Martedì 26 maggio, nella cornice di Castel Mareccio, torna la Bozner Kunstauktionen con la sua 49ª edizione. La storica casa d’aste altoatesina presenterà oltre 500 lotti suddivisi in due sessioni, dedicate rispettivamente al modernismo internazionale e all’arte tirolese tra XVIII e XXI secolo. L’appuntamento prenderà il via alle ore 15 con il catalogo rivolto all’arte moderna, contemporanea e al design, mentre dalle 17.30 spazio alla produzione artistica legata all’area alpina e mitteleuropea.
L’impianto dell’asta conferma una linea curatoriale ormai consolidata: accostare nomi storicizzati del Novecento italiano e internazionale a opere legate al territorio del Tirolo storico, mantenendo una proposta ampia sia dal punto di vista cronologico sia per fasce di mercato.
Il Futurismo e l’aeropittura di Tullio Crali
Tra i lotti più attesi figura “Pattuglia Aerea” del 1933 di Tullio Crali, proposto con base d’asta di 40mila euro. L’opera appartiene alla prima fase aeropittorica dell’artista e testimonia quella ricerca visiva sul dinamismo e sulla visione dall’alto che caratterizzò il Futurismo degli anni Trenta. La composizione richiama, per sintesi formale e costruzione spaziale, alcune soluzioni sviluppate da Gerardo Dottori.
Accanto a Crali compaiono anche lavori di Fortunato Depero e Ivanhoe Gambini. Di quest’ultimo viene segnalato “Il giocatore di Hockey”, con base d’asta di 18.500 euro. Gambini è stato recentemente incluso nella mostra “Giochi Olimpici nell’arte”, allestita a Bolzano durante il periodo delle Olimpiadi Milano-Cortina, a conferma di una rinnovata attenzione critica verso la sua produzione.
Piero Dorazio e la pittura astratta italiana
Tra i top lot dell’asta compare “Meta VI” di Piero Dorazio, presentato con una base di 50mila euro. L’opera si inserisce nella lunga ricerca dell’artista sul colore e sulle strutture reticolari della pittura astratta italiana del secondo Novecento.
La presenza di Dorazio rafforza il segmento dedicato all’astrazione europea e internazionale, in dialogo con autori come Gotthard Graubner, A. R. Penck e Zoran Mušič, nomi che negli ultimi anni hanno mantenuto una buona continuità nel mercato secondario europeo.
Warhol, Mapplethorpe e Sol LeWitt
La sezione internazionale include anche due litografie di Andy Warhol tratte dal portfolio “A la recherche du shoe perdu”, serie dedicata a sedici scarpe femminili associate a figure celebri. Il titolo cita apertamente l’universo letterario di Marcel Proust, elemento che rende il portfolio uno dei lavori più riconoscibili della produzione grafica di Warhol. Le due opere saranno battute con base d’asta di 4mila euro.
Per la fotografia contemporanea è presente Robert Mapplethorpe con uno scatto raro realizzato all’aperto, proposto a 15mila euro. L’autore americano è ricordato anche per il rapporto con l’Italia e con la scena artistica napoletana legata a Lucio Amelio, che nel 1983 ospitò una sua celebre esposizione.
In catalogo compare inoltre un “Cubo” del 1982 di Sol LeWitt, con base d’asta di 5mila euro. L’opera richiama direttamente la ricerca seriale e modulare dell’artista minimalista, che sviluppò un rapporto duraturo con la città di Spoleto e con la scena artistica italiana degli anni Ottanta.
La scultura italiana del secondo Novecento
Ampio spazio anche alla scultura italiana del dopoguerra. Tra i lavori segnalati figura “Fuori serie in grigio rosso” del 1951 di Nino Franchina, con base d’asta di 6mila euro. L’opera si colloca nel percorso di rinnovamento della scultura astratta italiana del secondo dopoguerra, in un clima culturale influenzato anche dalla lezione di Constantin Brâncuși.
Più alta la valutazione per “Gravoure noire” del 1994 di Pier Paolo Calzolari, proposta con base di 50mila euro. La presenza di Calzolari consolida l’attenzione della casa d’aste verso gli artisti riconducibili all’Arte Povera e alle ricerche concettuali italiane.
La sessione dedicata all’arte tirolese
La seconda parte dell’asta, prevista dalle 17.30, sarà invece focalizzata sull’arte tirolese e mitteleuropea. Il catalogo comprende dipinti, stampe e arti applicate dal XVIII al XXI secolo, con particolare attenzione ad Alto Adige, Tirolo, Trentino e Vienna.
Tra i nomi presenti figurano Franz von Defregger, Leo Putz, Carl Moser e Oskar Kokoschka, con una selezione che attraversa paesaggismo, grafica e prime stampe novecentesche.
Per il secondo dopoguerra trovano spazio autori come Gerhild Diesner, Hans Ebensperger, Peter Fellin, Karl Plattner, Hans Staudacher e Max Weiler.
Proprio di Weiler sarà battuto uno dei pezzi più particolari dell’intera vendita: un “Bracciale in oro e pietre semipreziose”, realizzato nel 1960 su disegno dell’artista, con base d’asta fissata a 13mila euro.
Con questa 49ª edizione, la Bozner Kunstauktionen conferma dunque un catalogo orientato a un collezionismo trasversale, dove il dialogo tra arte italiana del Novecento, avanguardie internazionali e cultura figurativa mitteleuropea continua a rappresentare il principale tratto distintivo della vendita bolzanina.









