eva Giolo, mentre Ali Cherri riceve una menzione speciale.
Ci sono mostre che scelgono un luogo come semplice cornice e altre che, al contrario, provano a capire che cosa quel luogo abbia da raccontare. Il Festival del Paesaggio di Anacapri appartiene decisamente alla seconda categoria. Da dieci anni Arianna Rosica e Gianluca Riccio, e lo raccontiamo con particolare piacere anche perché Arianna è una nostra collaboratrice, hanno costruito sull’isola un appuntamento che ha fatto del paesaggio non un genere, ma una lente attraverso cui leggere il presente.
La decima edizione si intitola The Observer e, come suggerisce il titolo, sposta per una volta l’attenzione dall’oggetto osservato a chi sta guardando. Una questione tutt’altro che secondaria in un’epoca nella quale siamo circondati da immagini, sistemi di sorveglianza, archivi digitali e dispositivi che osservano continuamente al posto nostro. Che cosa significa, allora, guardare davvero? E soprattutto: che responsabilità abbiamo quando scegliamo cosa vedere e cosa lasciare fuori campo?
Fino all’8 novembre, Villa San Michele e alcuni spazi del centro storico di Anacapri diventano il terreno di questa riflessione, con opere di Francis Alÿs, Ali Cherri, Irene Fenara, Andrea Francolino, Eva Giolo, Elisa Sighicelli, Luca Vitone e Klara Zetterholm. Artisti molto diversi tra loro, ma accomunati dalla capacità di trasformare l’atto apparentemente semplice del guardare in qualcosa di più complesso: una forma di conoscenza, di memoria, talvolta persino di responsabilità.
Ed è proprio qui che si inserisce il Premio Jumeirah Capri Palace, arrivato alla sua seconda edizione e assegnato quest’anno a Eva Giolo per Becoming Landscape (2024). Nel video, installato nelle cucine di Villa San Michele, l’artista osserva la quotidianità senza forzarla, lasciando che siano i piccoli gesti, le presenze e le tracce del tempo a costruire lentamente il racconto. Il paesaggio, in questo caso, non è qualcosa da ammirare a distanza: è qualcosa che accade mentre lo si guarda.
La giuria, presieduta da Nicolas Bourriaud e composta da Claudio Cerasa, Brunella Trimarco, Ermanno Zanini e Marco Zappalorto, ha riconosciuto nell’opera di Giolo proprio questa particolare qualità dello sguardo, assegnandole il premio di 6.000 euro.
Una menzione speciale è andata invece ad Ali Cherri per The Watchman(2023), video che mette in discussione il modo in cui reperti e oggetti vengono estratti dai loro contesti, catalogati e trasformati in testimonianze di una storia che non è mai completamente neutrale.
E poi c’è Andrea Francolino, artista al quale la giuria ha manifestato il proprio interesse in vista di un possibile intervento per la collezione del Jumeirah Capri Palace. Una prospettiva interessante, considerando una ricerca che da anni lavora sulle fratture – fisiche, sociali, ambientali – e sul rapporto fra uomo e natura.
Il risultato è un Festival che, arrivato alla sua decima edizione, continua a evitare la tentazione di trasformare Anacapri in una semplice cartolina d’autore. Qui il paesaggio non fa da sfondo all’arte: è l’arte a usarlo per porci una domanda molto contemporanea. Non soltanto: “Che cosa stiamo guardando?”, ma anche, e forse soprattutto, “da dove lo stiamo guardando?”.





