Il Microfonino
Il microfonino…
il microfonino è una delle piaghe dell’arte contemporanea .
Almeno nel mondo dell’informazione culturale social. Appena prendi in mano un microfonino ti si installa il chip della nozionistica. Scatti su di una cattedra immaginifica e zac, sei lì a spiegare al mondo cose che il mondo non ti ha chiesto.
Non puoi farci niente: inizi automaticamente a girare un clippino. Con voce impostata e il sorrisetto di chi, mettendoti una mano sulla testa, ti erge a suo discepolo, inizi a trapanare gli zebedei dimostrando quanto la cultura ti appartenga e quanto tu appartenga a lei. Un legame imprescindibile, almeno per te.
Stili subito le 5 cose da sapere sul surrealismo, i musei del chissenefrega da vedere, gli ex problemi di prostata di Picasso mentre dipingeva Guernica, la ricerca del performer del ’93, sparito dai radar nel ’94, di cui la scomparsa non è un mistero ma una spiegazione.
Un sapere tronfio di nulla che, più che dare voce alle cose, dà voce a noi portatori sani di microfonino.
Io sono ancora alla versione boomer: uso quello delle cuffie degli AirPods 2005… ma ora me lo compro anche io il microfonino, quello coi peli. Chissà mai che la mia voce da annunciatrice possa essere disturbata da raffiche di vento in casa.





