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Londra: aste di marzo all’insegna di un riassestamento dei prezzi anche per l’ultra contemporaneo

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Quest’anno le aste a Londra sono partite con aspettative più basse, come suggeriva già il -26% nelle stime pre asta: rispetto ai 652 milioni di dollari dell’anno scorso, la stima totale (incluse day sale) era di 506 milioni di dollari, complici probabilmente i timori per gli effetti di Brexit che continuano a colpire il mercato UK, accompagnati al generale raissestaamento dei prezzi provato già nelle aste di New York.

Del resto molti artisti che avevano già superato il milione hanno del fatto poi fatica a confermare quelle cifre stellari raggiunte, e molti di questi (oggi soprattutto artiste donne) erano di fatto assenti in queste aste di Londra come nel caso di Christina Quarles, Jadé Fadojutim, Ángeles Agrela o Anna Weyant.

In generale, questa tornata di Londra conferma un riassestamento dei prezzi più vicino a quelli del primario per molti dei nomi ricorrenti nelle ultime aste dell’ultra contemporaneo, registrando perlopiù aggiudicazioni entro stima senza folli rialzi mossi da pura speculazione, che li rende come abbiamo visto non sempre sostenibili nel tempo. 

Tanti erano invece i nomi nuovi che le tre case d’asta hanno voluto introdurre per soddisfare la fame continua di novità dei collezionisti di oggi, come nel caso l’artista belga Ben Sledsens che, sebbene pressoché sconosciuto, con il suo  buon mix fra Schott Kahn e Nicholas Party  ha aperto la evening sale di Phillips raddoppiando la stima iniziale di £80,000/120,000 per atterrare a  £203.000.

Christie’s tra nuovi nomi in rialzo e l’arte del surreale

Come si sa, l’impossibilità di accesso nel mercato primario è oggi il principale stimolo per attivare una guerra di bid e rialzi del prezzo spesso sproporzionati.

Ne è da conferma la giovane Michaela Yearwood-Dan, che ha aperto la tornata nella Christie’s 20th/21st Century evening sale del 28 Febbraio con una stima massima di £60,000 più che triplicata con l’aggiudicazione finale di £580,000 (£730,000 con fee): dopo la mostra sold out da Marianne Boesky Gallery che ne ha annunciato a seguito la rappresentanza, un’ altra opera dell’artista era stata aggiudicata a $388,798 da Phillips a dicembre, seguita da un altro sold out di Tiwani Contemporary a questa Frieze Los Angeles.  

Michaela Yearwood Dan, love Me Nots, 2021 (Christie’s)

Altra star della serata è stata Caroline Walker, che ha raggiunto da Christie’s un nuovo record £680,000 con l’enigmatico The Puppeteer (2013) – subito seguita più o meno sullo stesso livello prezzo  con un’altra opera battuta per £622,300 da Sotheby’s la sera successiva.

Come prospettabile dopo la recente mostra sold out da Skarstedt, ha raddoppiato la sua stima iniziale anche Cristina Ban Ban aggiudicata a £163,80, mentre lo splendido ballo delle debuttanti di Claire Tabouret  è stato battuto per poco più di mezzo milione, da una stima di £250,000 /350,000. 

Bene anche qui le novità in asta (almeno per l’occidente) con l’artista cinese Liu Ye che ha più che raddoppiato la stima massima iniziale per finire a £3.1m con diritti tramite una specialista Christie’s di Hong Kong, a testimonianza di come l’Asia rimanga attiva e attenta anche nelle aste di Londra.

Liu Ye, The Goddess, 2018

Sembra perdere invece attrattiva il cosiddetto  bro-primitivism, dato che un artista come Robert Nava ha fatto fatica a superare i £100,000, ed è stato battuto alla fine per la stima minima di £120,000 (£151,200 with fees) nonostante una sua opera sia entrata pochi giorni fa anche nella collezione del LACMA, in aggiunta a molte altre collezioni museali di cui fa parte.A conferma, prezzi entro stima anche per Edgar Plans e Szablocs Bozò nelle day sale dei giorni successivi, mentre Jody Kerwick pare abbia perso del tutto il suo momento e sostenitori, essendo pressochè assente da queste aste se non con l’unica opera su carta invenduta da Sotheby’s day sale. 

