Eccoci quasi all’apertura delle porte della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze (BIAF), pronti a entrare nella splendida sede di Palazzo Corsini. Davanti a noi circa 80 gallerie con sedi in tutto il mondo: dalle grandi piazze d’arte italiane come Milano, Roma, Napoli ai grandi centri internazionali di Parigi, Monaco, Palm Beach e molte altre città.
Come muoversi? Da dove cominciare? Ci sono tanti espositori interessanti, tanti oggetti e tante opere di cui si vorrebbe sapere di più. Anche in questa occasione Collezione da Tiffany ha selezionato alcune gallerie, per provare a dare una mini-guida, per lo meno iniziale, ai suoi lettori.
Cominciamo dai primi stand: al numero 8 troviamo la storica galleria romana Antonacci Lapiccirella Fine Art che unisce con eclettismo epoche e sensibilità diverse attraverso quattro capolavori. Spiccano la rara scultura Ritmi (1913) di Attilio Selva e l’elegante dipinto L’Amazzone (1915) di Vito Timmel, entrambi di raffinato gusto secessionista. Completano la selezione l’opera romantica di Victor Delacroix del 1832 e la visionaria Penelope (1945) di Alberto Savinio.

Spostiamoci ora verso la galleria Brun Fine Art, che con le sue sedi di Milano, Londra e Firenze fa respirare un’atmospera internazionale. A BIAF presenta una selezione di pezzi pregiati dal Cinquecento all’Ottocento incentrati sullo “stupore” della materia. Tra le opere gioiello esposte spiccano il Micromosaico con Pegaso di Giacomo Raffaelli e i preziosi pannelli in pietra dura dei Castrucci. Non mancano rari specchi tabernacolo del 1600, i centrotavola dorati Torlonia e un espressivo busto in terracotta di Lorenzo Sarti.

Continuiamo con la Galleria Fondantico di Tiziana Sassoli, specializzata da quasi quarant’anni nella pittura bolognese ed emiliana. A Firenze quest’anno proporrà capolavori di altissimo pregio: una rara Madonna col Bambino e santi del giovane Lorenzo Costa (1485 circa) e la smagliante tavoletta con la Fuga in Egitto (1615) del Guercino. Il percorso include anche opere su rame di Cavazzoni, Burrini e Cignani, un ovale del Francescini e la tela settecentesca degli Argonauti di Gaetano Gandolfi.

Punto di riferimento milanese per i maestri del Novecento, la galleria Frediano Farsetti porta a Firenze grandi capolavori incentrati sul sogno e sul dinamismo. Sotto i riflettori c’è un dipinto onirico del 1929 di Alberto Savinio, accanto al quale risplende Danseuse et violiniste (1915) di Gino Severini, straordinaria carta futurista che fonde i piani del Cubismo al movimento.

Camminando verso l’esposizione della storica galleria Longari Arte di Milano troviamo chicche d’arte che spaziano dal Gotico internazionale al Rinascimento italiano. Tra i pezzi forti si distinguono una raffinata e simbolica Madonna con il Bambino di Lorenzo da Venezia e un espressivo Bambin Gesù in terracotta invetriata di Andrea della Robbia. Chiude la selezione un prezioso alabastro raffigurante un Profeta, realizzato nella cerchia di Alonso Berruguete.

La storica galleria milanese Matteo Salamon propone a Firenze una selezione di dipinti di grande prestigio dal tardo Gotico al Settecento. Spicca una straordinaria Madonna con Bambino (1520 circa) di Bernardino Luini, capolavoro del Rinascimento lombardo proveniente dalla collezione Litta Modignani. Il percorso include anche una tavola matura di Gaudenzio Ferrari raffigurante Sant’Antonio da Padova (1538 circa) e un’importante novità per il mercato: un dipinto inedito e firmato di Canaletto del 1744, intitolato Il Canal Grande Verso Sud-Est.

Presso lo Stand 48, nel salone principesco di Palazzo Corsini, la galleria Maurizio Nobile Fine Art accoglie i visitatori con un allestimento che fa dialogare opere dal Seicento al Novecento. Sotto i riflettori si trova un raffinato ed espressivo San Girolamo del Guercino, avvolto da una luce diafana di influenza reniana. La proposta include una ricca sezione di disegni con un focus su otto fogli inediti di Felice Giani e un elegante busto in bronzo del 1973 di Giacomo Manzù, fusione unica nata dal viaggio del maestro in Giappone.

Per concludere, alcuni suggerimenti: prestate particolare attenzione al dipinto di Francesco Bertos Apollo e Bacco esposto allo stand di PIVA & C.; fatevi sedurre dall’elegante e rarissimo tappeto proveniente dall’ Anatolia occidentale di inizio XVII secolo presente presso lo stand della galleria Mirco Cattai; non dimenticatevi di passare da Cantore galleria antiquaria ad ammirare una delicata Santa Caterina di Giovanni Baglione.



Essere a BIAF dopotutto significa avere un’attenzione unica e quasi intima per le storie che ogni oggetto racconta, un privilegio riservato solo a chi sa guardare oltre la superficie, addirittura oltre la bellezza di certi dipinti e di alcune opere per catturare l’anima segreta di un capolavoro. Per questo camminare tra le gallerie, incontrare altri collezionisti e interessati, può confondere e far perdere la bussola. Collezione da Tiffany anche nei prossimi giorni, anche durante le giornate della Biennale sarà accanto a chi vorrà saperne di più, con articoli ancora più specializzati e pillole di approfondimento direttamente da Firenze.




