Il mercato dell’arte torna a guardare con insistenza verso la capitale austriaca. Il prossimo 19 maggio, le sale di Dorotheum ospiteranno una delle vendite di Arte Moderna più attese della stagione, un appuntamento che si preannuncia come un termometro cruciale per la tenuta dei grandi maestri del primo Novecento.
L’atmosfera di Londra: il pastello di Monet
Il vero highlight della sessione è senza dubbio un eccezionale pastello di Claude Monet raffigurante il Waterloo Bridge (stima € 300.000 – 500.000). Realizzato durante il terzo soggiorno londinese del maestro nel 1901, il foglio cattura quell’intreccio di nebbia industriale e luce riflessa sulla Tamigi che rese celebre la serie. Se gli oli su tela di questo ciclo raggiungono cifre astronomiche, i pastelli rappresentano per i collezionisti una rara opportunità di possedere l’immediatezza del gesto impressionista. Qui, Monet si muove nel solco di Turner, dematerializzando l’architettura in favore di una pura “apparizione” cromatica, nata dall’urgenza di dipingere mentre i suoi oli erano bloccati alla dogana francese.
Il primato di Schiele e il centenario di Egger-Lienz
Non può esserci asta a Vienna senza il genio di Egon Schiele. In catalogo spiccano due lavori su carta che raccontano l’evoluzione del segno schieliano: Sitzendes Mädchen mit rotem Hut del 1910 (€ 240.000 – 300.000), esempio magistrale della sua “estetica della bruttezza” espressiva, e Zwei liegende Akte del 1917 (€ 180.000 – 250.000), dove la linea si fa più organica e calma. Accanto a lui, il maestro della Secessione, Gustav Klimt, è presente con Coppia distesa verso destra (€ 50.000 – 70.000).
Un’attenzione speciale è riservata ad Albin Egger-Lienz, nel centenario della scomparsa. Tre opere – tra cui gli oli Due mietitori e Il pasto – offrono una riflessione esistenziale sul legame uomo-natura e sugli orrori della guerra, con valutazioni che arrivano ai 250.000 euro, confermando l’interesse crescente verso il realismo tragico nordico.
Decontrazioni e visioni: Picasso, Brauner e Matta
La sezione internazionale brilla per la presenza di Pablo Picasso. Con Les Déjeuners (€ 120.000 – 160.000), studio del 1961 per il celebre ciclo ispirato a Manet, l’artista spagnolo riafferma la sua sistematica riappropriazione dei Grandi Maestri. Non è un omaggio servile, ma una decostruzione cubista che affronta l’intera scuola francese, da Poussin ai contemporanei, condensando temi ricorrenti come il rapporto tra artista e modella.
Il Surrealismo trova invece una voce potente in Victor Brauner con La substance du périssable (1952, € 150.000 – 200.000). Quest’opera totemica, dagli occhi magnetici e vitrei, fonde l’astrazione con una figurazione magica che sembra anticipare l’Informale europeo. Accanto a lui, Roberto Matta con Désobéissance (1959, € 90.000 – 140.000) propone una sorta di “sinestesia inversa”: una cacofonia visiva che segue il ritmo del jazz modale di Miles Davis, trasformando il piano pittorico in un’improvvisazione assoluta di segni e strutture. Completa il nucleo surrealista Man Ray con Le Gardien du Port (€ 30.000 – 40.000), studio preparatorio di enigmatica pulizia formale.
Italia protagonista: la Metafisica e il Realismo
Domina la scena italiana Giorgio de Chirico con Cavallo e zebra sulla spiaggia (ca. 1930, € 220.000 – 300.000), opera che fonde l’ispirazione nietzschiana con il classicismo di Géricault e Delacroix. La stessa tensione tra equilibrio e catastrofe si ritrova nel bronzo Cavaliere di Marino Marini del 1951 (€ 240.000 – 320.000), un’icona della fragilità umana post-bellica. Da segnalare anche il monumentale pannello di Gino Severini, Il Paradiso Terrestre (€ 300.000 – 400.000), che traduce l’estetica del mosaico romano in una visione euritmica e bidimensionale della Creazione.
L’asta offre inoltre uno spaccato profondo sui Realismi del Novecento. Renato Guttuso è presente con l’intenso Ritratto di Nino Franchina (1937, € 40.000 – 60.000), testimonianza di un’affinità elettiva tra pittura e scultura. Xavier Bueno, tra i firmatari del Manifesto dei “Pittori moderni della realtà”, si espone in un Autoritratto del 1940 (€ 26.000 – 38.000) che rivendica il primato del sentimento sulla vacuità dell’astrazione accademica. Infine, l’enigmatica Edita Broglio con Cortiletto (€ 7.000 – 10.000) ci riporta alle atmosfere sospese e quasi stellari della sua poetica, ricordata dallo stesso de Chirico come una figura capace di abitare contemporaneamente realtà e sogno.
Prospettive di mercato
La selezione di Dorotheum per questo maggio 2026 appare strategica: puntare su opere su carta di altissima qualità e su icone della pittura metafisica, surrealista e realista permette di intercettare un collezionismo sofisticato.










