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martedì, Settembre 27, 2022

Rubati più di 100 milioni di $ in NFT in un solo anno

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Non c’è successo che non porti con sé qualche rischio. Gli NFT, in questo, non fanno eccezione. Salutati, da molte parti, come un mezzo utile per superere i problemi di trasparenza e autenticità del mercato dell’arte, i Non Fungible Token sono oggi oggetto di numerose truffe perpetrate ai danni della “Comunità NFT” a cui sono stati sottratti beni per un valore complessivo di oltre 100 milioni di dollari. A lanciare l’allarme è la società di analisi londinese Elliptic che ha da poco pubblicato l’edizione 2022 del Rapporto: NFTs and Financial Crime. Money Laundering, Market Manipulation, Scams & Sanctions Risks in Non-Fungible Tokens

La società britannica, che dal 2013 si occupa di prevenire la criminalità finanziaria nelle criptovalute, ha analizzato oltre 80 truffe, tra le più significative segnalate sui social media da luglio 2021, per un totale di 17.789 NFT rubati e un valore complessivo di oltre 100 milioni di dollari.

Il più prezioso di questi è CryptoPunk #4324, venduto dai truffatori subito dopo il furto, il 13 novembre 2021, per 490.000 $. E il numero dei furti è in costante crescita con luglio 2022 che detiene il record degli NFT rubati (4.647) e maggio 2022 quello del valore più alto sottratto: 23.0 milioni di dollari.

“Collezioni di spicco come Bored Apes, Mutant Apes, Azuki, Otherside e CloneX costituiscono il grosso di valore perso a causa delle truffe – scrivono gli analisti di Elliptic – Insieme, queste cinque raccolte costituiscono oltre i due terzi del valore NFT rubato da luglio 2021“.

Principalmente, mettono in guardia gli autori del rapporto, si tratta di truffe effettuate con la tecnica del cosiddetto phishing (51.5%, $35.7m) attraverso il quale i “ladri” inducono i proprietari di NFT a condividere volontariamente l’accesso ai loro NFT o al loro wallet. Spesso si tratta di criminali che imitano famose piattaforme di cripto-arte o addirittura falsificano NFT. 

Il catalogo delle tecniche di truffa è però molto ampio e, come si legge nel rapporto, “varianti più sofisticate – come i collegamenti di phishing implementati attraverso account social di popolari progetti NFT – sono in costante aumento”. Secondo gli analisti dal luglio 2021 sono sati circa 5.000 gli NFT sottratti in questo modo e solo nell’ultimo anno un quarto delle truffe è avvenuto tramite questa modalità .

Basti pensare che tra il primo e il secondo trimestre di quest’anno, il valore degli NFT rubati attraverso le truffe sui social media è cresciuto addirittura del +386%, passando da un valore di 3.2 milioni di dollari a 15.4 milioni. Una spiegazione a questo trend è attribuibile, secondo gli autori del rapporto, alla “crescente disponibilità di malware su misura in grado di aggirare l’autenticazione a più fattori”.

Gli NFT sottratti vengono poi rimessi sul mercato questi istantaneamente dai truffatori che cercano di venderli a prezzi minimi, in modo che vengano acquistati dai Bot che i trader più esperti utilizzato per rilevare e comprare automaticamente qualsiasi NFT elencato a prezzi competitivi.

Questo consente agli autori delle truffe di liberarsi della refurtiva prima che le vittime abbiano il tempo di accorgersi del furto e di poterlo segnalare alle ripettive piattaforme, affinché l’NFT venga bloccato o cancellato. Tutto ciò, scrivono da Elliptic, fa sì che gli NFT rubati costituiscono un vero e proprio mercato a se stante a cui guardano con un certo interesse anche i trader più spregiudicati che mirano a guadagni rapidi.

La maggior parte dei truffatori (52.4%) preferiscono, invece, sfruttra i servizi di mixaggio di criptovalute, come Tornado Cash, che “consentono ai proprietari di criptovalute di proteggere il loro anonimato mescolando le tracce consequenziali di informazioni sulle singole operazioni registrate grazie alla tecnologia blockchain”, come spiega efficacemente Roberto Culicchi, sulle pagine di Agenda Digitale in un articolo del 12 agosto scorso, in cui viene riportata la notizia che il Governo Usa ha proibito proprio l’uso di tale servizio.

Secondo l’Office of Foreign Assets Control (OFAC) il servizio di mixing rappresenterebbe “una minaccia significativa per la sicurezza nazionale” degli Stati Uniti. Tanto che, come scrive Silvana Simbolo su the Cryptonomist, pochi giorni fa sembra sia stato arrestato in Olanda uno dei suoi sviluppatori.

Secondo il Financial Advanced Cyber Team (FACT) del  Fiscal Information and Investigation Service (FIOD) dei Paesi Bassi, si legge in fatti nell’articolo, Tornado Cash è accusato di riciclaggio di denaro e di nascondere flussi di denaro criminali su larga scala, compresi i furti online di criptovalute (i cosiddetti crypto hack e truffe)”. Nello specifico sembra che “sia stato utilizzato per riciclare i fondi rubati attraverso hacking da parte di un gruppo ritenuto associato alla Corea del Nord”. 

Nonostante le notizie allarmanti e tornando al Report di Elliptic, “la maggior parte dei tentativi di truffa – scrivono gli analisti della società londinese – sono facilmente identificabili e non provocano vittime“. Nonostante questo, “tutto ciò sta avendo un impatto sproporzionato sulla reputazione del settore e mina la qualità dell’esperienza degli utenti legittimi”. “L’abbondanza di queste truffe – si legge ancora nel rapporto – ha contribuito ad un livello tale di paranoia, isteria ed estrema cautela che potrebbe influenzare in modo significativo il mercato degli NFT“.

Per questo, scrivono gli autori, il mercato – regolatori, mercati, sviluppatori di progetti, trader NFT e influencer – “deve essere proattivo nella gestione della situazione, per mitigare questi rischi e problemi ripetitivi e non danneggiare un mercato che dall’estate del 2021 è cresciuto notevolmente, con vendite medie giornaliere che superano i 50 milioni di dollari e oltre 17.7 miliardi di NFT venduti nel corso dell’anno, con un aumento di oltre il 200% rispetto al 2020.

Nicola Maggi
Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura.
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