VENEZIA – Nel panorama dei grandi eventi collaterali della 61. Esposizione Internazionale d’Arte, un annuncio cattura l’attenzione: Leandro Erlich approda al Negozio Olivetti di Piazza San Marco. La mostra, intitolata Hybrids e curata da Marcello Dantas, aprirà i battenti il 9 maggio 2026, promettendo di essere uno dei punti focali del mercato e della critica in laguna.
L’operazione, nata dalla sinergia tra l’Associazione Arte Continua, il FAI e il supporto strategico di Galleria Continua, non è solo un evento espositivo, ma un sofisticato dialogo tra l’estetica dell’inganno di Erlich e il rigore architettonico di Carlo Scarpa. Per Erlich, artista che ha polverizzato record di presenze al Palazzo Reale di Milano e nei musei di mezzo mondo, si tratta di un ritorno coerente alla sua ricerca sulla “fisiologia nascosta” delle cose.
L’estetica dell’ibrido: oltre la scultura
Il percorso espositivo si snoda attraverso circa venti sculture, molte delle quali inedite, che sfidano la tassonomia tradizionale. Erlich presenta organismi impossibili: farfalle con ali-orecchie (Papillon, 2021), cervelli-lumaca scolpiti nel pregiato marmo bianco di Carrara (Caracol, 2021) e alberi che terminano in piedi umani (Pies Tronco, 2021).
Queste opere non sono semplici divertissement surrealisti. Come sottolineato dalla curatela, riflettono una visione dell’arte come forza evolutiva attiva. Nel mercato attuale, dove l’arte concettuale “esperienziale” detiene una quota crescente di interesse, Erlich si posiziona come un blue chip capace di coniugare la profondità del messaggio con una notevole forza estetica e materica. L’uso di materiali nobili e complessi – dal bronzo al vetro extra-chiaro, dalla ceramica alla resina con sabbia – conferma la solidità della sua produzione.

Il dialogo con l’eredità Olivetti
Il valore aggiunto di Hybrids risiede nella sede: il Negozio Olivetti. Questo spazio, monumento nazionale e capolavoro di Scarpa, incarna l’idea di un’estetica che si fa etica e cultura d’impresa. L’inserimento delle sculture di Erlich in questo contesto non è invasivo ma strutturale. Opere come White Coral (2025) e Pixel Tree (2026) creano un parallelismo tra crescita organica, morfologia urbana e linguaggio digitale, temi carissimi alla visione d’avanguardia di Adriano Olivetti.
Leandro Erlich continua a essere un artista “da record”, mantenendo un rigore concettuale. La presenza di opere come Maison Fond (2022) o la monumentale ricerca tessile Soprattutto (2020) dimostra la versatilità di un autore che sa muoversi tra la dimensione pubblica e quella intima della scultura da cavalletto.
Titolo: Hybrids. Leandro Erlich al Negozio Olivetti
Curatela: Marcello Dantas
Date: 9 maggio – 22 novembre 2026





