Chiara Camoni inaugura Figure nel Paesaggio ai Giardini PwC dell’Accademia Carrara

del

Il progetto pluriennale Figure nel Paesaggio, a cura di Maria Luisa Pacelli ed Elena Volpato, nei Giardini PwC dell’Accademia Carrara di Bergamo, non poteva che essere inaugurato da La Forza, il gruppo scultoreo di Chiara Camoni. I Giardini PwC e l’opera dell’artista, infatti, hanno in comune una progettualità in perenne trasformazione che si dispiega nel tempo.

I Giardini PwC hanno una genesi lunga due secoli. Tutto ha inizio nel 1775 con l’acquisizione, per conto di Giacomo Carrara, di un fabbricato con annessa ortaglia che terminava sotto le mura venete. Nel 1804 l’architetto Simone Elia vinse un concorso pubblico per la progettazione dell’edificio e il museo, insieme alla scuola, assunse l’attuale forma neoclassica.

Al bando partecipò anche Leopoldo Pollack, che pose l’accento sulla riqualificazione dello spazio verde secondo il gusto dell’epoca. Privilegiò il giardino all’inglese, sottolineando però il legame tra edificio e paesaggio, in un’ottica di relazione e interazione fra i due. L’ortaglia, in questo senso, si configurava come punto di snodo e di congiunzione tra la città alta e quella dei borghi storici.

Quest’idea rimase sopita fra le carte dell’archivio storico dell’Accademia Carrara per oltre due secoli, fino a quando, in occasione della riqualificazione della città nel 2022, in vista della nomina di Bergamo e Brescia a Capitale italiana della Cultura 2023, tornò con forza il tema della valorizzazione del verde attorno al celebre museo cittadino.

i Giardini PwC, Accademia Carrara, ph Antonio Cadei

Grazie al nuovo progetto di valorizzazione e al contributo di PwC, la vasta area che si estende dal Baluardo di Sant’Agostino, delimitata a nord dalla struttura difensiva quattrocentesca delle Muraine, ha assunto l’attuale configurazione. È stato realizzato un giardino romantico su più livelli, con un camminamento esterno che collega i diversi piani del museo e mette in comunicazione le sale espositive con lo spazio aperto. Il recupero di un edificio dismesso ha inoltre consentito la realizzazione di un bistrot. In questo contesto si inserisce anche il restauro delle sculture raffiguranti Marte e Minerva, realizzato d’intesa con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia. La loro ricollocazione è prevista nel 2027, in concomitanza con la mostra dedicata al fondatore del museo, Giacomo Carrara.

A distanza di due secoli, l’intuizione di Pollack ha dato avvio a una rigenerazione territoriale che prosegue anno dopo anno, iniziativa dopo iniziativa.

Nasce così il progetto pluriennale Figure nel Paesaggio, a cura di Maria Luisa Pacelli ed Elena Volpato, nei Giardini PwC dell’Accademia Carrara, che intende ripopolare lo spazio verde di un luogo tanto storico quanto illustre, riallacciandosi all’antica tradizione che vedeva il giardino come luogo di relazione, già nell’antichità costellato di presenze statuarie a testimonianza della lunga ricerca di connessione fra le storie dell’uomo e quelle della natura.

Chiara Camoni, La Forza , 2025, installation view, ph Camilla Maria Santini

Riprendendo l’uso della statuaria lungo il percorso naturale, il progetto prevede che la collezione di opere del museo venga integrata con interventi collocati negli spazi del giardino.

Divinità, eroi e figure allegoriche, a partire dal Rinascimento, hanno popolato con discrezione ed eleganza, o talvolta con maestosità e orgoglio, ville di delizia, parchi e giardini privati, offrendo ai visitatori spunti di dialogo, riflessione e ispirazione. Spesso costruivano una genealogia simbolica dei proprietari oppure ne celebravano le virtù; altre volte proponevano un messaggio da decifrare, accompagnato da un ammonimento o da un augurio.

Il progetto appena inaugurato intende riproporre questa relazione fra natura e rappresentazione attraverso la scelta di tre artisti molto diversi fra loro, accomunati però da un dialogo intimo con la materia e da un’indole contemplativa che ben si accorda con il luogo.

Chiara Camoni (1974), Paolo Icaro (1936) e Alessandro Pessoli (1963) mantengono vivo il legame con la natura anche attraverso la scelta dei materiali prediletti: gres, terracotta e marmo conservano la traccia del gesto che li ha trasformati.

