Dalle Officine al Futuro: OGR Torino tra Visioni Quantistiche e Radici Digitali

del

Alle OGR Torino, fino al 10 maggio 2026, due mostre esplorano il rapporto tra creatività e innovazione tecnologica, offrendo prospettive complementari tra passato e futuro: la personale di Laure Prouvost “We felt a star dying e la collettiva “Electric Dreams. Art & Technology Before the Internet”. Un doppio percorso che riflette la vocazione delle OGR come hub tra cultura e innovazione, sostenuto dalla Fondazione CRT.

Un’esperienza immersiva tra arte e fisica quantistica

Nel Binario 1, Laure Prouvost trasforma la complessità dei computer quantistici in un’esperienza sensoriale totalizzante. L’opera nasce dalla collaborazione con il filosofo Tobias Rees e lo scienziato Hartmut Neven, dando vita a un ambiente in cui video algoritmici, sculture cinetiche e stimoli olfattivi ridefiniscono la percezione della realtà.

Laure Prouvost

Al centro dello spazio, la scultura The Beginning incarna il principio dell’entanglement, mentre le installazioni sospese evocano connessioni invisibili tra fenomeni cosmici e sistemi computazionali. L’artista invita a “disimparare” la logica ordinaria, come già accaduto nel celebre progetto presentato alla Biennale di Venezia, proponendo una visione fluida, interconnessa e non lineare del mondo contemporaneo.

Alle origini dell’arte digitale: Electric Dreams

Nel Binario 2, Electric Dreams, realizzata in collaborazione con la Tate Modern di Londra, offre una ricognizione storica su oltre quarant’anni di sperimentazione tra arte e tecnologia, dagli anni Cinquanta alla nascita del web. La mostra racconta come artisti e collettivi abbiano saputo reinterpretare strumenti tecnologici nati in contesti militari o industriali per ridefinire l’immaginario collettivo.

Electric Dreams. Art & Technology Before the Internet

Tra le opere più significative, l’installazione Ambiente Cromointerferente di Carlos Cruz-Diez trasforma lo spazio in un campo percettivo instabile, dove il colore diventa esperienza dinamica e illusoria, superando i limiti della materia fisica.

Arte Programmata e partecipazione attiva

Un focus importante è dedicato all’Arte Programmata: un movimento che ha anticipato molte dinamiche dell’arte digitale contemporanea, basandosi su regole matematiche, modularità e interazione. Sotto l’influenza teorica di Umberto Eco e della sua “opera aperta”, queste ricerche si svilupparono in dialogo con le Nuove Tendenze e con il collettivo GRAV.

In questo contesto, il pubblico diventa parte attiva dell’opera, coinvolto in esperienze immersive e percettive che superano la contemplazione tradizionale per approdare a una fruizione multisensoriale.

Curate da Samuele Piazza e Val Ravaglia (con Carly Whitefield per il progetto di Prouvost), le due mostre mettono in tensione le radici analogiche dei nuovi media e le frontiere della tecnologia contemporanea. Il risultato è un racconto stratificato in cui il passato diventa chiave interpretativa del presente digitale, confermando il ruolo delle OGR come spazio privilegiato di sperimentazione internazionale.


Informazioni Utili

“We felt a star dying” e “Electric Dreams”
OGR Torino (Binario 1 e 2)
Fino al 10 maggio 2026

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