Milano si prepara a riabbracciare uno dei suoi spazi storici, l’ex Cinema De Amicis, che dal 10 aprile 2026 diventerà il nuovo quartier generale di Kruso Art. Un’inaugurazione che coincide con un’asta dal forte valore simbolico e l’arrivo di Jacopo Antolini alla guida del dipartimento di arte moderna e contemporanea.
Il mercato dell’arte milanese segna un punto a favore della rigenerazione urbana. Kruso Art, la casa d’aste del gruppo Kruso Kapital S.p.A., ha scelto il cuore pulsante del centro storico per la sua nuova casa: l’ex Cinema De Amicis. Dopo un meticoloso lavoro di riqualificazione, questo spazio restituito alla città non sarà solo un luogo di vendita, ma un hub culturale dove la storia architettonica incontra le dinamiche del collezionismo globale.
Il debutto: “Ciak si colleziona”
Il battesimo del fuoco per la nuova sede avverrà mercoledì 15 aprile con la vendita “CIAK SI COLLEZIONA: l’arte contemporanea di domani”. Si tratta della prima Single-Owner Sale della maison: 54 lotti provenienti da un’unica, raffinata collezione privata italiana. Non una semplice dispersione, ma il racconto coerente di un “attivista culturale” che ha saputo guardare oltre il presente, intercettando opere di artisti come Remy Zaugg, Markus Oehlen e Giuseppe Stampone.
L’intervista: Il “regista” Jacopo Antolini
Ad orchestrare questo nuovo corso è Jacopo Antolini, veterano del settore con vent’anni di esperienza, chiamato non solo a dirigere il dipartimento di arte moderna e contemporanea, ma a coordinare l’intera visione della maison.
In cosa consiste concretamente il lavoro di un capo dipartimento in una casa d’aste? Arriva in ufficio al mattino e.… da cosa inizia? cosa riporta la sua agenda?
J. Antolini: «Il mio ruolo può ricordare quello di un regista che deve riuscire ad ottenere il meglio da ogni interprete rispettando i tempi, i ritmi e la sceneggiatura del film. La giornata inizia con un buongiorno e un caffè con i colleghi, dopodiché parte il Tetris degli impegni. Se la mia agenda fosse un’opera d’arte, sarebbe come un Vasarely su cui è intervenuto Twombly. Come direbbero Hastings e Meyer, nel mio lavoro “l’unica regola è che non ci sono regole”.».
Quanto conta l’intuizione personale e quanto lo studio e la ricerca nella sua professione?
J. Antolini:«L’intuizione è importante ma anche sopravvalutata. Lo studio e la ricerca sono invece imprescindibili».
Il 15 aprile Kruso Art inaugura la nuova sede con una Single Owner Sale: cosa rende speciale questo tipo di asta?
J. Antolini: «A differenza di quelle ordinarie, questa tipologia di aste non è una mera raccolta, più o meno ordinata e coerente, di opere. Ha una componete narrativa, inevitabilmente autobiografica, che consente di guardare oltre la singola opera, alla ricerca della trama di relazioni che hanno costituito nel tempo la collezione.»
D: Quando si lavora a una collezione proveniente da un unico proprietario, cosa si scopre della personalità del collezionista?
J. Antolini: «In questi casi il collezionista ha un ruolo attivo nella preparazione dell’asta e il rapporto che si instaura è molto più articolato e profondo del normale. La relazione che ne consegue implica un suo coinvolgimento, anche emotivo, che può far emergere aspetti peculiari o bizzarri della sua personalità.».
I Top Lot sotto i riflettori

L’asta vanta una selezione che coniuga nomi internazionali e gemme del contemporaneo italiano. Spicca il top lot di Remy Zaugg, De la cécité, mais/moi/je te/vois (stima € 25.000–30.000), esempio magistrale della sua indagine sulla percezione. Sul fronte italiano, l’attenzione è alta per Giuseppe Stampone con E il cielo è sempre più blu (€ 8.000–10.000), realizzato con l’iconico blu delle penne BIC.
Con questa operazione, Kruso Art – unica casa d’aste italiana di proprietà di un gruppo bancario – conferma la volontà di posizionarsi come player d’élite, capace di trasformare l’atto della vendita in un progetto culturale di ampio respiro.