Ad inaugurare il progetto è Chiara Camoni con un gruppo scultoreo dedicato all’undicesima carta dei Tarocchi, La Forza. Seguirà Paolo Icaro con Verso il cielo, Personae, opera che rappresenta e indica il dialogo fra l’uomo e il cielo; infine Alessandro Pessoli con Pastore fiorito, destinato ad abitare lo spazio come un custode simbolico dal sapore arcadico.

Chiara Camoni, ph Camilla Maria Santini

Chiara Camoni, piacentina, classe 1974, unica artista a rappresentare l’Italia alla Biennale di Venezia, è stata scelta dalla curatrice per inaugurare il progetto poiché l’opera proposta si pone in continuità con il programma espositivo del museo, in particolare con l’ultima mostra dedicata al mazzo dei Tarocchi Colleoni.

L’artista racconta come, a differenza del mazzo Colleoni, nel quale la carta della Forza raffigura un uomo intento ad aprire le fauci di un leone, il mazzo marsigliese mostratole da un’amica presenti una donna che tiene saldamente la bocca dell’animale.

La curatrice sottolinea come l’artista sia riuscita a rendere questa forza imperturbabile attraverso l’utilizzo di forme essenziali e grazie alla consistenza della superficie, che rimanda alla tattilità e al riverbero della luce e dell’aria. L’opera di Chiara Camoni si inserisce così pienamente nel solco della tradizione scultorea europea, accanto a Medardo Rosso e Leonardo Bistolfi.

«Ho una giovane amica che fa i Tarocchi. Si chiama Anita. Mi mostra la carta della Forza: rappresenta una donna che chiude (o forse apre?) la bocca di un leone (o leonessa?). Provo a modellare le due figure partendo da quel gesto, così forte. Accade che, piano piano, si staccano, si separano: scopro che mano e bocca sono della stessa materia, che fiorisce e frigge allo stesso tempo.»

Così Chiara Camoni descrive la genesi dell’opera, commissionata nel 2025, rendendone manifesta l’ispirazione, la tecnica di modellazione e il rapporto con la materia.

Chiara Camoni, La Forza , 2025, installation view, ph Camilla Maria Santini

Tutto si trasforma e così le mani della donna e la bocca della leonessa diventano parte del medesimo principio creativo. La forza delle mani, quella della parola e la solenne staticità delle due figure ci introducono in una triangolazione panica, nella quale gli opposti non costituiscono un dilemma ma un binomio: un doppio senza conflitto, un tutto che non è la semplice somma delle sue parti, bensì la loro convivenza.

Si tratta di una relazione viva con l’argilla, di un dialogo in divenire tra idea e opera compiuta, di un risultato corale. I Giardini PwC, che partecipano alla crescita della collezione museale e si legano a essa in modo inscindibile attraverso una visione progettuale, rappresentano infatti la concretizzazione di un’idea che affonda le proprie radici oltre due secoli fa e della quale oggi iniziano a vedersi i promettenti sviluppi.

Sara Alessandrello
Sara Alessandrello
Storica dell'arte, creator e attrice, Sara Alessandrello si laurea in Storia e Critica dell'arte all'Università degli Studi di Milano, specializzandosi nello studio dell'utilizzo del medium tessile nell’arte contemporanea. Cultrice della materia per il corso di Cultura visiva per il design, collabora con realtà espositive e con artisti occupandosi di curatela e comunicazione. Diplomata in recitazione, si occupa anche di teatro e performance, pubblicità e formazione.

Collezione da Tiffany è gratuito, senza contenuti a pagamento, senza nessuna pubblicità e sarà sempre così.

Se apprezzi il nostro lavoro e vuoi approfondire ancora di più il mercato dell'arte,
puoi sostenerci abbonandoti a

News Mercato Arte

Anticipazioni, trend, opportunità e segnali nascosti del mercato dell’arte

Ogni settimana, notizie, aste e analisi scelte per chi colleziona e investe con strategia.

 

Scopri di più!

Condividi
Tags

recenti

“Miss you”. Intervista a Frida Giannini.

Frida Giannini si racconta: dalla rivoluzione estetica in Gucci al valore della memoria, tra collezionismo, musica e libertà creativa.

Design del Novecento in asta da Il Ponte: oltre 920mila euro

Si chiude con numeri di rilievo l'appuntamento milanese dedicato alle Arti Decorative del '900 e al Design organizzato dalla casa d'aste Il Ponte. Nelle...

Buona Fortuna Ribelli, quando il centro del mondo diventa un bosco

Con "Back to Mine" il progetto diffuso di Lunetta11 torna a interrogare il rapporto tra arte, paesaggio e identità, trasformando ancora una volta l'Alta...

Articoli correlati