Alla GAM di Milano la prima personale italiana di una delle artiste più incisive della scena contemporanea internazionale
C’è un’idea di arte contemporanea che non ha bisogno di scegliere tra rigore concettuale e capacità di parlare a un pubblico ampio. È quella di Shilpa Gupta, artista indiana tra le protagoniste più autorevoli della scena internazionale degli ultimi vent’anni, che torna a Milano con un progetto pensato per misurarsi direttamente con la storia e gli spazi della GAM. Dal 15 settembre 2026 al 6 gennaio 2027, la Galleria d’Arte Moderna ospita One Palm Closer to the Sky, ottava edizione di Furla Series, il programma promosso da Fondazione Furla in collaborazione con GAM e curato da Bruna Roccasalva.

È una presenza che il pubblico internazionale ha già avuto modo di incontrare in molte occasioni, anche ad Art Basel Unlimited, dove Gupta ha presentato lavori capaci di trasformare temi apparentemente astratti — il confine, il linguaggio, la censura, la libertà — in esperienze fisiche e percettive. Il suo lavoro non si limita infatti a parlare di questi temi: li mette letteralmente in scena, attraverso sculture, installazioni luminose, video, suono, testo e performance.
Nata nel 1976 e formatasi alla Sir J. J. School of Fine Arts di Mumbai, Gupta ha costruito una ricerca profondamente legata alle condizioni politiche e sociali del presente. Il linguaggio è uno dei suoi strumenti principali, inteso non soltanto come mezzo di comunicazione ma come luogo di potere: può includere ed escludere, creare appartenenza oppure produrre distanza, dare voce o imporre il silenzio. Da qui nasce una pratica che attraversa territori, lingue e identità e che mette continuamente in relazione dimensione individuale e collettiva, spazio pubblico e dimensione intima.
Il suo percorso internazionale è ormai vastissimo: dalla Biennale di Venezia alle Biennali di Berlino, Sharjah, Lione, Gwangju, Liverpool e Kochi-Muziris, fino alle personali in istituzioni come il Barbican di Londra, il Centro Botín di Santander, l’Arnolfini di Bristol e il Museum of Contemporary Art di Anversa. Nel 2023 è stata protagonista al MAXXI L’Aquila di una doppia personale con Marisa Merz. Le sue opere sono oggi conservate, tra le altre, nelle collezioni della Tate Modern, del Solomon R. Guggenheim Museum, del Centre Pompidou e del Philadelphia Museum of Art. In questo momento è inoltre in corso la sua personale What Still Holds all’Hamburger Bahnhof di Berlino.
One Palm Closer to the Sky porta questa ricerca dentro la GAM attraverso una serie di nuove produzioni realizzate appositamente per gli spazi del museo. Il confronto con l’architettura storica e con la collezione permanente diventa così parte integrante del progetto: il contemporaneo non viene semplicemente inserito nelle sale della Villa Reale, ma entra in dialogo con la memoria del luogo, facendola risuonare attraverso nuove domande.
È anche qui che il progetto Furla Series acquista il suo significato più interessante. Nato nel 2017, il programma ha costruito negli anni una piattaforma dedicata alle artiste, lavorando insieme a importanti istituzioni italiane. Dal 2021 la collaborazione tra Fondazione Furla e GAM propone ogni anno un progetto inedito capace di mettere in relazione le pratiche contemporanee con gli spazi storici e la collezione del museo.
Con Shilpa Gupta il programma sceglie dunque un’artista già pienamente affermata sulla scena internazionale, ma ancora capace di utilizzare il museo come luogo di ricerca e non semplicemente come contenitore. Una scelta che porta a Milano una voce essenziale dell’arte contemporanea globale e che, soprattutto, mostra quanto oggi il linguaggio dell’arte possa ancora essere uno spazio concreto di libertà, confronto e resistenza.

Shilpa Gupta. One Palm Closer to the Sky, a cura di Bruna Roccasalva, sarà visitabile alla GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano dal 15 settembre 2026 al 6 gennaio 2027.




