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Christie’s tiene il timone, ma il mare resta mosso

del

Risultati primo semestre 2025

Guardando il comunicato stampa di Christie’s sui risultati del primo semestre 2025, tre parole sembrano emergere come bussola per orientarsi tra i numeri: solidità, stabilità e lievi miglioramenti. È un lessico prudente, forse rassicurante, che riflette la strategia comunicativa di una casa d’aste che sa di trovarsi in un mercato ancora scosso da due anni turbolenti. Rispetto al tonfo del 2023-24, quest’anno si può parlare di “tenuta”, ma con il freno a mano tirato.

I numeri parlano chiaro: anche nel primo semestre del 2025 il totale delle vendite all’asta si è attestato a 2,1 miliardi di dollari, esattamente come nel 2024. Un dato che, se confrontato con i 2023, rappresenta comunque una flessione significativa del 22%.

Christie’s sceglie di leggere questi numeri come un segno di resilienza, e in parte ha ragione. Ma chi osserva il mercato con occhi più disincantati non può ignorare che la crescita vera ancora non c’è.

Alcuni indicatori mostrano segni positivi:

  • Il tasso di vendita è salito all’88%, un punto in più rispetto al 2024.
  • L’indice di aggiudicazione rispetto alla stima bassa è cresciuto al 115%, un +4% rispetto all’anno scorso e +8% rispetto al 2023. Segnale che le opere vendute trovano acquirenti disposti a spingersi ben oltre il minimo stimato.

Questi numeri indicano una domanda più sicura e qualificata, ma non una ripresa nei volumi. In particolare, è interessante notare un leggero calo delle offerte online (80% contro l’82% del 2024), che potrebbe suggerire un rallentamento della crescita digitale oppure un ritorno parziale al canale fisico.

Un dato incoraggiante arriva dai nuovi collezionisti: Millennials e Gen Z rappresentano ora il 31% dei clienti, in aumento rispetto al 29% del 2024. È un segnale da non sottovalutare: le nuove generazioni iniziano a occupare spazio, seppur ancora marginale rispetto ai big spender tradizionali.

Top lot e collezioni private:
Il pezzo forte del semestre è stato “Composition with Large Red Plane, Bluish Gray, Yellow, Black and Blue” di Piet Mondrian, battuto a 47,6 milioni di dollari a New York, parte della collezione Leonard & Louise Riggio, che da sola ha totalizzato 272 milioni. Christie’s ha venduto 7 delle 10 opere più costose del semestre, consolidando il suo primato sulle aste di fascia altissima.

Settori in evidenza:

  • Il comparto 20/21esimo secolo è rimasto stabile a 1,3 miliardi, confermando la sua centralità nel modello di business.
  • Il lusso ha mostrato una crescita vigorosa: +29%, grazie a un incremento sia nelle vendite di automobili (+12%) sia nei gioielli (+25%, con 9 dei 10 top lot venduti da Christie’s).
  • Anche gli Old Masters si difendono bene, con un +15%, trascinati dalla spettacolare vendita del Canaletto “Venice, the Return of the Bucintoro on Ascension Day” per 43,9 milioni di dollari.

Distribuzione geografica degli acquirenti:

  • Americhe: 45% (+5% rispetto al 2023)
  • EMEA: 34% (in calo del 4%)
  • APAC: 21% (stabile)

L’incremento della quota americana mostra un ritorno di fiducia (o potere d’acquisto) oltreoceano, mentre l’Europa e il Medio Oriente frenano leggermente. L’Asia, nonostante il consolidamento delle sedi e la crescita demografica dei collezionisti giovani, mantiene la sua posizione senza decollare realmente.

Il 2025 segna una fase di assestamento per Christie’s. Lontani dalle vertigini del 2021–22, i risultati del primo semestre fotografano un mercato che ha imparato a convivere con l’incertezza. La stabilità è un pregio, ma nel mondo dell’arte, dove l’ambizione e il prestigio si misurano a colpi di record, non basta ancora per parlare di vera ripresa.

Chiara Lorenzon
Chiara Lorenzon
Chiara Lorenzon, laureata in Storia dell'Arte, ha lavorato come assistente gallerista e nel servizio clienti di case d’aste. Dal 2023 collabora con Collezione da Tiffany.

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