Dal 5 all’8 novembre il Museo della Permanente ospita l’ottava edizione della manifestazione. Oltre 60 gallerie italiane e internazionali per un viaggio tra pittura, scultura, arredi storici e arte moderna.
L’antiquariato non è soltanto una questione di epoche lontane. È un mondo in cui il passato continua a dialogare con il presente, attraverso opere che attraversano i secoli, cambiano proprietari e conservano tracce delle culture che le hanno prodotte. A Milano, dal 5 all’8 novembre, questo universo torna al centro della scena con l’ottava edizione di AMART, la manifestazione ospitata negli spazi del Museo della Permanente.
Promossa dall’Associazione Antiquari Milanesi e da PROMO.TER Confcommercio Milano, la rassegna riunisce oltre 60 gallerie italiane e internazionali, proponendo un percorso che supera i confini tradizionali dell’antiquariato. Accanto alla pittura antica e agli arredi d’epoca trovano infatti spazio sculture, arti decorative, design e opere del Novecento, in un confronto tra linguaggi e sensibilità artistiche differenti.
Un antiquariato senza confini

Scuola lombarda, XVII secolo Veduta del Castello Sforzesco di Milano Olio su tela, cm 150 × 198

Amazzone con Purosangue Arabo, olio su tela, Epoca: XIX sec. Cerchia Alfred De Dreux, cm 81 x 64
La varietà è uno degli elementi che caratterizzano AMART. Le proposte spaziano dalla pittura del Seicento alle ricerche delle avanguardie, dall’ebanisteria settecentesca ai manufatti provenienti dall’Estremo Oriente. Un panorama che riflette l’ampiezza del collezionismo contemporaneo, nel quale l’interesse per l’oggetto antico convive con quello per la modernità.
Tra gli espositori figurano gallerie italiane e straniere, provenienti anche da Londra, Parigi, Monaco e dalla Svizzera. Realtà specializzate in settori differenti, che portano a Milano opere selezionate per qualità, interesse storico e caratteristiche artistiche.
Il visitatore può così passare da un dipinto barocco a una scultura astratta, da un mobile riccamente intarsiato a un’armatura giapponese. Accostamenti che permettono di osservare come, in epoche e luoghi lontani, gli artisti abbiano affrontato questioni simili: la rappresentazione della figura umana, il rapporto con la natura, la ricerca della bellezza e il valore attribuito agli oggetti.
Il ruolo dei galleristi

PIATTO IN MAIOLICA policroma con stemma della famiglia Pietra
Manifattura di Pavia probabilmente Rampini sotto la gestione di Giovan Battista Africa. Dipinto da Siro Antonio Africa oppure Siro Domenico Africa

Mattia Preti, Cristo nell’orto olio su tela 190.5 x 141 cm
Una fiera d’antiquariato è anche un luogo di incontro tra opere, studiosi, collezionisti e professionisti del settore. Dietro ogni oggetto si nasconde un lavoro di ricerca che riguarda attribuzioni, provenienze, tecniche esecutive e stato di conservazione.
Il ruolo dell’antiquario non si esaurisce quindi nella compravendita. La conoscenza dei materiali, delle scuole artistiche e della storia del collezionismo contribuisce alla ricostruzione delle vicende delle opere e alla loro valorizzazione.
È una dimensione che AMART mette in evidenza attraverso la presenza di gallerie specializzate, offrendo anche al pubblico meno esperto l’opportunità di avvicinarsi a un settore spesso percepito come riservato agli addetti ai lavori.
Milano e la cultura del collezionismo

Coppia di sculture in cartapesta dipinta in policromia note come “Magots”, raffiguranti un mandarino e la sua consorte; le figure sono caratterizzate da teste basculanti. Le figure cinesi a testa mobile nel primo periodo della cineseria in Piemonte erano soltanto eseguite in cartapesta e sono esemplari molto rari. Piemonte, circa 1800

Ercole Ferrata (Pellio Inferiore, Como, 1610 – Roma 1686) Busto di San Carlo Borromeo Marmo cm 62 (con la base 84)
Il rapporto tra la città e il mercato dell’arte ha radici profonde. Nell’Ottocento Milano fu un centro importante per il commercio antiquario e per la formazione di raccolte private che avrebbero contribuito ad arricchire il patrimonio museale.
A questa storia si collega uno dei progetti culturali dell’edizione 2026: il restauro del Ritratto dell’antiquario Giuseppe Baslini, dipinto da Giuseppe Bertini tra il 1875 e il 1880 e conservato al Museo Poldi Pezzoli.
Baslini, mercante d’arte e consigliere di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, ebbe un ruolo significativo nella formazione della raccolta del museo milanese. Il suo ritratto costituisce quindi una testimonianza della rete di rapporti tra artisti, antiquari e collezionisti che caratterizzò la vita culturale cittadina.
L’intervento conservativo, promosso da AMART e affidato allo studio Luigi Parma, richiama l’attenzione su un aspetto fondamentale del settore: la responsabilità di preservare e trasmettere il patrimonio artistico.
Tra mercato e cultura
In un panorama artistico in continua trasformazione, AMART racconta un antiquariato in cui la dimensione culturale e quella commerciale si intrecciano. Le opere selezionate dalle gallerie sono protagoniste di un percorso espositivo, ma rappresentano anche opportunità di acquisizione: dipinti, sculture e oggetti d’arte possono così entrare in nuove collezioni e proseguire la propria storia.
Per i collezionisti, la manifestazione offre l’occasione di confrontarsi direttamente con antiquari e specialisti, approfondendo la conoscenza delle opere e valutando nuove acquisizioni. Per il pubblico più ampio, è invece un’opportunità per osservare da vicino dipinti, sculture, arredi e manufatti di epoche differenti, scoprirne le vicende e comprenderne il valore artistico.

È in questo incontro tra conoscenza, passione e mercato che si riconosce l’identità di AMART: una fiera dove l’arte non è soltanto testimonianza del passato, ma continua a vivere attraverso lo sguardo e le scelte dei collezionisti di oggi.
L’ottava edizione di AMART si svolgerà dal 5 all’8 novembre 2026 al Museo della Permanente, in via Filippo Turati 34, a Milano.
Informazioni: www.amart-milano.com





