La nuova sede di Havas accoglie una scultura permanente ispirata ai simboli architettonici della città. Un progetto che riflette sul ruolo crescente della cultura nella costruzione dell’identità aziendale.
C’è una differenza sostanziale tra sostenere un progetto culturale e decidere di incorporare la cultura all’interno della propria identità. È una distinzione che emerge con chiarezza nel progetto Eustorgio, la nuova opera realizzata da Elena Salmistraro per Havas e presentata nella sede milanese del gruppo internazionale della comunicazione.
Fortemente voluto da Caterina Tonini, CEO Havas Creative Network Italy e Co-Founder & CEO Havas PR Milan, il progetto nasce dalla convinzione che arte, design e cultura possano rappresentare strumenti concreti di dialogo tra impresa e società. Una visione che negli ultimi anni ha portato il gruppo a sviluppare iniziative capaci di superare il tradizionale concetto di sponsorizzazione culturale per costruire un rapporto più profondo con il territorio e le comunità.
Alta circa un metro e ottanta e realizzata in legno grazie alla collaborazione degli artigiani del laboratorio vicentino La Veneta, la scultura si presenta come una sorta di creatura urbana, un personaggio simbolico costruito attraverso la rilettura di alcuni degli elementi architettonici più riconoscibili di Milano.
La testa richiama il profilo del Duomo, le spalle evocano la Torre Velasca, gli archi laterali dialogano con la Galleria Vittorio Emanuele II, mentre alcuni dettagli rimandano al design della metropolitana milanese e al celebre corrimano progettato da Franco Albini. Non si tratta però di una semplice somma di citazioni architettoniche. Salmistraro trasforma questi riferimenti in una figura nuova, quasi un custode contemporaneo della memoria cittadina, sospeso tra storia e futuro.
L’opera nasce all’interno di un percorso sviluppato da Havas insieme alla curatela di Francesca Taroni, direttrice di Living del Corriere della Sera, e si inserisce in una riflessione più ampia sul rapporto tra impresa, creatività e produzione culturale. Un tema sempre più centrale in una fase storica in cui le aziende cercano di costruire relazioni con il pubblico non soltanto attraverso prodotti e servizi, ma anche attraverso contenuti, valori e visioni condivise.
In questo senso Eustorgio diventa qualcosa di più di una semplice installazione artistica. È un elemento identitario che contribuisce a definire il carattere di uno spazio di lavoro e, al tempo stesso, a raccontare il legame tra un’azienda globale e la città che la ospita.
Per Elena Salmistraro, tra le designer italiane più riconoscibili della sua generazione, il progetto rappresenta un’ulteriore occasione per esplorare quel linguaggio fatto di figure antropomorfe, simboli e narrazioni visive che da anni caratterizza la sua ricerca. Un linguaggio capace di muoversi con naturalezza tra arte, design e artigianato, mantenendo sempre una forte componente narrativa.
Come sottolineato dalla stessa Caterina Tonini, la cultura può diventare una “forza gentile” capace di mettere in relazione impresa, creatività e comunità. Accogliendo Eustorgio in modo permanente nei propri spazi, Havas sceglie dunque di lasciare un segno tangibile di questa visione, trasformando la propria sede in un luogo che non ospita semplicemente il lavoro, ma racconta una storia di connessioni, identità e appartenenza alla città.







