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giovedì, Gennaio 27, 2022

Collezionare disegni: la “rivoluzione” Drawing Room

del

All’inizio fu la fiera, o meglio le fiere… Drawing Room Madrid e Drawing Room Lisboa, nate rispettivamente nel 2016 e nel 2018 da un’idea di Mónica Álvarez Careaga per supportare e diffondere il disegno contemporaneo tra i collezionisti.

Poi, con il successo, è arrivato il Drawing Room Store: la prima piattaforma online per l’esposizione e la vendita di disegno contemporaneo, nata per dare continuità ai due appuntamenti fieristici – che si tengono uno a maggio e l’altro ad ottobre – e come reazione al particolare periodo storico in cui ci troviamo.

Un Marketplace giovanissimo, lanciato ad ottobre 2020, e figlio di un mercato dell’arte che sta cambiando sempre più rapidamente. Tanto che il successo, al pari di quello delle due fiere, è stato immediato e, pur facendo riferimento ad una nicchia del grande mondo dell’arte, è riuscito a conquistare l’interesse sia il collezionista maturo che il giovane che muove i suoi primi passi nel mercato. Con una copertura che dall’Europa e dalle Americhe arriva fino all’Asia.

Oggi il collezionista che naviga tra le pagine del Drawing Room Store può entrare virtualmente in 48 gallerie provenienti da tutto il mondo e scegliere tra 1522 opere – con un range di prezzo che va da 50 € a 36.692 € -, per un totale di 245 artisti.

La home del Drawing Room Store lanciato ad ottobre 2020

Un successo, quello guadagnato dallo store online del network fieristico Drawing Room – a cui a breve si aggiungerà un terzo appuntamento a Buenos Aires -, che poggia su precisi criteri di selezione, gli stessi applicati alla scelta delle gallerie per la partecipazione alle fiere.

In primo luogo, infatti, il team di specialisti che si occupa della selezione delle gallerie si orienta verso artisti con un solido percorso di formazione e di studio. E allo stesso tempo va alla ricerca di opere in cui spicchi in maniera inequivocabile l’identità artistica del suo autore.

La sperimentazione di diverse tecniche e materiali, la ricerca e la pratica artistica, sono poi tutti elementi che vengono positivamente valutati nella selezione degli artisti proposti dalle gallerie per essere inseriti nello Store.

Una vista del Drawing Room On Show, lo spazio espositivo virtuale lanciato da Drawing Room a gennaio 2021

A seguito dell’apprezzamento riscosso da questa nuova piattaforma, i suoi creatori hanno poi lanciato a gennaio il Drawing Room On Show, un innovativo spazio espositivo online pensato per dare vita, ogni quattro mesi, a una mostra virtuale “allestita” da curatori internazionali e che ha come protagonisti opere e artisti presenti sullo Store.

La prima expo virtuale ospitata è stata curata dal tedesco Jan-Philipp Fruehsorge e si chiama Promenade. A virtual walk through the realm of drawing e ha ottenuto in pochissimi giorni 8.000 click.

Passo dopo passo, così, il network Drawing Room sta lasciando la sua impronta nel mercato del disegno contemporaneo e, cosa intrigante, sta guardando con sempre maggior interesse all’Italia da cui, ad oggi, provengono cinque delle gallerie presenti nello Store: D406 (Modena), Magazzeno Art Gallery (Ravenna), Galleria Anna Marra (Roma), Galleria Riccardo Boni (Roma) e Shazar Gallery (Napoli)

Intitolato “Panorama italiano”, il quarto numero di Papeleo, la rivista di Drawing Room, è stato interamente dedicato al disegno italiano contemporaneo

Nel 2020 inoltre Drawing Room ha dedicato il quarto numero della sua rivista, Papeleo, interamente al disegno italiano, con la collaborazione del curatore Antonio De Falco. Oltre a pubblicare alcuni saggi sul disegno, Papeleo #4 (oggi consultabile su Issuu) ha anche promosso il lavoro di sedici artisti italiani: 2501, Daniela Alfarano, Elvio Chiricozzi, Ericailcane, Fabricio Cotognini, Giulia Dall’Olio, Rocco Dubbini, Tamara Ferioli, Aldo Giannotti, Fausto Gilberti, Gilberto Giovagnoli, Eva Marisaldi, Laurina Paperina, Stefano Ricci, Michelangelo Setola e Nicola Toffolini.

Già nel 2017, peraltro, Drawing Room Madrid dedicò al classicismo figurativo italiano una sezione specifica. E chissà che un giorno non nasca anche un’edizione italiana della fiera.

Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura.
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