Si apre il 1° aprile 2026 la nuova asta di Fotografia di Finarte, una tornata unica di 235 lotti che celebra i grandi maestri italiani e internazionali attraverso un catalogo ampio e rigorosamente curato. Dagli internazionali Steve McCurry, David LaChapelle, Nick Brandt, Hiroshi Sugimoto e Francesca Woodman, agli italiani Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Gabriele Basilico e Franco Fontana per citarne solo alcuni. L’appuntamento si presenta come un vero viaggio nella storia della fotografia, tra linguaggi, tecniche e visioni che attraversano il Novecento fino alla contemporaneità.
Ad aprire simbolicamente la vendita è Luigi Ghirri, figura centrale della fotografia italiana, il cui sguardo poetico e anti-retorico sul paesaggio continua a influenzare intere generazioni. Le sue immagini, sospese tra realtà e rappresentazione, restituiscono un’Italia intima e concettuale, lontana da ogni narrazione convenzionale, come vediamo, ad esempio, nel lotto 11 “Portfolio Comune di Modena” (1975/1980; stima € 6.000 – 8.000).

Stampa cibachrome vintage, stampata 1991_cm 30,5 x 45,6_Titolata, firmata e datata a penna nera al verso con timbro a secco del fotografo sull’immagine_Stima € 2.500 – 3.500_Base d’asta € 2.400
Accanto a lui, un importante nucleo di opere di Franco Fontana mette in dialogo i celebri paesaggi degli anni Settanta, costruiti come campiture cromatiche astratte, con visioni urbane più teatrali e contemporanee. Tra queste spicca il lotto 18, Paesaggio (1987), stimato €2.500–3.500.

Stampa alla gelatina ai sali d’argento, stampata anni 1960_cm 20,2 x 25,7 (cm 16,2 x 24 immagine)_Timbro del fotografo al verso _Stima € 2.000 – 3.000_Base d’asta € 2.000
Il catalogo si arricchisce di capolavori della fotografia internazionale, come Valencia, 1933 di Henri Cartier-Bresson (lotto 30, stima €2.000–3.000), esempio emblematico del suo “momento decisivo”, e Feeding poor Orphans di Dorothea Lange (lotto 54, stima €2.500–3.500), potente testimonianza sociale.
Non mancano autori fondamentali del secondo Novecento, come Gianni Berengo Gardin con Milano, 1988 (lotto 41, stima €2.200–2.800) e Elliott Erwitt con Provence, 1955 (lotto 181, stima €4.000–6.000), capace di coniugare ironia e profondità narrativa.

Stampa successiva alla gelatina ai sali d’argento_cm 50×39,5 (cm 45,4×30,8 immagine)_stima 4.000-6.000_base d’asta 3.500
Un’asta che conferma la fotografia come linguaggio centrale del collezionismo contemporaneo, capace di unire memoria, estetica e visione critica del reale.




