La VII edizione di THE PHAIR | Photo Art Fair, la fiera internazionale dedicata alla fotografia e all’immagine contemporanea, tenutasi da venerdì 22 a domenica 24 maggio 2026 negli spazi delle OGR Torino in Sala Fucine si è confermata uno degli appuntamenti di riferimento per collezionisti, curatori, artisti e professionisti del settore.
La nuova edizione ha rafforzato ulteriormente il dialogo tra fotografia, arti visive e sperimentazione contemporanea attraverso un percorso espositivo unitario, una crescente apertura internazionale e un programma culturale che mette in relazione gallerie, musei, archivi, fondazioni, nuove piattaforme creative e protagonisti del sistema dell’arte globale grazie a un diversificato Talk Program.

Giunta alla sua VII edizione, THE PHAIR | Photo Art Fair si distingue per una visione curatoriale chiara e riconoscibile, capace di costruire un percorso espositivo unitario in cui le diverse proposte dialogano tra loro. L’allestimento identitario della fiera prevede spazi espositivi uniformi: una scelta che valorizza le opere e restituisce un’esperienza di visita fluida e continua, concepita come un unico racconto. In un tempo in cui l’immagine è insieme testimonianza e costruzione, fotografia e immagine contemporanea si confermano linguaggi privilegiati per interrogare il presente. Tra documento e interpretazione, permanenza e trasformazione, ogni opera apre uno spazio di lettura, una soglia attraverso cui osservare la complessità del reale.
Il tema ambientale emerge inoltre come una delle direttrici più forti della manifestazione: dalla documentazione poetica dei paesaggi in trasformazione alla denuncia sociale, fino alle pratiche performative e concettuali, gli artisti presenti restituiscono uno sguardo potente e multidisciplinare sulla crisi climatica globale.
Il comitato curatoriale e le gallerie partecipanti
Il Comitato Curatoriale si è ampliato e ha accolto esperienze eterogenee che intrecciano mercato, critica e collezionismo internazionale: Umberto Benappi – gallerista; Emilio Bordoli – collezionista; Lorenzo Bruni – curatore e critico; Ernesto Esposito – designer e collezionista; Brandei Estes – esperta di fotografia e già Head of Photography di Sotheby’s; Benjamin & Steffi Jaeger – consulenti, curatori e galleristi; Massimo Prelz Oltramonti – collezionista; Valerio Tazzetti – fotografo e gallerista; Carla Testore – giornalista e curatrice, specialista in comunicazione e sistema dell’arte.
Per quanto concerne le gallerie partecipanti, l’edizione 2026 ha riunito 42 gallerie italiane e internazionali, confermando una crescente apertura europea grazie alla presenza di realtà provenienti da Francia, Germania, Regno Unito, Svizzera, Montenegro e Svezia.
Tra le gallerie partecipanti figurano Albumen Gallery di Londra, Jaeger Art di Berlino, WILLAS contemporary di Stoccolma, insieme a importanti realtà nazionali come Franco Noero, MC2 Gallery, Photo & Contemporary, Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea, Marcorossi Artecontemporanea e Tallulah Studio Art.

Uno sguardo ai giovani artisti e il futuro di The Phair
Tra le presenze interessanti da segnalare quella della fotografa torinese Costanza Gastaldi ospitata dalla Galleria Roccavintage. La giovane artista ha vissuto per 15 anni a Parigi dove ha completato gli studi alla Sorbona e ha lavorato per gli studi fotografici che producono per Vogue.
L’artista che lavora tra Parigi e Torino, e dopo un percorso maturato soprattutto all’estero — da Hong Kong a Ginevra, da Amsterdam a Parigi, fino a New York presso la Penumbra Foundation — ha presentato il suo primo progetto espositivo in Italia, in un contesto che rappresenta al tempo stesso un esordio e una dichiarazione d’intenti curatoriale.
L’ultimo progetto, realizzato con la tecnica del carbone e intitolato “In the Mood for Love”, esplora una gamma di otto differenti sfumature di nero. Il lavoro nasce da un mese di viaggio e di immersione in realtà molto diverse tra loro, dalle più antiche a quelle maggiormente segnate dal turismo: un’esperienza che porta ad aprirsi agli altri. Elemento distintivo della serie è il dialogo continuo tra sacro e profano, tra tecniche di origine antica e soggetti fortemente contemporanei.
In questo scenario, The Phair 2026 conferma la crescente centralità della fotografia all’interno del mercato e del sistema dell’arte contemporanea. Non più soltanto medium documentario o editoriale, ma linguaggio capace di intercettare le trasformazioni culturali del presente e di ridefinire continuamente il rapporto tra immagine, identità e consumo.





