18.8 C
Pesaro
martedì, Ottobre 4, 2022

Musei: lasciate che i collezionisti vengano a noi…

del

diventa il miglior conservatore della tua collezione!
Giorgio Verzotti
Giorgio Verzotti

Cosa sarebbero oggi il Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli, il MAXXI o il MART di Rovereto se non ci fossero i grandi collezionisti privati? In un’Italia dove aumentano i visitatori (+21%) e si riducono le risorse, questi musei pubblici dedicati all’arte contemporanea, con molta probabilità, non avrebbero mai raggiunto il livello di eccellenza che oggi conosciamo e non riuscirebbero, nelle condizioni finanziarie e di isolamento in cui spesso versano, a portare avanti la loro missione senza l’appoggio dei  grandi collezionisti di oggi che, a differenza dei loro predecessori, hanno reso l’arte parte della propria vita  ma senza considerarsi i proprietari esclusivi delle proprie opere che prestano a lungo termine o donano a contenitori pubblici come, appunto, il MART, il MAXXI o il Madre, incidendo profondamente e positivamente sull’offerta culturale di queste strutture.

Come ha sostenuto, qualche anno fa Gianfranco Imperatori in occasione dell’incontro “Collezionismo, sublime perversione”, il collezionismo privato «per quell’impulso che Antonio Paolucci definisce “contro natura”, diventa atto di liberalità nei confronti della società attraverso la donazione della collezione alle istituzioni pubbliche, o attraverso l’istituzione di musei privati, e comunque accumula, conserva e rende accessibili al vasto pubblico opere d’arte di valore inestimabile. Quando questo accade, il collezionismo svolge due funzioni straordinarie: una di natura sociale, l’altra di natura economica». Basti pensare, d’altronde, che circa il 90% dei musei e delle gallerie mondiali hanno origine da collezioni private.

Una linfa vitale per i musei e per le mostre che loro organizzano, dunque, che senza i collezionisti non sarebbero neanche pensabili, come ci ha raccontato Giorgio Verzotti, direttore artistico della sezione di arte contemporanea alla 37esima edizione di Arte Fiera ed ex curatore capo del MART di rovereto, in questa breve video intervista.

Nicola Maggi
Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura.
Condividi
Tags

recenti

Il potere distruttivo delle fondazioni

Un acquerello di Marc Chagal venduto nel 1994 e oggi ritenuto falso rischia di essere distrutto dallo Chagall Commitee. Ma una Fondazione può veramente distruggere un'opera perchè ritenuta non autentica?

Scars – towards ourselves: intervista a Giovanni Ozzola

L’idea di questa intervista nasce dall’opera presentata da Giovanni Ozzola (Firenze, 1982) quest’anno all’Arsenale di Venezia. Un'occasione per approfondire un percorso artistico denso, pieno di sfumature e ricchissimo di senso.

Dal decreto Aiuti Ter un sostegno alla cultura per i costi dell’energia

Stanziati 40 milioni di euro per sostenere i costi energetici sostenuti dai teatri, dalle sale da concerto, dai cinema, da musei, dalle biblioteche, dagli archivi e dagli istituti culturali.

Articoli correlati

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Iscriviti alla nostra newsletter!

Iscriviti subito alle news di Collezione da Tiffany e riceverai, ogni settimana, gratuitamente, contenuti esclusivi dedicati al collezionismo d’arte e consigli sulla conservazione delle opere, sugli aspetti legali, e su tutto ciò possa aiutarti a collezionare e conservare l’arte ed essere felice.

Sono un collezionista

You have Successfully Subscribed!