Sotheby’s Parigi: due Monet “ritrovati” guidano l’asta del centenario

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Il mercato dell’arte punta i riflettori su Parigi: il prossimo 16 aprile, Sotheby’s presenterà nell’asta serale di Art Moderne et Contemporain due paesaggi di Claude Monet rimasti lontani dagli occhi del pubblico per oltre un secolo. Si tratta di un “ritrovamento” doppio che non solo celebra il centenario della scomparsa del maestro dell’Impressionismo (1840-1926), ma promette di ridefinire i vertici dei prezzi per l’artista in terra francese.

Le due tele, Les Îles de Port-Villez (1883) e Vétheuil, effet du matin (1901), rappresentano una sorta di “visione 20/20” della parabola creativa di Monet. Con questa espressione — mutuata dal gergo oculistico per indicare una vista perfetta — la casa d’aste sottolinea una coincidenza straordinaria: le opere sono state realizzate esattamente a vent’anni e venti chilometri di distanza l’una dall’altra lungo la Senna. Insieme, offrono una prospettiva nitida e completa sul percorso del pittore: dalla scoperta di Giverny alla maturità dei riflessi atmosferici che avrebbero poi generato il ciclo delle Ninfee.

Il valore della riscoperta

L’eccezionalità dell’offerta risiede nella storia conservativa di queste opere. Les Îles de Port-Villez, stimata tra i 3 e i 5 milioni di euro, era nota agli studiosi solo attraverso fotografie in bianco e nero. Acquisita direttamente dall’artista dal leggendario Paul Durand-Ruel nel 1883, l’opera è riemersa dopo essere rimasta in collezioni private per oltre 115 anni. La tela cattura un Monet ancora “esploratore”, che lavora dal suo bateau-atelier per immergersi fisicamente nella luce dell’acqua.

Claude Monet, Les Îles de Port-Villez, est. €3-5 m

Ancor più rilevante sotto il profilo economico è Vétheuil, effet du matin (1901), con una stima di 6-8 milioni di euro. Qui Monet torna su un motivo a lui caro dopo due decenni, con uno sguardo radicalmente trasformato dall’esperienza delle serie (i covoni, la cattedrale di Rouen). La provenienza è, se possibile, ancora più suggestiva: fu acquistata dalla Galleria Bernheim-Jeune, che all’epoca occupava proprio l’edificio che oggi ospita la sede di Sotheby’s Paris in rue du Faubourg Saint-Honoré. Un ritorno a casa, dunque, che aggiunge un valore immateriale e storico difficilmente quantificabile.

Market Insights: tra rarità e prospettive di investimento

Perché queste opere sono cruciali per il mercato attuale? In primo luogo, la rarità. La maggior parte dei lavori di queste serie è già blindata in istituzioni come il Musée d’Orsay o l’Art Institute of Chicago. Trovare esemplari in mani private, con una provenance così lineare e uno stato di conservazione definito “eccezionale” dagli esperti, è un’occasione che i grandi collezionisti internazionali non si lasceranno sfuggire.

Inoltre, queste opere segnano il passaggio fondamentale verso la modernità. Come sottolineato da Marianne Mathieu, già direttrice del Musée Marmottan Monet, in questi paesaggi Monet inizia a dare precedenza alla matericità dell’acqua e del colore rispetto alla prospettiva tradizionale. È il Monet che “dipinge verso il futuro”, colui che ha forgiato il linguaggio dell’arte moderna.

Chiara Lorenzon
Chiara Lorenzon
Chiara Lorenzon, storica dell'arte, ha consolidato la sua expertise lavorando tra gallerie e case d'asta, dove ha affinato lo sguardo sulle dinamiche del mercato e sul rapporto tra opera d'arte e collezionista. Dal 2023 lavora con Collezione da Tiffany, focalizzandosi sull'analisi delle tendenze e sul mercato dell'arte contemporanea.

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