ARTEPARCO, quando un’opera d’arte cambia il destino di un bosco

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L’Abruzzo è una terra che sorprende sempre chi la attraversa davvero. Nel giro di pochi chilometri si passa dalle vette del Gran Sasso e della Maiella alle spiagge dell’Adriatico, dai borghi medievali ai boschi secolari del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, uno dei luoghi simbolo della tutela ambientale italiana. È un territorio dove la natura continua a dettare il ritmo delle giornate e dove il paesaggio conserva ancora quella dimensione autentica che altrove sembra ormai scomparsa.

È anche la terra di Paride Vitale. Comunicatore tra i più noti del panorama italiano, imprenditore della comunicazione e profondo conoscitore del mondo della cultura, Vitale non ha mai reciso il legame con le proprie origini. Anzi, ha scelto di trasformare quel rapporto in un progetto concreto di restituzione al territorio.

Così, nel 2018, è nato ARTEPARCO. L’idea era tanto semplice quanto ambiziosa: invitare ogni anno un artista contemporaneo a realizzare un’opera permanente pensata esclusivamente per quel luogo, senza imporre la presenza dell’arte nella natura ma cercando un dialogo rispettoso con essa. Non una mostra temporanea, non un museo all’aperto tradizionale, bensì un percorso destinato a crescere lentamente, anno dopo anno, seguendo i tempi del bosco.

ARTEPARCO 2026_Santa Rosalia di Hilario Isola_08_ph Andrea Straccini

La scelta del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise non era casuale. Qui le faggete vetuste sono riconosciute patrimonio UNESCO, vivono specie iconiche come l’orso marsicano e il lupo appenninico, e il rapporto tra uomo e ambiente conserva un equilibrio raro. Inserire opere d’arte contemporanea in questo contesto significava ribaltare una prospettiva consolidata: non utilizzare il paesaggio come scenografia, ma renderlo parte integrante dell’opera.

In questi anni ARTEPARCO è cresciuto senza perdere questa filosofia. Marcantonio, Matteo Fato, Alessandro Pavone, Sissi, Valerio Berruti, Accademia di Aracne, megx e Velasco Vitali hanno lasciato un segno permanente lungo i sentieri del Parco, costruendo un museo diffuso visitabile gratuitamente, immerso nella natura.

Ma il progetto ha prodotto anche un altro effetto, forse ancora più significativo. Pescasseroli, storico centro del Parco, è diventato negli anni un punto di incontro per artisti, scrittori, musicisti, attori e protagonisti della cultura italiana. Grazie alla capacità relazionale di Paride Vitale, il piccolo borgo abruzzese ha ospitato personalità provenienti dai mondi più diversi, contribuendo a costruire un racconto contemporaneo dell’Abruzzo lontano dagli stereotipi e capace di mettere in dialogo creatività, turismo e tutela ambientale.

ARTEPARCO 2026, conferenza stampa, Paride Vitale, Hilario Isola, Marco Marsilio, Giovanni Cannata, Giuseppe Sipari, ph Andrea Straccini

L’edizione 2026 rappresenta un passaggio naturale di questo percorso di crescita. Dopo aver costruito negli anni una collezione permanente di arte contemporanea, ARTEPARCO diventa ufficialmente un festival multidisciplinare. Dal 18 luglio al 14 agosto il progetto amplia infatti il proprio raggio d’azione, affiancando alle installazioni artistiche un programma di musica, teatro e letteratura che trasforma il Parco in un laboratorio culturale diffuso.

Il cuore dell’edizione resta comunque la nuova opera commissionata a Hilario Isola, artista da sempre interessato ai rapporti tra ecosistemi, cambiamenti climatici e memoria collettiva. La sua installazione, intitolata Santa Rosalia, è dedicata alla Rosalia alpina, raro coleottero dalle caratteristiche livree azzurre che popola le faggete vetuste del Parco e rappresenta un indicatore fondamentale della salute dell’ecosistema.

Alta circa tre metri e realizzata interamente a mano in rame piegato, saldato e bulinato, la scultura è destinata a trasformarsi nel tempo. L’ossidazione naturale del metallo farà infatti emergere progressivamente sfumature verdi e nere che richiamano i colori dell’insetto, facendo dell’opera un organismo in continua evoluzione, capace di cambiare insieme al paesaggio che la ospita.

“Credo sia importante preservare la natura e riconoscere che essa non debba essere pensata esclusivamente in funzione dell’essere umano”, ha spiegato Isola. “Con Santa Rosalia ho voluto spostare lo sguardo su un insetto spesso invisibile ma vitale, reinterpretandolo in una dimensione che sappia rendere l’elemento naturale il vero protagonista.”

ARTEPARCO 2026_Santa Rosalia di Hilario Isola_Work in progress_03_ph Andrea Straccini

Con questa nuova installazione salgono a nove le opere permanenti disseminate lungo i percorsi del Parco, ormai riconoscibili come una vera collezione d’arte contemporanea immersa nella natura.

L’inaugurazione è stata accompagnata dal live showcase acustico dei Santi Francesi, scelta che sintetizza perfettamente la nuova identità del progetto. La musica entra infatti a pieno titolo nella programmazione del festival insieme alla letteratura e al teatro.

Dal 29 luglio prenderanno il via gli incontri con Paolo Kessisoglu, Tommaso Sacchi, Ivan Cotroneo, Alcide Pierantozzi, finalista al Premio Strega 2026, Pappi Corsicato e lo stesso Paride Vitale, che presenterà il suo volume Ancora d’Amore e d’Abruzzo. Alla musica saranno dedicati anche il concerto dei Solisti Aquilani con Le Quattro Stagioni di Vivaldi e l’incontro tra musica e parole con Giovanni Caccamo dedicato al Manifesto del Cambiamento. Il teatro sarà invece rappresentato dagli spettacoli di Vito Vicino e Iaia Forte.

Tutti gli appuntamenti si svolgeranno gratuitamente a Prato della Corte, area naturalistica di Pescasseroli messa a disposizione dalla Fondazione Erminio e Zel Sipari ETS, confermando la volontà di mantenere il festival accessibile e profondamente integrato nel territorio.

A sostenere questa evoluzione è una rete sempre più ampia di istituzioni e partner. Oltre al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, al Comune di Pescasseroli e al marchio PARCO1923, l’edizione 2026 vede il coinvolgimento della Regione Abruzzo e della Fondazione Erminio e Zel Sipari ETS, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Touring Club Italiano e di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026.

Un ulteriore tassello del progetto è rappresentato dalla collaborazione con Montaldi Gioielli, che realizzerà una collezione di charms, spille e pendenti in argento ispirati alle opere disseminate nel Parco, estendendo il racconto di ARTEPARCO anche attraverso l’artigianato artistico.A quasi dieci anni dalla sua nascita, ARTEPARCO dimostra come un progetto culturale possa produrre valore ben oltre il perimetro dell’arte contemporanea. Non si tratta soltanto di commissionare opere o organizzare eventi, ma di costruire nel tempo una relazione virtuosa tra cultura, paesaggio e comunità. In un’epoca in cui si parla spesso di rigenerazione dei territori, l’esperienza di Pescasseroli racconta che investire nella qualità culturale può diventare uno strumento concreto di valorizzazione, capace di attrarre pubblico senza snaturare i luoghi e di far conoscere un Abruzzo autentico, dove la bellezza nasce ancora dall’incontro equilibrato tra uomo e natura.  

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