La serata è proseguita per Christie’s con l’Arte del Surreale chiusasi con un valore totale finale di £ £38.9m e guidata da ben 25 lotti dalla straordinaria collezione accumulata dall coppia di San Francisco Gary and Kathie Heidenreich, Innamorandosi del movimento dopo un pranzo con Leonora Carrington (tot collezione £13.13m). Tra  gli highlights dell’asta René Magritte, Le retour (around 1950) è stato battuto quietamente a £6.1m con diritti su garanzia iniziale, o la sua Torre di Pisa ( Souvenir de voyage ) battuta a £5,5M. 

Sorprende che siano andate meno bene le potenti evasioni oniriche di Leonora Carrington aggiudicate entro stima nonostante il rapporto diretto della coppia con l’artista, mentre è andata invenduta la scultura monumentale di Jean Harp, probabilmente perchè edizione.

Fra i top lot della serata Gordina de Groot di Vincent van Gogh (1885), raffigurante una bracciante olandese che si dice l’artista avesse messo incinta: l’opera per la sua qualità museale vicina a quella del Van Gogh Museum ad Amsterdam è stata aggiudicata per £4.8m con diritti, il doppio della stima iniziale.

Altro top lot Pablo Picasso, Femme dans un rocking-chair (Jacqueline), con soggetto la sua seconda moglie e musa Jacqueline Roque: l’opera è stata aggiudicata per £16,892,000 giusto poche settimane prima del 50 anniversario della morte dell’artista.

Sorprese o aggiudicazioni degne di nota nella successiva Day Sale  il giorno dopo, dove l’orma inaccessibile nel primario George Rouy è stato venduto per £162.540 (stima 40.000/60.000); Jenna Gribbon, che dopo l’anno d’oro è salita a £80.000 da stima massima 50.000, mentre più quiet e a range prezzo sono rimaste Rebecca Ness ( £40,320  ) e Daniele Orchard (£30.240), forse anche a causa dell’ampia offerta di opere in secondario “privato” ad oggi. 

Uno scoppiettante New York pro Sothebie’s, fra esordi e conferme entro stima

Simili risultati nella Evening sale di Sotheby’s la sera successiva, dove la scoppiettante New Now ha chiuso a guanti bianchi eccedendo le prospettive iniziali con un totale di £13.7 milioni, a conferma di come rimanga forte il momentum soprattutto per l’ultra contemporaneo, sebbene anche qui il totale finale è stato  inferiore all’anno scorso anche per le stime anche qui più caute. 

Fra gli esordi in asta con notevole rialzi, era forse prevedibile visto gli ultimi shows sold out che il paesaggio dell’artista Emma Webster venisse aggiudicato per  £406,400, ben 6 volte la stima massima iniziale), mentre è stato forse più una sorpresa il risultato dell’italiano Guglielmo Castelli, volato a £203.200 (con diritti) da una stima £30,000 – 40,000: anche lui ora con lunghe liste d’attesa che ne rendono impossibile d’accesso in primario, Castelli è oggi uno degli artisti contemporanei emergenti con maggiore successo internazionale dopo il sold out del suo primo show da Mendes Wood nel 2021 seguito da quello a Paris+.

Star della serata è stata però l’artista svizzera Miriam Cahn, che dopo la Biennale e una serie di mostre museale come quella ora al Palais Tokyo, ha ufficialmente trovato dopo anni di pressoché oscurità il suo dovuto riconoscimento anche di mercato con un’opera del 2018 che ha triplicato la stima iniziale di £30,000 – 40,000 per essere aggiudicata a dopo una lotta di bid per più di 5 minuti a più di mezzo milione con diritti (£585.000). 

Si confermano prezzi stellari anche per il giovane indiano classe ‘97, Raghav Babbar volato a £ 609,600 da stima massima di £30,000 ma in linea con i + 600.000 USD raggiunti già da Phillips ad Hong Kong lo scorso dicembre, come poi anche il rialzo avuto sempre nelle aste in Asia per Kudzanai-Violet Hwami con l’opera del 2017 esposta nella sua prima personale a Londra aggiudicata a £152,400 con diritti (da stima £60,000 – 80,000). 

Non sono mancati i contemporanei da milione, come Michael Armitage venduto per ben £1,863,000 con diritti, la foresta di Nicholas Party £1,493,000 con diritti e il top lot dell’asta, il Cecily Brown da £3.4 milioni – l’artista avrà a breve una personale al MoMa di Nyc.

