Analisi approfondite sulle principali tendenze di mercato relative ad artisti o movimenti artistici e report dull’andamento del mercato dell’arte moderna e contemporanea.
Una volta oggetto del desiderio e dell'ammirazione di grandi conoscitori, il disegno sta vivendo un momento di grande slancio sul mercato globale dell'arte. Dalle fiere di settore alle grandi aste internazionali, infatti, i fatturati sono in costante ascesa e i prezzi aumentano, pur rimando un segmento molto interessante per chi sta valutando di iniziare a collezionare.
L'Italia delle aste d'arte porta a casa un ottimo risultato che conferma un trend positivo iniziato ormai nel 2013. I primi sei mesi del 2017 si sono chiusi con un ottimo +11% nel fatturato delle vendite di arte moderna e contemporanea battute nel nostro paese per un totale di 75.725.841 euro. In aumento anche prezzi di aggiudicazione e tassi di vendita. Cala, invece, il numero delle aste.
Il 31 maggio scorso Dorotheum ha incoronato Emilio Vedova che, con il nuovo record mondiale realizzato con Tenzione (1959), ha guadagnato anche il ruolo di artista astratto italiano della seconda metà del Novecento più caro del momento. Ma ecco da dove arriva il nuovo primato.
L'arte africana contemporanea sta conquistando il collezionismo e il pubblico internazionale e il suo mercato è costante crescita. Ma come nasce questo successo? Cerchiamo di spiegarvelo in questo articolo con il contributo di Marco Scotini, curatore della mostra "Il Cacciatore Bianco. Memorie e rappresentazioni africane" di Milano.
Il business model delle gallerie d'arte sembra essere ad un passo dal fallimento. Fatturati bassi e redditi al minimo stanno infatti soffocando un settore che scommette sempre di più su un arte contemporanea che solo in rari casi genera realmente ricchezza. E come se non bastasse anche il pubblico delle gallerie non sembra essere più quello giusto. A dirlo è il Global Art Gallery Report 2016 di Magnus Resch,
Il mercato dell'artista nigeriana Njideka Akunyili Crosby sembra essere in ebollizione. Ma a differenza di fenomeni analoghi registrati in passato, in questo caso non si può ancora parlare di bolla speculativa, bensì di casi isolati ad opera di privati che cercano di sfruttare il momento d'oro di Akunyili Crosby e dell'arte africana.
Mentre i fatturati delle aste internazionali calano, crescono quelli di galleristi e mercanti e il mercato, nel 2016, si chiude con un +1.7%. Sempre più diffuse le vendite tramite private sale. Questo quanto emerge dal TEFAF Art Market Report 2017 che sarà presentato a Maastricht venerdì prossimo.
La contrazione del mercato mondiale dell'arte moderna e contemporanea sta finendo, ma l'incertezza politica mette a rischio la ripresa per il 2017. In Europa attese le performance peggiori, mentre Africa, Asia meridionale, Regno Unito, Stati Uniti e America Latina dovrebbero far registrare gli andamenti migliori.
Quelli relativi ad Alberto Burri e Carol Rama sono stati tra gli andamenti migliori per l'arte italiana andata in asta nel 2016. Ma con loro, nelle sale room non solo italiane, hanno brillato anche Fabio Mauri, Gianfranco Baruchello, Ettore Spalletti e Bruno Munari.
Il 2016 è stato l'anno della Pop Art che oltre a veder consolidato il mercato di Rotella e Schifano, ha fatto registrare exploit eccezionali per Giosetta Fioroni, Tanto Festa e Franco Angeli. In crescita anche l'arte Ottico-Cinetica, mentre più lenta appare l'emersione della Pittura Analitica.
Dal 2 al 6 aprile 2025, MEGA Art Fair torna con la sua seconda edizione, confermando il suo spirito innovativo e la volontà di rompere gli schemi delle fiere d’arte tradizionali