I top lot di Wannenes raccontano il nuovo collezionismo internazionale
I top lot di Wannenes segnano la conclusione di una prima parte dell’anno che orienta lo sguardo del mercato verso una geografia internazionale senza perdere le forti firme italiane del design e delle arti decorative. Il prestigio in questa collezione, infatti, non si attribuisce solo alla notorietà autoriale, ma a questo concorrono la qualità formale, la rarità dell’esemplare, le provenienze e un accurato tempismo nella risonanza dell’istituzionalizzazione.
La categoria di Storia dell’arte moderna e contemporanea osserva un mercato in cui il confine geografico assume un’importanza sempre meno rigida. La selezione di Wannenes accosta infatti protagonisti italiani a figure provenienti da contesti internazionali, costruendo una lettura del Novecento attraverso contaminazioni, spostamenti e dialoghi tra culture.
Igor Mitoraj protagonista delle aste Wannenes con Torso di donna con piede
La sezione di storia dell’arte moderna e contemporanea si apre con “Torso di donna con piede” di Igor Mitoraj, del 1995, realizzato in marmo nero del Belgio. L’opera, proveniente da una collezione privata e acquistata direttamente dall’artista, appartiene a uno dei nuclei più riconoscibili della ricerca di Mitoraj. L’eccezionale vendita, che ha di molto superato il massimale stimato, conferisce all’opera particolare risonanza attuale: la figura di Mitoraj viene celebrata nel panorama italiano con l’apertura del Museo Igor Mitoraj a Pietrasanta, inaugurato nel giugno 2026. L’opera si colloca così in una fase di rinnovata istituzionalizzazione della sua ricerca, nella quale la rilettura museale contribuisce a consolidarne la posizione nella storia della scultura contemporanea.
Tomonori Toyofuku e la dimensione internazionale dell’arte moderna

La dimensione internazionale diventa ancora più evidente con Tomonori Toyofuku, artista giapponese nato a Kurume nel 1925, presente con un Senza titolo del 1961. L’opera in legno scolpito appartiene a una fase di ricerca artistica nella quale emergono esperienze internazionali dell’astrazione e della scultura del secondo dopoguerra, rivisitate secondo le caratteristiche vibrazioni orientali che animano i pieni e i vuoti, in una lettura non esclusivamente eurocentrica del modernismo.
Pietro Dorazio, record d’asta e il valore della provenienza Marlborough Gallery

La sezione si completa con Avatar di Pietro Dorazio, olio su tela del 1972, dalle dimensioini decisamente inconsuete (250×50) e proveniente dalla Marlborough Gallery di Roma. L’opera è firmata, datata e titolata sul retro ed è inoltre documentata nel Catalogo Ragionato delle opere del 1977.
La provenienza dalla Marlborough Gallery è particolarmente significativa. Fondata a Londra nel 1946, la galleria diventa nel secondo dopoguerra una delle strutture fondamentali per la circolazione internazionale dell’arte contemporanea, costruendo una rete tra Europa e Stati Uniti e contribuendo alla diffusione di artisti europei e americani.
Avatar appartiene alla stagione della ricerca di Dorazio sul rapporto tra colore e luce, con uno studio sulla struttura formale che non delimita più uno spazio: lo produce attraverso la ripetizione, la variazione e la relazione tra colori. Il lotto stimava un massimale di 20.000€, superando però il prezzo di vendita di oltre 50.000€.
La selezioni di Wennenes per l’arte moderna e contemporanea sancisce quindi un modernismo transnazionale, in cui l’incontro di culture ridefinisce la definizione popolare del modernismo storico artistico.
I top lot di design italiano nelle aste Wannenes
Il design italiano conferma sicuramente la propria centralità. Il dato non sorprende se si considera la progressiva trasformazione del design storico da settore specialistico delle arti decorative a segmento autonomo del mercato.
Gio Ponti: tra riedizioni storiche e pezzi iconici del design

Nell’interesse di acquisto, la firma di Gio Ponti continua a occupare una posizione di forte interesse anche per quanto riguarda le riedizioni e le produzioni successive dei suoi progetti come dimostra il lotto di otto sedie modello 969, progettate da Ponti e prodotte da Montina negli anni Ottanta. Il lotto è stato aggiudicato a 20.150 euro, partendo da una stima di 2.400–2.600 euro: una performance che testimonia l’interesse del mercato verso riedizioni storicizzate.
La firma di Gio Ponti emerge nella serie “Forme | Selezione Milano”, la selezione di Wannenes dedicata al design italiano e alle arti decorative del Novecento, con la Grande lampada a sospensione modello Pavone, eseguita da Arredoluce negli anni Sessanta: lotto interessante per la certificazione di autorialità, fattore determinante nella costruzione del valore. La documentazione che attesta la paternità del progetto ne attesta quindi il posizionamento nella storia del design italiano e l’effettivo valore.
Interessante è il caso dei due vasi “Esplorazione dei Poli”, realizzati in bronzo argentato negli anni Venti e rimasti anonimi, con una possibile origine britannica o scandinava. La coppia, stimata 1.500–2.000 euro, ha raggiunto circa 20.000 euro nella vendita, una posizione insolita rispetto alla comune regola del prestigio conferito alla firma e all’attribuzione. In questo caso, infatti, l’assenza di un autore identificato viene compensata dalla rarità dell’oggetto e dal forte tratto stilistico che unisce esotismo, rappresentazione naturalistica estremamente accurata e modernità, confermandoli come elementi cardine dell’Art Déco.
B.B.P.R. e Arteluce: il design italiano degli anni Sessanta in asta

B.B.P.R._Grande lampada a plafone variante del mod.2045/a. _Alluminio verniciato e vetro stampato curvato_Produzione Arteluce, anni 60_Decalcomanoa del produttore_Cm 15x122x122 ca_Aggiudicazione: € 22.650_Wannenes
La selezione continua con la grande plafoniera modello 2045 di B.B.P.R. per Arteluce, degli anni Sessanta. Il gruppo B.B.P.R. esprime in questo periodo di produzione la sua vocazione più intensa. Il lotto assume ulteriore importanza per le notevoli dimensioni, che amplificano il senso di compenetrazione tra forma, struttura, materia e funzione.
Cosa rivelano i top lot Wannenes sul mercato dell’arte e del design
I top lot e le opere più significative che emergono dalle vendite Wannenes restituiscono dunque un mercato nel quale le categorie tradizionali appaiono sempre meno impermeabili. Design, arti decorative, architettura e arte contemporanea condividono oggi gli stessi dispositivi di valorizzazione: la firma, ma anche la provenienza; la rarità, ma anche la storia espositiva; la qualità formale, ma soprattutto la capacità dell’oggetto di inserirsi in una narrazione storica riconoscibile.
Da Ponti a B.B.P.R., da Mitoraj a Toyofuku fino a Dorazio, ciò che emerge è una concezione del collezionismo sempre più orientata verso oggetti e opere capaci di raccontare il Novecento come una storia di attraversamenti e interculturalità.
La progressiva integrazione all’interno di un sistema internazionale, nel quale l’oggetto d’arte e di design vengono letti come parti di una stessa storia culturale, è una direzione molto interessante da osservare, direzione che le aste Wannenes stanno evidentemente rendendo sempre più attraente.