Bene anche opere monumentali più impegnative, come l’iconica Marquee di Philippe Parreno  ispirata ai cinema anni 50’ e  battuta per 160,000 GBP – l’opera proveniva dalla collezione di Alex Hank, figlio di Carlos Hank Rhon e fra i top 10 ricchi in Messico – come Artnet aveva rivelato pochi giorni prima; è andata invece solo per stima minima £ 40,000 l’opera di Leonardo Drew nonostante fosse stata esposta anche nell’ultima retrospettiva di Louise Nevelson alla Tate. 

Si è confermate in un riassestamento entro stima per le opere di artiste come Sarah Hughes, qui con un’opera messa in asta da tychon milionario di origine liibbanese ma base a Dubai Elie Khouri battuta a £420.000 (nonostante il suo record a $2.9 milioni), mentre è andata meglio per altre artiste donne diventate star solo più di recente come Ewa Juszkiewicz che è andata a ben £609.000 con diritti o  l’opera di Chloe Wise proveniente dal suo primo solo con la galleria Londra salita subito con interesse iniziale a 85.000 per chiudere a £152.600.

Prevedibile invece il buon risultato per Flora Yukhnovich con un’opera del 2019 che questa volta ha sfiorato il milione (£939,800 con diritti) in parallelo all’opera andata per 226,800 in day sale da Christie’s nonostante del 2019 e  le dimensioni 15 3/4 x 12in. 

Flora Yukhnovich, Sweeet Spot, 2019

A seguire per Sotheby’s la Contemporary & Modern auction che ha chiuso con un solido tot £172,6 milioni, con  risultati in linea con la sera prima da Christie’s.

L’asta è partita con un eclettico mix di una Barbara Kruger venduta in Asia a £889,000, una Femme endormie di Picasso aggiudicata quietamente entro stima, e un František Kupka che ha raddoppiato la stima iniziale volando a £4.6 milioni.

Entro stima anche altri Picasso nonostante l’anniversario della sua morte che aveva portato fortuna a Christie’s, come anche il Edvard Munch venduto da £16 milioni in risoluzione del caso di restituzione, dopo esser stato nascosto durante la guerra in un fienile in Norvegia per salvarlo dai nazisti. Sempre entro stima o poco superiori anche gli altri due Munch, curiosamente meglio l’albero di mele del 1928/29 premiato probabilmente dall’ottima provenienza e pubblicazioni (£ 1,379,000) mentre è andato a meno invenduto la poetica immagine di fanciulla in spiaggia, come sono andati invenduti il disegno di Schiele  e la coperta di Tracey Emin.

Star assoluta della serata è però stato il Wassily Kandinsky da £37 milioni, aggiudicato in un singolo bid al suo garante. 

Wassily Kandinsky, Murnau mit Kirche II (Murnau with Church II) (1910). Courtesy of Sotheby’s.

Nella day sale il giorno seguente un altro Kandinskij è stato aggiudicato sempre dalla casa d’asta per £1.7 milioni. 

Venduto a £24,179,000 dopo un’agguerrita guerra di bid soprattutto dall’Asia anche il monumentale Gerhard Richter Abstraktes Bild dell’86.

Gerald Richer, AbstraktesBild, signed Richter, 1986

Altri record della serata sono stati il lavoro su carta di Jenny Saville battuto a £571,500 e un ritmo circolare di Robert Delaunay da £7.2 milioni. 

Sotheby’s sembra invece aver lasciato il surrealismo alle prossime aste di Parigi, evitando la sfida aperta con l’offerta di Christie’s in tale segmento, mentre nella sua Day sale il giorno successivo i risultati più entusiasmanti sono stati registrati ancora una volta soprattutto da nomi emergenti in rialzo nel’ ultra contemporaneo come il Dominic Chambers al suo esordio in un’asta non Charity aggiudicato per £60,960 da stima £35,000/ 45,000: l’artista è una recente aggiunta della scuderia di Lehmann Maupin, oltre ad avere a garanzia di essere uscito dal programma di pittura di Yale.

Già più prevedibili invece i rialzi su Louis Fratino (£76.200 da 20.000/30.000), Lisa Yuskavage (£114,300 da £50.000/70.000) e Alex Katz  che inizia a vedere i risultati della retrospettiva dedicatagli al Guggenheim con Purple Ada che ha superato ampiamente la stima di £60.000/80.000 per atterrare a £254,000.

Bene anche per i Concetti Spaziali, Natura dorati di Lucio Fontana venduti a £152,600, mentre sono andati invenduti Michelangelo Pistoletto e Jannis Kounellis. 

