Art Basel e i masterpiece: mercato e istituzioni valorizzano il passato per custodire il futuro

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Calato il sipario sulla fiera regina Art Basel, placatosi il tourbillon da passerella su cui hanno calcato celebrities da Met Gala – vedi la presenza di Ye, aka Kanye West, a sostenere la consorte Bianca Censori, protagonista di Untitled (Izanami)di Vanessa Beecroft, o dell’eclettica e mesmerica Michèle Lamy – la 56ª edizione dell’ammiraglia svizzera ha tuttavia fatto registrare una minore affluenza di collezionisti internazionali, soprattutto americani, e un generale “ritorno all’ordine” per quanto riguarda le proposte esibite negli stand di Messeplatz.

L’eccellente qualità museale di opere di artisti storicizzati quali Picasso, Pierre Soulages, Helen Frankenthaler, Gerhard Richter e Lucio Fontana ha fruttato cifre milionarie alle gallerie multinazionali, a fronte di un generale ridimensionamento dell’“avanguardia” più contemporanea – eccezion fatta per gli artisti già intercettati in Biennale – verso la quale i buyer si sono mostrati più cauti.

Vanessa Beecroft_Lia Rumma_Courtesy of Art Basel

Il valore della storicizzazione

Ciò che è andato in scena nella capitale dell’arte elvetica consente pertanto considerazioni laterali utili a un’analisi ad ampio spettro sull’andamento del mercato dell’arte globale. Ci troviamo indubbiamente in una fase complessa in termini di sostenibilità finanziaria del mercato primario, che non può concedersi passi falsi, a maggior ragione in un contesto di instabilità geopolitica che non consente slanci o, meglio, lanci senza paracadute.

Il paracadute è – ça va sans dire – l’opera dell’artista storicizzato, che costituisce, oggi più che mai, un investimento sicuro, a patto che concorrano qualità, provenienza e stato di conservazione eccellenti. Basilea ce lo ha ribadito.

A riprova di quanto affermato, durante i primi sei mesi del 2026 il comune denominatore tra mercato secondario delle aste e primario fieristico sono stati i grandi protagonisti dell’arte del Novecento, capaci di raggiungere cifre da capogiro a discapito degli artisti mid-career o ultra-contemporanei in voga negli scorsi anni. In un contesto in cui si privilegia e valorizza la storicità dell’opera, è quindi necessario porre sempre maggiore attenzione ai dati tecnici che ne certificano il pregio: stato di conservazione e provenienza sono componenti ormai imprescindibili per un investimento oculato.

Art Basel_Courtesy of Art Basel

Conservazione e innovazione

Nel quadro generale di una sempre maggiore attenzione agli aspetti conservativi, segnaliamo la recente firma di un importante accordo strategico europeo che vede coinvolti la Direzione generale della Digitalizzazione e Comunicazione del Ministero della Cultura (Dgdc-MiC), il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (Cnr-Ispc), l’European Research Infrastructure for Heritage Science e l’European Research Infrastructure Consortium (E-Rihs-Eric), il cui scopo è quello di rivoluzionare il modo in cui si studia, si conserva e si preserva il patrimonio artistico.

L’obiettivo è far dialogare tra loro i sistemi informatici del Ministero con le infrastrutture digitali dei laboratori di ricerca, in modo tale che le informazioni scientifiche, dalla diagnostica ai restauri, divengano accessibili e condivisibili per una più efficace tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Attraverso l’implementazione di strumenti digitali all’avanguardia come l’AI, si intende promuovere al meglio i dati della ricerca mediante l’utilizzo di interfacce intuitive in grado di coadiuvare esperti e addetti ai lavori nel monitoraggio in tempo reale dello stato di salute dei beni artistici.

Una prospettiva per il futuro

Diamo atto dell’ottima iniziativa, di cui l’Italia risulta capofila, ritenendo che possa avere ricadute estremamente positive anche in termini di trasparenza sull’intera filiera del mercato dell’arte, così come abbiamo accolto con altrettanto entusiasmo la recentissima nomina di Francesca Casadio a nuova direttrice del Getty Conservation Institute di Los Angeles, polo d’eccellenza mondiale per la ricerca, la formazione e lo sviluppo di strategie innovative e tecniche diagnostiche non invasive per l’analisi, la tutela e la conservazione delle opere d’arte e del patrimonio culturale tout court.

Proteggere e valorizzare il passato, auspichiamo, potrà quindi contribuire a incidere favorevolmente sul futuro di tutti, mercato dell’arte incluso.

Chiara Mastelli
Chiara Mastelli
Art consultant, ha all’attivo collaborazioni con gallerie, case d’asta e fondazioni. Specializzata in mercato primario e secondario con focus in arte moderna e contemporanea ha approfondito le differenti branche del sistema dell’arte attraverso un’ Alta formazione in diritto dell’arte presso Università Sant’ Anna di Pisa, un’ Alta formazione in Contemporary Art Markets presso Naba Milano e in curatela d’archivio d’artista presso AitArt Milano. E’ consulente per collezionisti privati e aziende.

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