Frances Goodman e Giotto Riva: la notte diventa protagonista da Camilla Prini Gallery di Milano

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Dal 4 novembre 2026 al 15 gennaio 2027, la galleria milanese presenta “Di notte, ancora”, una doppia personale che mette in dialogo pittura e sperimentazione materica, esplorando le molteplici sfumature dell’identità, del desiderio e della vita notturna.

La notte come spazio di libertà, trasformazione e ambiguità. È attorno a questo immaginario che prende forma “Di notte, ancora”, la nuova mostra da Camilla Prini Gallery di Milano, che dal 4 novembre 2026 al 15 gennaio 2027 riunisce le opere di Frances Goodman e Giotto Riva. Due artisti appartenenti a generazioni e contesti differenti, protagonisti di un confronto che attraversa linguaggi, materiali e sensibilità, con un elemento comune: la capacità di interrogare ciò che si nasconde dietro le apparenze.

Accompagnata da un testo di Giacomo Nicolella Maschietti, la doppia personale prende le mosse da una dimensione tanto familiare quanto sfuggente, quella notturna, per indagare il rapporto tra realtà e rappresentazione. Lontano dall’essere soltanto uno sfondo, il buio diventa un territorio in cui le identità si ridefiniscono, le relazioni assumono nuove sfumature e ciò che durante il giorno rimane ai margini acquista una diversa visibilità.

A emergere è soprattutto il contrasto tra due modi di intendere l’immagine. Nella pittura di Giotto Riva la luce rivela, mentre nelle opere di Frances Goodman è la superficie a sedurre e, allo stesso tempo, a nascondere. Il primo costruisce atmosfere sospese, popolate da figure e situazioni quotidiane che l’illuminazione artificiale trasforma in piccoli episodi teatrali. La seconda ricorre invece a un vocabolario visivo fatto di strass, paillettes, unghie acriliche e perle artificiali, elementi che richiamano i rituali della bellezza e i codici della femminilità, per metterne in discussione significati e contraddizioni.

Giotto Riva, La notte, 2026, olio su tela, cm 150×100

Il risultato è un confronto che si sviluppa attorno alla complessità dell’apparire. Se nelle scene notturne di Riva la presenza umana sembra affiorare dall’oscurità, lasciando intuire storie di solitudine, incontri e attese, nelle composizioni di Goodman l’eccesso decorativo diventa il mezzo per affrontare questioni legate all’identità, al desiderio e alle aspettative sociali. Opere come Pink Poison e Sumptuous Smooch, caratterizzate da grandi bocche ricamate, oppure Fake it till you make it, realizzata con strass e bigiotteria, mostrano come la seduzione visiva possa convivere con una riflessione critica sui modelli di bellezza e sulle dinamiche dello sguardo.

È proprio questa ambivalenza a rendere interessante l’accostamento tra le due ricerche. Da una parte, un linguaggio pittorico che recupera la tradizione del Realismo ottocentesco e della Scapigliatura per raccontare la contemporaneità; dall’altra, una pratica artistica che trasforma materiali comunemente associati all’ornamento in strumenti espressivi capaci di mettere in discussione stereotipi e convenzioni. Due approcci distanti, che trovano un terreno comune nella volontà di andare oltre l’immediatezza dell’immagine.

Anche i percorsi dei due artisti riflettono questa distanza. Nato a Milano nel 1998, Giotto Riva si è formato alla Barcelona Academy of Art ed è stato selezionato tra i giovani artisti del 25° Premio Cairo. Frances Goodman, nata a Johannesburg nel 1975 e formatasi al Goldsmiths College di Londra, ha invece sviluppato una ricerca incentrata sui rapporti tra corpo, estetica e costruzione dell’identità femminile. Nella mostra, queste differenti sensibilità contribuiscono a delineare una lettura della notte che alterna introspezione e spettacolarità, vulnerabilità ed esibizione.

Al di là delle specificità dei singoli linguaggi, Di notte, ancora apre infine una riflessione sul nostro modo di vivere e rappresentarci in una società sempre più mediata dalle immagini digitali. In un presente in cui l’esposizione di sé è diventata una pratica quotidiana, la notte conserva una dimensione di imprevedibilità, offrendo la possibilità di sottrarsi, almeno temporaneamente, a ruoli e identità prestabiliti. Un’occasione per riscoprire il valore dell’esperienza diretta e dell’incontro, ma anche per interrogarsi sulla distanza, mai del tutto colmabile, tra ciò che siamo e ciò che scegliamo di mostrare.

“Di notte, ancora” inaugura mercoledì 4 novembre 2026, dalle ore 18:00, alla Camilla Prini Gallery, in via Milazzo 6 a Milano. La mostra sarà visitabile fino al 15 gennaio 2027, dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 19:00 e il sabato su appuntamento.

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