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Speculazione e guerre “spaventano” il mercato

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Con molta probabilità il 2014 sarà un nuovo anno record per il mercato dell’arte. Nel primo semestre dell’anno, secondo i dati divulgati da ArtPrice, il fatturato delle aste ha toccato, infatti,  i 7.1 miliardi di dollari. Un miliardo in più rispetto allo stesso periodo del 2013 e superiore di ben 5.2 milardi rispetto al primo semestre del 2004. Una crescita impressionante, + 17% in un anno e +275% in un decennio, che ora potrebbe essere messa a repentaglio da due “nemici”: la speculazione e il deteriorarsi del clima geo-politico con particoalre riferimento, ovviamente, a Ucraina e Medio Oriente. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto di ArtTactic sulla fiducia, da parte degli operatori, nell’andamento mercato dell’arte.

Il trend del mercato dell'arte nei prossimi 6 mesi secondo le previsioni degli esperti di settore (Fonte: ArtTactic)
Il trend del mercato dell’arte nei prossimi 6 mesi secondo le previsioni degli esperti di settore (Fonte: ArtTactic)

Se la maggior parte degli operatori, nonostante i vari timori, credono che nei prossimi 6 mesi il mercato dell’arte avrà, complessivamente, un andamento positivo, questa fiducia è calata del 6% rispetto a gennaio. Una flessione che si registra in tutte le categorie del mercato dell’arte anche se, in linea di massima, si continua a guardare in modo positivo al futuro, tanto che  l’attesa generale è di un trend positivo che perdurerà anche per tutto il primo semestre del 2015. A rendere meno certo il risultato, un +12.3% nel timore della speculazione: in una scala da 1 a 10, il 75% degli operatori intervistati ha fissato a 7 il suo livello attuale. Come dire che gli esperti sono molto preoccupati dal fatto che gli investitori a breve termine e gli speculatori stiano gonfiando artificialmente i prezzi nel mercato dell’arte contemporanea.

L'andamento dell'Art Market Confidence Indicator dal 2005 ad oggi (Fonte: ArtTactic)
L’andamento dell’Art Market Confidence Indicator dal 2005 ad oggi (Fonte: ArtTactic)

Non a caso, d’altronde, la fiducia cresce, principalmente, nei confronti della fascia medio-bassa (50.000-100.000 $) che con un +22.4% vede il suo indice salire al livello della fascia alta del mercato. «La crescente polarizzazione intorno ad alcuni artisti e il divario in valore tra questi e molti dei loro coetanei – spiegano gli esperti di ArtTactic -, sta guidando il mercato alla ricerca di un valore relativo e di nuove opportunità tra artisti sia con una carriera già consolidata o tra quelli emergenti di nuova generazione, come David Ostrowski, Lucien Smith o Wade Guyton».

Nicola Maggi
Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura.
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Il mercato sta diventando “uno spettacolo di potere privato per un gruppo molto ristretto di persone molto ricche”. I prezzi delle aste di Sotheby's, Christie's e Phillips sono sostenuti dalle garanzie fornite da terzi, o dalle case d'asta, o addirittura dagli stessi proprietari delle case d'asta. Gira voce per esempio che Francois Pinault, proprietario di Christie's, sia stato l'acquirente di molte opere alle sue stesse aste. E un’indagine (Le Monde) ha rivelato che Patrick Drahi, miliardario proprietario di Sotheby's, ha aggirato il fisco acquistando opere nella sua stessa casa d’aste. Il mercato è in crisi. "E se i più ricchi del mondo fossero diventati così ricchi che in realtà non gli importa se devono pagare troppo per l'arte? E se volessero solo continuare a giocare a questo gioco? Il mercato dell'arte non avrebbe problemi. Ma la società sì."

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