Al MAAM di Grosseto la terza edizione del progetto ideato da Alessandro Corina mette in relazione archeologia, artigianato e creatività contemporanea. Un percorso che attraversa millenni di storia e diventa occasione per riscoprire uno dei territori più autentici della Toscana.
Ci sono luoghi che sembrano aver trovato un equilibrio sempre più raro tra identità, qualità della vita e capacità di accogliere il visitatore. Grosseto è uno di questi. Una città che continua a crescere culturalmente senza cedere alle distorsioni dell’overtourism che hanno trasformato molte destinazioni italiane in scenografie affollate più che in comunità vive. È proprio qui, nel cuore della Maremma, che ha preso il via la terza edizione di Design Funzione Arte, progetto ideato e curato dal designer Alessandro Corina, ospitato fino al 30 settembre negli spazi del Museo Archeologico e d’Arte della Maremma (MAAM).
L’inaugurazione, ospitata in un Teatro degli Industri gremito in ogni ordine di posti, ha confermato la crescente attenzione verso una manifestazione che negli anni ha saputo costruire un’identità precisa e riconoscibile. A confrontarsi sul palco sono stati protagonisti del mondo dell’arte, del design, dell’impresa e della cultura, tra cui Laura Traldi, Digital Managing Editor di Interni Magazine, Santa Nastro, vicedirettrice di Artribune, il regista Virgilio Villoresi, il direttore scientifico del MAAM Luca Giannini e lo stesso Alessandro Corina. Sono grato e onorato di aver avuto il privilegio di moderare l’incontro.
Il tema scelto per questa edizione, “La visione artigianale”, affronta una questione tanto semplice quanto profonda: come nasce un oggetto? Quale percorso porta un’intuizione a trasformarsi in materia, funzione e infine arte? È una riflessione che attraversa la storia dell’umanità e che trova nel museo grossetano un contesto particolarmente efficace.
Il MAAM custodisce infatti una delle più significative raccolte dedicate alla civiltà etrusca presenti in Toscana. Vasi, suppellettili, reperti votivi e testimonianze della vita quotidiana raccontano una cultura che oltre duemila anni fa aveva già sviluppato una straordinaria capacità di coniugare utilità, estetica e innovazione. Un patrimonio che il direttore scientifico Luca Giannini valorizza con rigore e competenza, restituendo ai visitatori la complessità e l’attualità di una civiltà spesso ricordata solo superficialmente.
La forza di Design Funzione Arte risiede proprio nella capacità di mettere in relazione questo patrimonio archeologico con il linguaggio del design contemporaneo. Nella prima sala della mostra le ceramiche etrusche dialogano infatti con le creazioni realizzate da alcuni dei più interessanti designer internazionali che collaborano con Bosa Ceramiche, azienda che da anni rappresenta una delle eccellenze italiane nella produzione ceramica d’autore.
Le opere firmate da Elena Salmistraro, Pepa Reverter, Matteo Cibic e Jaime Hayon non sono presentate come semplici esercizi di stile contemporaneo. Al contrario, diventano la dimostrazione concreta di come il gesto creativo mantenga nei secoli una sorprendente continuità. Cambiano le forme, cambiano i linguaggi e le tecnologie, ma resta immutata quella tensione umana che porta a trasformare un’idea in un oggetto capace di migliorare, raccontare o interpretare la vita quotidiana.
Particolarmente significativa è la presenza delle due tazze progettate dallo stesso Corina per Bosa Ceramiche e realizzate appositamente per questa edizione. Il progetto prende spunto da uno degli aspetti più avanzati della civiltà etrusca: la consuetudine di condividere la tavola tra uomini e donne, pratica eccezionalmente moderna per il mondo antico. Le due tazze diventano così metafora di relazione, complementarità e dialogo, valori che attraversano l’intero percorso espositivo.
La seconda sezione della mostra è dedicata a Virgilio Villoresi, regista e artista fiorentino che ama definirsi “artigiano del cinema”. La sua ricerca, sospesa tra sperimentazione visiva e costruzione manuale, appare perfettamente coerente con il tema della manifestazione. Il film realizzato per Design Funzione Arte accompagna il visitatore in una dimensione onirica dove archeologia, memoria e immaginazione si fondono in un racconto poetico che attraversa capanne etrusche, laboratori artigiani e scenari fantastici. Accanto alla proiezione trovano spazio le scenografie originali utilizzate durante le riprese, offrendo uno sguardo privilegiato sul processo creativo che precede l’opera finita.
Alessandro Corina, che ha ideato il progetto nel 2022 con l’obiettivo di creare un ponte tra il proprio lavoro internazionale e il territorio maremmano, sembra aver trovato una formula particolarmente efficace. Design Funzione Arte non è infatti una semplice mostra di design né una tradizionale esposizione archeologica. È piuttosto un dispositivo culturale che utilizza linguaggi differenti per raccontare una stessa storia: quella della creatività umana e della sua capacità di trasformare il pensiero in materia.
Non è un caso che questa iniziativa trovi terreno fertile proprio a Grosseto. Visitare oggi il capoluogo maremmano significa scoprire una città che sta investendo con convinzione nella cultura. Gli interventi di valorizzazione realizzati negli ultimi anni, dal recupero della storica Biblioteca Chelliana ai progetti che interesseranno ulteriormente il MAAM, testimoniano una visione amministrativa che considera il patrimonio culturale non come semplice eredità da conservare, ma come leva di sviluppo e crescita.
E forse è proprio questo il valore aggiunto dell’esperienza grossetana. In un’Italia che spesso sembra rincorrere modelli turistici standardizzati, Grosseto continua a offrire qualcosa di diverso: autenticità. Qui il visitatore non trova una città piegata alle esigenze del turismo di massa, ma una comunità che mantiene il proprio carattere e che accoglie chi arriva senza rinunciare alla propria identità.
I numeri del resto parlano chiaro. Sono circa sei milioni i visitatori che ogni anno scelgono la Maremma, attratti da un territorio che riesce a combinare patrimonio storico, natura, enogastronomia e qualità della vita. Oltre alle località più celebri come Castiglione della Pescaia, Capalbio o Ansedonia, esiste una rete di luoghi meno raccontati ma non meno affascinanti, dalle spiagge di Marina di Grosseto e Principina a Mare fino ai borghi dell’entroterra.
In questo contesto, Design Funzione Arte rappresenta molto più di una mostra temporanea. È un invito a rallentare, a osservare e a comprendere. A riconoscere come un vaso etrusco e un oggetto di design contemporaneo possano condividere la stessa origine: il desiderio dell’uomo di dare forma ai propri sogni.
Per chi cerca un’esperienza culturale capace di coniugare bellezza, approfondimento e scoperta del territorio, la mostra al MAAM costituisce una delle tappe più interessanti dell’estate italiana. E forse anche l’occasione per riscoprire una Toscana meno esibita, meno affollata e, proprio per questo, straordinariamente vera.








