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mercoledì, Luglio 6, 2022

Il Natale visto da 5 artisti contemporanei

del

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Tra una canto natalizio sotto l’albero della scuola e l’ultima corsa alla caccia dei regali mancanti, anche il Natale 2018 è arrivato. Scrivere un post per Natale non è semplice. Non è una giornata che si adatta alle cose “troppo serie”. E allora, per allietare questa giornata speciale, abbiamo pensato ad un articolo leggero, da sbirciare attraverso la palpebra che cala in quella sonnolenza postprandiale che ci coglie, inevitabilmente, dopo la decima portata e il sacrosanto “ammazzacaffè”. Eccovi quindi un post che più natalizio non si può con il Natale visto attraverso lo guardo di 5 artisti contemporanei. Il nostro modo di rinnovarvi gli auguri e dirvi che siamo felici di passare questo nostro 7° Natale insieme a voi!

Henri Matisse, La notte di Natale, 1952. Maquette, a sinistra, e vetrata, a destra. MoMa New York
Henri Matisse, La notte di Natale, 1951. Maquette, a sinistra, e vetrata, a destra. MoMa New York

Iniziamo con un’opera realizzata da un ormai anziano Henri Matisse che nella sua grande abitazione di Nizza lavora ad un grandissimo progetto. Siamo nel 1951 e pur non trattandosi realmente di fede, l’artista concepisce una chiesa, consacrata all’arte, senza altro Dio che quello, familiare, che evoca con affetto in questo bel “papier découpé” della Notte di Natale, bozzetto di una vetrata mai realizzata oggi conservato al MoMa di New York.

Jeff Koons, Rudolph the Red-Nosed Reindeer, Paddle Ball Game, 2000. Birchwood w/painted metal and string 12 1/2 x 7 15/16 x 2 5/16 in. (31.8 x 20.3 x 6 cm). Edition of 900. Stamp signed on verso.
Jeff Koons, Rudolph the Red-Nosed Reindeer, Paddle Ball Game, 2000. Birchwood w/painted metal and string
12 1/2 x 7 15/16 x 2 5/16 in. (31.8 x 20.3 x 6 cm). Edition of 900. Stamp signed on verso.

Rudolph the Red-Nosed Reindeer / Had a very shiny nose / And if you ever saw it / You would even say it glows... la Renna Rudolph con il suo naso scintillante è, tra i simboli moderni del Natale, decisamente quello che si addice di più allo stile di Jeff Koons che, infatti, si è ispirato al simpatico animaletto per creare una racchetta da gioco in una tiratura di 900 esemplari.

Andy Warhol, Santa Claus, 1981. Screenprint on Lenox Museum Board (F&S.II.266)
Andy Warhol, Santa Claus, 1981. Screenprint on Lenox Museum Board (F&S.II.266)

Ma eccoci al ciclo di stampe Myths di Andy Warhol, creato nel 1981 ed esposto per la prima volta alla Ronald Feldman Fine Arts Gallery nello stesso anno. Il portfolio di 10 stampe include, naturalmente, anche Babbo Natale impreziosito, come altri dei soggetti, con polvere di diamante. Warhol aveva una vera e propria ossessione per il Natale. In molti modi, d’altronde, il Natale rappresenta il colore, l’eccesso e la festa, che Warhol adorava.

Julian Opie, Christmas Tree, 1996.
Julian Opie, Christmas Tree, 1996.

E che Natale sarebbe senza l’albero? Ebbene, per 23 anni la Tate Britain ha esposto, nella sua magnifica rotonda, degli alberi di Natale progettati da artisti. Nel 1996, Julian Opie creò questo gruppo di alberi “modello”, costruiti con due piani di legno che ha evocato l’idea di una foresta, trascinando le persone in un mistico parco giochi natalizio.

Kerry James Marshall, Black Christmas, 2012. Inkjet print, 147.3 x 116.8 cm. Courtesy of the artist, Jack Shainman Gallery, NY, and Koplin Del Rio, CA
Kerry James Marshall, Black Christmas, 2012. Inkjet print, 147.3 x 116.8 cm. Courtesy of the artist, Jack Shainman Gallery, NY, and Koplin Del Rio, CA

Infine, un’immagine che spero ci faccia riflettere tutti in vista di un 2019 che sarà pieno di sfide per il nostro Paese. Sfide che dovremmo affrontare con in mente le parole di Nelson Mandela, il quale diceva, giustamente, che “coloro che affrontano i problemi con atteggiamento intollerante non sono adatti alla lotta”. Si tratta di Black Christmas, lavoro del 2012 di Kerry James Marshall, artista che utilizza la pittura, le installazioni scultoree e la fotografia per commentare la storia dell’identità nera negli Stati Uniti. Le sue immagini di paesaggi o di interni sono illuminate con luce nera e lasciano solo percepire i vari elementi, sempre pieni di riferimenti alla vita degli afro-americani. Nel caso di Black Christmas, ad esempio, vediamo sotto l’albero di Natale dei giocattoli disegnati negli anni ’50 per i soli bambini neri.

 

Buon Natale da Collezione da Tiffany

Nicola Maggi
Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura.
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3 COMMENTS

  1. FINALMENTE UN” VERO “ARTICOLO SU BURRI ! SEMPLICE, EQUILIBRATO,DOCUMENTATO .
    AVREI SOLO AGGIUNTO LA DEDICA DI UNGARETTI: AD ALBERTO BURRI TRA TUTTI I POETI CONTEMPORANEI IL PIU GRANDE.
    COMPLIMENTI!
    LUIGI AMADEI

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