La primavera del mercato dell’arte internazionale si sposta sotto i riflettori di Parigi. Mentre la capitale francese consolida il suo ruolo di hub strategico per il collezionismo globale, Christie’s si prepara alla sua 20/21 Marquee Week (15-17 aprile 2026). Dopo i solidi risultati ottenuti a Londra e Hong Kong, la casa d’aste punta su una selezione curata che spazia dall’Impressionismo al Contemporaneo, articolata in tre giornate di vendite che vedranno protagoniste anche importanti collezioni private.
Una “Marquee Week” tra capolavori storici e scoperte
Il calendario parigino si preannuncia denso. Il 15 aprile la Evening Sale darà il via alle danze con lotti di calibro museale: spicca La Femme au Chapeau (1906) di Maurice de Vlaminck, capolavoro fauvista stimato tra i 5 e i 7 milioni di euro, mai visto in pubblico da oltre 45 anni. Accanto a lui, la monumentale Pomme de New York di Claude Lalanne (stima €5-7 milioni), simbolo dell’eleganza organica che sta dominando le recenti tendenze del mercato.

La settimana proseguirà il 16 aprile con la Day Sale di Arte Contemporanea, guidata da un vibrante iPad painting di David Hockney del 2011 (€150.000-200.000), mentre il 17 aprile sarà il turno della sessione Impressionista e Moderna, impreziosita dalla riscoperta di un disegno a doppia faccia di Vincent van Gogh, Cueilleuses de pois, rimasto celato in una collezione spagnola per decenni.
La riscoperta della Collezione Calvesi e il focus su Schifano
All’interno di questo scenario di respiro globale, la sezione Thinking Italian torna a celebrare l’eccellenza del Novecento italiano. A guidare la selezione è Untitled (1963) di Mario Schifano, un’opera che riemerge sul mercato dopo quasi vent’anni di assenza. Con una stima di €120.000-180.000, il dipinto vanta una provenienza d’eccezione: la collezione privata di Maurizio Calvesi, uno dei critici più influenti del dopoguerra. Il legame tra Calvesi e Schifano non era solo intellettuale ma profondamente personale; l’artista utilizzò l’appartamento del critico in via dell’Oca come studio prima della sua partenza per New York. Recentemente esposta al Magazzino Italian Art di New York, l’opera rappresenta il passaggio cruciale in cui Schifano decostruisce il linguaggio pittorico per abbracciare una modernità cosmopolita.
Il mito di Anita Pallenberg e l’epopea americana
L’altro highlight assoluto è View beyond the Hudson River (To Anita Pallenberg) del 1964, stimato €200.000-300.000. Si tratta di una delle tele più personali della produzione di Schifano, dedicata e donata alla modella e attrice Anita Pallenberg, sua compagna durante il leggendario soggiorno newyorkese. L’opera è un distillato di memoria e sentimenti: il paesaggio americano si dissolve in una metafora visiva, segnata da una bruciatura circolare di sigaro lasciata intenzionalmente dall’artista vicino alla dedica. È il segno tangibile di una relazione turbolenta e di un’ispirazione che, come ricordato nel catalogo ragionato da poco pubblicato da Skira, trovava in Monet e nei suoi Gigli d’acqua visti al MoMA un nuovo “miracolo” pittorico.
Il tempismo di Christie’s appare strategico. Mentre queste opere viaggiano per il tour internazionale (passando per Torino, Milano e Roma), al Palazzo delle Esposizioni di Roma si inaugura la grande antologica curata da Daniela Landoni. In un mercato che premia sempre più la qualità museale e le provenienze documentate, la presenza di Schifano accanto a nomi come Lucio Fontana, Jannis Kounellis e Giorgio de Chirico conferma la tenuta dell’arte italiana all’interno delle grandi aste serali parigine.





