BPER, la collezione diventa una rete di luoghi per la cultura

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Con l’apertura del nuovo Polo Culturale dell’Aquila e, a ottobre, di quello di Ferrara, La Galleria BPER amplia il progetto di valorizzazione del proprio patrimonio. A Modena, intanto, una grande mostra ripercorre la stagione dell’Informale italiano.

Non è più soltanto una questione di conservare e mostrare una collezione d’arte. Il progetto culturale di BPER Banca sta assumendo progressivamente la forma di una rete di luoghi, ciascuno legato alla propria città e al proprio patrimonio, ma inserito all’interno di una visione comune. È questa la direzione nella quale si muove oggi La Galleria BPER, realtà che dal 2017 lavora sulla valorizzazione della Corporate Collection del Gruppo e che nelle prossime settimane aggiungerà due nuovi tasselli alla propria geografia: L’Aquila e Ferrara.

Il primo appuntamento è fissato per il 3 settembre, quando aprirà al pubblico il nuovo Polo Culturale dell’Aquila, ospitato nello storico Palazzo Farinosi Branconi, dopo l’inaugurazione istituzionale del 2 settembre. La sede nasce con l’obiettivo di mettere in relazione le opere della collezione BPER con la storia e l’identità del territorio abruzzese, affiancando al percorso permanente un programma di attività educative, iniziative per le scuole, progetti di inclusione, incontri e momenti di approfondimento.

La scelta di investire su una sede culturale stabile è significativa soprattutto perché modifica il rapporto tra una grande collezione aziendale e il pubblico. Le opere non vengono infatti considerate come un patrimonio separato dalla vita dell’istituzione, ma come uno strumento attraverso il quale costruire occasioni di conoscenza e relazione. È un modello ormai sempre più presente nelle strategie culturali delle grandi aziende e degli istituti bancari, ma che acquista particolare interesse quando si traduce in una presenza concreta nei territori.

L’Aquila sarà seguita, poco più di un mese dopo, da Ferrara. Il 6 ottobre è prevista l’inaugurazione del nuovo Polo Culturale di Palazzo Barbantini-Koch, che aprirà al pubblico dall’8 ottobre. Anche in questo caso il percorso dedicato alla collezione permanente sarà accompagnato da una mostra temporanea, Vanitas. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati, realizzata in collaborazione con Il Sole 24 ORE Cultura.

L’esposizione affronta uno dei temi più persistenti della pittura italiana tra Ottocento e Novecento, quello della natura morta e della sua progressiva trasformazione in linguaggio simbolico. Le opere della Collezione BPER saranno messe in dialogo con importanti prestiti, costruendo un percorso nel quale fiori, oggetti e composizioni assumono il ruolo di strumenti attraverso cui riflettere sul tempo, sulla caducità e sulla rappresentazione della realtà.

Maestro dei polittici crivelleschi, Madonna con il Bambino, il Cristo in pietà e santi (XV sec; tempera su tavola, 195 × 227 × 12 cm; Collezione BPER L’Aquila)

Il terzo appuntamento di questa nuova stagione è invece già a Modena, dove dal 18 settembre 2026 al 7 febbraio 2027 La Galleria BPER presenta CAOS χάος. Spazi e poetiche dell’arte informale, a cura di Daniela Ferrari. Il progetto, inserito nel programma della XXVI edizione di festivalfilosofia, prende il tema del caos come punto di partenza per rileggere uno dei momenti più radicali della ricerca artistica italiana del secondo dopoguerra.

La mostra riunisce opere della Corporate Collection BPER insieme a prestiti provenienti da musei, fondazioni e collezioni pubbliche e private. Il risultato è un nucleo particolarmente significativo, nel quale compaiono alcuni dei protagonisti dell’Informale italiano: Carla Accardi, Afro, Renato Birolli, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Lucio Fontana, Gastone Novelli, Antonio Sanfilippo, Giuseppe Santomaso, Emilio Scanavino, Tancredi, Giulio Turcato ed Emilio Vedova.

È proprio questa capacità di alternare la valorizzazione della collezione a progetti espositivi costruiti attraverso prestiti e collaborazioni istituzionali a rendere interessante l’evoluzione de La Galleria BPER. Il patrimonio aziendale diventa il punto di partenza, non necessariamente quello di arrivo. Attorno alle opere si costruiscono mostre, programmi educativi, occasioni di ricerca e nuove relazioni con istituzioni e comunità.

Con le sedi storiche di Modena, Genova, Brescia e Milano e i nuovi Poli dell’Aquila e di Ferrara, La Galleria BPER assume così una dimensione diffusa. Non un unico museo replicato in più città, ma una costellazione di luoghi chiamati a interpretare il proprio territorio mantenendo un comune denominatore: rendere il patrimonio artistico accessibile e trasformarlo in uno strumento di partecipazione.

È un passaggio che riflette anche una trasformazione più generale del ruolo delle corporate collection. Se in passato le collezioni d’impresa potevano essere soprattutto strumenti di rappresentanza o patrimoni custoditi lontano dal pubblico, oggi la loro efficacia culturale si misura sempre più nella capacità di essere condivise, studiate e messe in circolazione. In questo senso, il progetto di BPER sembra muoversi verso un’idea di collezione come patrimonio diffuso, nel quale la dimensione artistica si intreccia con quella educativa e sociale.

L’apertura dell’Aquila e di Ferrara non rappresenta dunque soltanto un ampliamento quantitativo delle sedi. Segna piuttosto un nuovo capitolo di una strategia che prova a fare della banca un soggetto culturale presente nei territori attraverso il proprio patrimonio. E mentre due nuovi palazzi entrano nella mappa de La Galleria BPER, Modena rilancia con una mostra dedicata all’Informale: tre modi diversi, ma complementari, di interrogare il rapporto tra collezione, storia dell’arte e pubblico.

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