Il mercato del design d’autore non accenna a rallentare e l’ultima sessione milanese di Wannenes ne è la conferma plastica. Con la quarta edizione di Forme | Selezione Milano, battuta il 23 aprile 2026 in concomitanza con il Salone del Mobile, la casa d’aste ha segnato un punto fermo nel calendario collezionistico internazionale, portando il fatturato del Dipartimento di Design a sfiorare i 2,5 milioni di euro nei soli primi mesi dell’anno.
La forza dei numeri e la strategia curatoriale
Il dato macroeconomico parla chiaro: un totale di 925.806 euro con il 68% dei lotti venduti e, dato ancor più significativo, un incremento del valore del 180.5%. Questi numeri riflettono una competizione accesa tra collezionisti disposti a premiare pezzi rari e dalla provenienza certificata. La selezione curata da Giacomo Abate e Andrea Schito ha saputo dosare sapientemente i grandi nomi del Novecento con riscoperte critiche necessarie.
“Questa edizione ci ha restituito la conferma che un lavoro di ricerca autentico trova il suo pubblico”, ha commentato Giacomo Abate. Particolarmente rilevante è stata la performance dedicata a Toni Cordero, un autore centrale ma spesso sottovalutato dal mercato secondario. Le sue opere hanno risposto a una “domanda repressa”, con la Bergère (lotto 33) aggiudicata a 4.525 euro e le consolle che hanno superato i 10.000 euro, segnando un nuovo benchmark per l’artista.
Gio Ponti e il primato della rarità
Il top lot assoluto è stato la monumentale lampada a sospensione modello Pavone di Gio Ponti (lotto 114). Realizzata da Arredoluce negli anni Sessanta e accompagnata dalla perizia dei Gio Ponti Archives, l’opera è stata battuta a 60.150 euro. Si tratta di una cifra che conferma Ponti non solo come un pilastro del design italiano, ma come un vero e proprio “safe haven asset” per gli investitori.

Ottimi risultati anche per le sedute di Ponti, con una coppia di poltrone Distex vendute a 21.400 euro, a dimostrazione che il binomio tra forma scultorea e funzionalità domestica rimane la formula vincente nelle aste di settore.
Oltre il Modernismo: Scarpa, Mollino e Lalanne

Il catalogo ha offerto uno spaccato plurale del secolo scorso, dove l’eccellenza muranese ha brillato grazie a Carlo Scarpa. Le sue lampade da terra per Venini (modelli 509 e 516) hanno raggiunto rispettivamente 27.650 e 12.025 euro, confermando la tenuta dei vetri d’autore.

In ambito scultoreo-funzionale, spicca il paravento Rhinocéros di François-Xavier Lalanne & Kazuhide Takahama, aggiudicato a 32.650 euro, e la sedia in castagno di Carlo Mollino (creata per la Casa del Sole a Cervinia), passata di mano per 18.900 euro. Risultati di rilievo anche per l’arte “abitabile” di Mario Ceroli (tavolo Rosa dei Venti a 23.550 euro) e la raffinatezza di Gabriella Crespi, il cui divano mod. 2027 ha toccato i 21.400 euro.




