The Others: identità, distanza e riconoscimento nella contemporaneità

del

Dal 30 aprile al 28 giugno 2026, gli spazi di Filanda a Trissino (VI) ospitano The Others, un progetto espositivo a cura di RARE in collaborazione con Fondazione PL24. La mostra si configura come un’indagine articolata sul concetto di alterità, interrogando una domanda tanto semplice quanto irrisolta: chi sono gli altri per noi?

L’esposizione riunisce artisti di primo piano della scena internazionale – tra cui Adel Abdessemed, Francisco Goya, Max Klinger, Jannis Kounellis, Ana Mendieta, Susana Pilar, Gerhard Richter, Pipilotti Rist, Mimmo Rotella e Arcangelo Sassolino – costruendo un dialogo tra epoche, linguaggi e sensibilità differenti. In questo intreccio, l’alterità diventa una condizione esperienziale, che si manifesta attraverso forme visive, gesti e narrazioni.

Chi sono “gli altri”? Identità, confini e relazioni nella contemporaneità

Arcangelo Sassolino, ​​Who’s there?, Hamlet, Act I, Scene I, 2021, specchio, sistema elettrico e acciaio, 492x22x213 cm Courtesy the artist and Galleria Continua

Il progetto prende avvio da una riflessione fondamentale: l’identità non si costruisce in isolamento. Al contrario, si definisce nel confronto con ciò che percepiamo come altro da noi – nelle relazioni, nei conflitti, nelle prossimità. Gli “altri” appaiono inizialmente come estranei, talvolta incomprensibili, ma è proprio attraverso il loro sguardo che iniziamo a riconoscerci. In questo senso, la mostra mette in discussione i confini storici, politici e culturali tra il familiare e l’estraneo, evidenziando quanto questi limiti siano spesso mobili e negoziabili.

Un elemento centrale della riflessione è il tema del dolore e della vulnerabilità condivisa. Gli atti di violenza rendono visibile una condizione comune di fragilità. Guardare il dolore degli altri significa confrontarsi con la propria responsabilità e con la possibilità di riconoscere nell’altro una vita esposta alla stessa precarietà. In questa prospettiva, l’alterità diventa spazio di riconoscimento reciproco.

Eventi e programma pubblico: performance e cinema

Ana Mendieta, Silueta de Arena, 1978, super 8mm film transferred to HD digital media, color, silent; 1min. 33 sec., edition of 8 plus 3 artist’s proofs
Credit: ©The Estate of Ana Mendieta Collection, LLC. Licensed by Artists Rights Society (ARS), New York. Courtesy Marian Goodman Gallery

All’interno del programma espositivo, un momento significativo è rappresentato dalla performance Self-studies di Susana Pilar, prevista per il 9 maggio 2026 alle ore 19. Il lavoro dell’artista esplora il corpo e l’identità come territori attraversati da tensioni sociali e politiche.

Parallelamente, il progetto si estende oltre la dimensione espositiva. Massimo Bartolini presenta Il buono e il cattivo, iniziativa promossa da Associazione Arte Continua nella casa circondariale di Sollicciano, sottolineando il ruolo dell’arte come strumento di relazione e trasformazione sociale. Inoltre, Wang Bing è protagonista di Cinema Filanda, con una rassegna che accompagna l’intera durata della mostra, ampliando la riflessione sull’alterità attraverso il linguaggio cinematografico.

Filanda Trissino: rigenerazione industriale e centro d’arte contemporanea

Adel Abdessemed, Politics of the studio, Out, out, brief candle, 2020, 4k video projection, color, sound stereo, 9 sec. (loop), dimensions vary (aspect ratio 16:9)
Courtesy the artist and Galleria Continua

Il contesto che accoglie The Others è esso stesso parte integrante del progetto. Filanda nasce dalla rigenerazione dell’ex Filanda Bocchese, trasformata in uno spazio dedicato alla ricerca artistica contemporanea. Qui convivono pratiche diverse in un ecosistema che mette in relazione arte, impresa e comunità. La direzione artistica affidata a RARE sviluppa un approccio che intreccia sostenibilità, territorio e sperimentazione.

Fondata nel 2024 dall’imprenditore vicentino Lino Dainese, la Fondazione PL24 sostiene progetti capaci di ridefinire il rapporto tra spazio, cultura e formazione. In questo quadro, The Others si inserisce come un dispositivo critico capace di attivare domande urgenti sul presente.

Guardare gli altri significa inevitabilmente guardare anche noi stessi. In un tempo segnato da divisioni e polarizzazioni, la mostra invita a sostare in uno spazio incerto dove distanza e prossimità si intrecciano, aprendo alla possibilità di una comprensione più profonda e condivisa dell’esperienza umana.

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