Mattia Moreni, l’ultimo atto: il genio che ha scosso il Novecento torna in Romagna

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Entra nella sua fase culminante la più ampia antologica mai dedicata a Mattia Moreni (1920-1999), protagonista inquieto e radicale dell’arte italiana del secondo dopoguerra. Il progetto, dal titolo “Dalla formazione a ‘L’ultimo sussulto prima della grande mutazione’” e curato da Claudio Spadoni, si sviluppa come un percorso diffuso tra cinque città della Romagna, attivo fino a maggio 2026. Un’operazione promossa dall’Associazione Mattia che non solo celebra il legame viscerale dell’artista con il territorio, ma ne ribadisce la statura internazionale.

Dopo l’apertura nell’autunno 2025, il ciclo espositivo ha già coinvolto le sedi di Bagnacavallo, Forlì e Santa Sofia, dove si sono concluse a gennaio le mostre dedicate rispettivamente agli esordi post-cubisti, al celebre ciclo delle “Angurie” e agli Autoritratti. Questo primo capitolo ha permesso di tracciare l’evoluzione iniziale dell’artista, mettendone in luce la precoce autonomia linguistica e quella materia ribollente che lo avrebbe reso un punto di riferimento per l’Informale europeo.

Mattia Moreni_Umanoide tutto computer via internet, 1996_250x200 cm_Collezione privata

Ora il progetto prosegue con le due tappe conclusive, attualmente in corso e centrali per il mercato e la critica. A Bologna, il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna ospita fino al 17 maggio 2026 una mostra che rievoca la storica personale del 1965 curata da Francesco Arcangeli, momento chiave per il riconoscimento istituzionale di Moreni. Parallelamente, al MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna, si indaga l’ultimo ventennio di ricerca con la mostra “Dalla regressione della specie all’umanoide”, curata da Serena Simoni e aperta fino al 3 maggio 2026. Qui, una trentina di grandi opere testimoniano il passaggio di Moreni verso una visione profetica e perturbante, dove la pittura si intreccia con i suoi scritti teorici.

Nato a Pavia nel 1920 ma romagnolo d’adozione, Moreni ha attraversato le principali correnti del Novecento senza mai farsi imprigionare da alcuna scuola. Già negli anni Cinquanta, critici come Michel Tapié e Pierre Restany ne avevano intuito il valore dirompente. Oggi, questa antologica rappresenta un’occasione concreta per rileggere l’intero percorso dell’artista con sguardo unitario: non una semplice celebrazione, ma una vera operazione critica sostenuta da prestigiosi collezionisti privati e documentata dal catalogo di Dario Cimorelli Editore. Un appuntamento necessario per riscoprire un autore che, con decenni di anticipo, ha saputo dipingere le trasformazioni e le crisi dell’uomo contemporaneo.

Mattia Moreni_Un’anguria della bassa nel campo, 1965_130x162 cm_Collezione privata
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