Le artiste donne di oggi dominano da Phillips con nuovi record ma un’asta più contenuta

Nella serata del 2 Marzo un’altra asta dedicata dell’ultra contemporaneo ma più contenuta in numero di lotti (solo 23 lotti) per Phillips, chiusasi a guanti bianchi per un totale di £20.3 milioni  (32% in meno dell’anno scorso),  solo dopo il ritiro all’ultimo minuto di uno dei top lots della serata, un’opera astratta di Gerhard Richter dell’83.  

Anche per Phillips l’asta è stata dominata dai nomi più richiesti oggi e soprattutto da artiste donne, aggiudicate però perlopiù entro le stime come nel caso dell’opera Loie Hollowell a £635,000, di Claire Tabouret a £231,000, Sarah Hughes £533,000.  

Fra i rialzi più eclatanti nella serata: il Joe Mesler volato a mezzo milione (£522,400), l’orgoglioso ritratto Elliot della pittrice inglese Sarah Ball aggiudicato a £120,000 (stima £60,000/80,0000) mentre si conferma l’attenzione crescente anche per l’artista canadese Danica Lundy battuta per  £107,500 alla sua seconda apparizione in asta dopo un’aspra lotta di bids tra Cina e Canada: un’aggiudicazione che segna un nuovo record per l’artista dopo i £94.500 dello scorso ottobre da Christie’s Londra, sebbene in  linea con i nuovi prezzi di White Cube all’appena passata Frieze Los Angeles. 

Si conferma però come la vera regina di queste aste Caroline Walker, che dopo il record da Christie’s e il risultato in linea da Sotheby’s il giorno successivo, ne ha battuto subito un altro arrivando questa volta a sfiorare il milione con Threshold (2014) aggiudicato ad una signora in sala a ben  £927,000 da stima £150,000 – 200,000, dopo 11 minuti di bid e rialzi.

Bene anche qui per Cecily Brown che qui ha fatto £2.2 milioni, ma anche per opere più impegnative come la scultura di John Chamberlain aggiudicata a £1.3 milioni da stima massima £850.000, il Lamellen Relief di Heinz Mark del ‘61 proveniente dal Sammlung Lenz Schönberg (la più grande collezione di opere del gruppo ZERO) che ha fatto ben £381,000 e il monumentale Anselm Kiefer con 5 metri di  visione ultraterrena in Walhallaa,  comunque aggiudicato sopra stima per  £1,076,500.

Top lot della serata è stata l’opera di Willem de Kooning del 1984, battuta entro stima per £6 milioni.

A chiudere la tornata delle aste di Londra, nella Day Sale di Phillips risultati perlopiù prevedibili, con un’altra opera della sopracitata Michaela Yearwood-Dan che triplica le stime iniziali per essere aggiudicata a £220,000 o un altro George Rouy qui volato a £58,000 da stima £10,000/20,000, mentre risultati entro stima e senza fuochi d’artificio anche qui per artisti come Szabolcs Bozò, Edgar Plans ma anche Issy Wood e Anna Craven, che pare abbiano già perso in parte il loro momentum o semplicemente presenti con opere non particolarmente entusiasmanti e rilevanti.  

Si conferma estremamente attivo il mercato per artisti Coreani come Yun Hyong-Keun battuto a £110,000 da stima £50,000  -£70,000 dopo la personale da Zwirner a Parigi e il sold out a Frieze LA, mentre è  in continuo rialzo quello per Alighiero Boetti  con il dittico di arazzi Il Progressivo Svanir Della Consuetudine 32.5 x 36.1 cm ciascuno aggiudicato a £170.000 e un altro da 17cm per £38.000, ma bene anche per l’Ettore Spalletti rosa, che ha superato la stima massima iniziale venendo battuto a £90.000. 

Elisa Carollo
Elisa Carollo
Elisa Carollo è art advisor, curatrice e appraiser conforme alla normativa USPAP, con un focus particolare sull' arte contemporanea e ultracontemporanea. Ha conseguito un master in Art, Law and Business presso Christie's New York e un BA in Marketing e management delle industrie culturali e creative presso l'Università IULM di Milano. Lavora come consulente freelance per collezionisti, gallerie e artisti e collabora stabilmente con la Fondazione Imago Mundi di Treviso. Fa parte del gruppo curatoriale della Fondazione Quadriennale per il monitoraggio della scena artistica contemporanea italiana e dell'IKT (International Association of Curators of Contemporary Art). È parte del team della start-up Innextart. Fra le mostre organizzate, le prime personali in Italia di artisti come Kennedy Yanko, Veronica Fernandez, David Antonio Cruz e a curato a New York il programma del Pintô International.

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