Dal 14 marzo, Vento Blu Art Gallery schiera Liu Bolin, Gehard Demetz e Vito Difilippo in un dialogo serrato sulla vulnerabilità contemporanea.
Il panorama artistico attuale sembra ritrovare oggi un’urgenza necessaria nelle narrazioni che sanno coniugare un’estetica rigorosa a una riflessione sociale profonda. In questo solco si inserisce “NOWAR”, la collettiva che inaugurerà il prossimo 14 marzo 2026 presso Vento Blu Art Gallery di Polignano a Mare. Non si tratta di una semplice esposizione tematica sul conflitto, quanto piuttosto di un dispositivo critico che mette a confronto ricerche estetiche differenti per provenienza geografica e approccio formale: Liu Bolin, Gehard Demetz e Vito Difilippo. Il titolo stesso si configura come una presa di posizione che attraversa il presente, interrogando la guerra nelle sue declinazioni sistemiche e simboliche: dall’annullamento dell’identità alla tensione tra individuo e struttura sociale.
Il cuore della mostra batte attorno al concetto di “sparizione come gesto politico”, incarnato dalle opere di Liu Bolin. L’artista cinese, noto globalmente per la sua capacità di farsi invisibile, porta in Puglia la sua celebre pratica della mimetizzazione. Attraverso la fotografia, Bolin trasforma la performance in una testimonianza di resistenza: il corpo, dipinto meticolosamente fino a confondersi con l’ambiente, diviene superficie di denuncia e atto di disobbedienza silenziosa. Qui, l’individuo non è annientato ma trasformato in archivio del presente; l’artista si fa paesaggio e memoria, invitando lo spettatore a un esercizio necessario di attenzione e consapevolezza in un tempo segnato dalla saturazione dello sguardo.
Accanto all’invisibilità di Bolin, la mostra propone la densità materica di Vito Difilippo. Le sue tele e le sculture in pietra della serie “Sassi” offrono un contrappunto visivo fondamentale. Se Bolin lavora sulla sottrazione, Difilippo opera per espansione: le sue crepe nelle pietre murgiane non sono segni di cedimento, ma luoghi generativi. La pittura si configura come materia viva, attraversata da forme organiche che evocano un paesaggio interiore radicato nel territorio e proiettato in una dimensione universale. La contaminazione tra naturale e artificiale diventa qui una cifra strutturale, restituendo un’estetica della coesistenza in cui la fragilità e la forza coesistono nello stesso frammento lapideo.
Il percorso si completa con le sculture lignee di Gehard Demetz. Le sue figure, sospese tra l’infanzia e la perdita, emergono come presenze trattenute, colte in un momento di silenziosa intensità. Demetz riesce a privare il tema dell’infanzia di ogni componente nostalgica, trasformandola in una soglia, uno stato di passaggio in cui identità e vulnerabilità si intrecciano. Il legno, con le sue venature e cicatrici naturali, dialoga con la precisione della forma levigata, generando un equilibrio sottile tra controllo e imprevedibilità. In questa tensione trattenuta si manifesta la capacità dell’artista di rendere visibile il rimosso, ciò che normalmente resta sotto la superficie della coscienza.
Vento Blu Art Gallery, Via Conversano 14, Polignano a Mare (BA)
Dal 14 marzo – 30 aprile 2026





